Abbigliamento da sci

14 maggio, 2013

Per gli amanti della neve ogni weekend invernale è un’occasione imperdibile per trascorrere un po’ di tempo sulle piste, sci o snowboard ai piedi e vento tra i capelli. Meglio però munirsi di un abbigliamento da sci adeguato, per evitare spiacevoli esperienze.

Abbigliamento da sci

Tuta da sci

Innanzi tutto serve una buona tuta da sci che protegga il corpo dal freddo e dall’acqua. Un normale piumino o un pantalone impermeabile non sono sufficienti: l’impermeabilità infatti, nell’abbigliamento “da città”, non è del tutto garantita mentre l’equipaggiamento tecnico da sci è trattato per essere completamente idrorepellente e resistente in caso di cadute o sfregamenti. Allo stesso tempo i tessuti utilizzati sono traspiranti, grazie a membrane microporose o altri strati intermedi studiati ad hoc perché il sudore possa fuoriuscire mantenendo la pelle asciutta.

Per quanto riguarda il look, col tempo si sono abbandonate le tute da sci intere a favore di tute a due pezzi, più comode e funzionali. In quest’ultimo caso i pantaloni, con cintura in vita o a salopette, sono spesso elasticizzati per permettere una migliore mobilità. Inoltre non devono essere troppo lunghi e devono calzare sopra gli scarponi in modo che l’elastico in fondo impedisca alla neve di entrare.

Rispetto allo sciatore, che predilige un abbigliamento più aderente ed ergonomico, lo snowboarder usa pantaloni e giacche abbondanti, utili soprattutto nei frangenti cosiddetti soft, quelli delle evoluzioni aeree in salto, della neve fresca o delle acrobazie sulla rampa.

Altrettanto importante l’abbigliamento da indossare sotto la tuta. Una buona regola da seguire è quella di vestirsi a strati: le temperature in quota possono essere molto oscillanti ed è bene avere la possibilità di togliere o aggiungere un capo nel caso di sbalzi termici. Consigliati i capi intimi in microfibra che, rispetto al cotone, sono più caldi, comodi e si asciugano con più facilità.

Anche per tenere caldi gli arti inferiori ormai si preferiscono delle soluzioni in tessuto tecnico alle vecchie calzamaglie di lana. Quest’ultime restano comunque una valida alternativa a cui vanno sempre aggiunti dei caldi calzettoni con tasselli rinforzati e tessuto traspirante. Per proteggere il busto si ricorre solitamente a un pile in microfibra, leggero ma al contempo efficace nel mantenere la temperatura corporea.

Scarponi

Ancora più importante di una buona tuta da sci sono degli scarponi di qualità. Impossibile sciare con degli scarponi scomodi o non abbastanza caldi, per questo vanno scelti con estrema attenzione, in negozi specializzati e con personale qualificato.

Per quanto riguarda la struttura generale dello scarpone, questa è solitamente costituita da leghe metalliche e materiali di imbottitura sintetici. Il gambetto, la parte posteriore, inclinata in avanti, può essere più o meno flessibile. Esiste anche un regolatore di flessibilità che varia l’inclinazione del gambetto, a seconda che si voglia sciare con le ginocchia più piegate o meno piegate: nel primo caso lo sforzo muscolare è maggiore ma è anche più facile impostare l’inizio della curva.

L’elemento che avvolge il piede si chiama scafo ed è chiuso, come il gambetto, da apposite leve di chiusura. Al suo interno sono posizionati la scarpetta e il plantare, responsabili del comfort e del calore dello scarpone: per questo vengono usati materiali all’avanguardia che isolano termicamente il piede ed evitano che ci siano dolorosi punti di pressione.

La suola invece, la parte esterna sottostante, ha misure standardizzate in relazione agli attacchi, per questo è importante monitorare lo stato di usura per evitare che l’aggancio sia impreciso e quindi pericoloso.

Un consiglio importante: al momento della scelta in negozio la prova va eseguita con le stesse calze che si useranno in pista. E’ infatti indispensabile che gli scarponi calzino perfettamente: uno scarpone troppo largo risponde in modo impreciso agli impulsi della gamba e non protegge adeguatamente la caviglia da possibili traumi.

Anche chi soffre di disturbi come il varismo (la predisposizione delle ginocchia verso l’esterno) o il valgismo (la predisposizione verso l’interno) può godersi i piaceri dello sci; il giusto scarpone non solo rende piacevole e sicura l’attività sportiva ma può anche aiutare a correggere i vizi di postura.

Se poi si vogliono portare con sé delle calzature comode, da indossare al rifugio dopo una stancante giornata di discese, meglio optare per dei robusti doposci, caldi, idrorepellenti e, perché no, con modelli e colori accattivanti, come suggeriscono le ultime tendenze.

Guanti, sciarpa e cappello

E veniamo alla scelta degli accessori. I guanti sono un elemento tutt’altro che superfluo e non solo per tenere le mani al caldo: essi, infatti, garantiscono una buona presa sui bastoncini e proteggono le mani nelle cadute.

Appoggiare una mano nuda su una lastra di ghiaccio o, peggio, sull’affilata lamina dello sci è un’esperienza da evitare. I moderni guanti da sci sono fabbricati con materiali all’avanguardia, impermeabili e traspiranti. I migliori hanno una membrana in GORE-TEX®, tessuto che mantiene intatte le prestazioni anche dopo molti lavaggi.

Inoltre sono utili dei rinforzi sul palmo e lacci di chiusura ai polsi per evitare la perdita del guanto o l’entrata della neve in caso di caduta. L’imbottitura è solitamente in ovatta e la fodera in pile.

Per quanto riguarda i modelli, si può optare per le muffole (il guanto con solo il pollice libero e le altre quattro dita avvolte in un unico corpo) o per i modelli a cinque dita. Le prime sono decisamente più calde ma visto che la loro struttura impedisce i movimenti delle dita, è consigliabile indossare sotto di esse un sottile paio di altri guanti, nel caso in cui si dovessero togliere le muffole per maneggiare qualcosa.

La sciarpa è un indumento non indispensabile e gli sciatori sempre più spesso evitano di indossarla lasciando il compito di scaldare il collo a giacche e pile. Certo non è un elemento di facile gestione: c’è il rischio di perderla o che svolazzi davanti agli occhi o che si debba continuamente sistemare. Un’alternativa, per i freddolosi che non vogliono rinunciare ad un’ulteriore copertura, potrebbero essere le sciarpe tubolari, impossibili da perdere!

Anche una protezione per la testa è fondamentale. Chi usa il casco (si veda la descrizione a parte) ha già il capo protetto dalla calda imbottitura dell’interno, ma chi non lo usa dovrebbe optare, nel caso di clima particolarmente rigido, per un berretto di lana con paraorecchie o un passamontagna.

Casco da sci

Il casco da sci è un elemento di protezione, facoltativo per gli adulti e obbligatorio, dal 2005, per i ragazzi al di sotto dei 14 anni. Innanzi tutto protegge la testa in caso di caduta o collisione: per essere sicuri di indossare un prodotto sicuro ed efficiente si dovrà però verificare la presenza del marchio EN 1077 e della sigla CE.

In secondo luogo garantisce un perfetto isolamento termico. Questo in realtà può anche essere un inconveniente nelle giornate più calde, perciò è utile che il casco sia dotato di un buon sistema di aerazione per evitare un’eccessiva sudorazione.

La struttura del casco è composta da un guscio esterno resistente alla rottura e all’abrasione ma al contempo leggero e sottile. In esso trovano spazio aperture di ventilazione per contrastare la sudorazione e all’interno un ulteriore involucro protettivo.

Quest’ultimo, può essere incollato allo strato esterno o saldato attraverso la tecnologia IN-MOLD: quest’ultima tecnica, ormai adottata da molte marche, garantisce una maggiore sicurezza e stabilità in caso di urti anche violenti. L’imbottitura interna può essere invece in pelliccia o altri materiali sintetici.

Un elemento importante è la fibbia di chiusura: fondamentale che non si apra in caso di caduta ma che si possa slacciare con facilità se necessario. Molti caschi presentano anche due appendici paraorecchie, che proteggono dagli urti laterali senza però impedire o rendere difficoltosa la mobilità del collo. Per i più giovani o per chi deve sempre essere reperibile, esistono anche paraorecchi con tecnologia bluetooth integrata, per ascoltare musica o ricevere telefonate sulle piste.

Nella parte posteriore del casco si trova un altro sistema di regolazione, per stringerlo o allagarlo in ampiezza. E’ importante che il casco sia perfettamente aderente alla testa; una prova da eseguire è quella di scuotere leggermente il capo e verificare che non si muova. Questo sistema di regolazione è utile anche nel caso si voglia indossare un passamontagna o un berretto sotto il casco o, come accade ai piccoli sciatori, per la naturale crescita del corpo.

Occhiali da sci

Sciare senza casco e guanti può essere pericoloso. Ma sciare senza occhiali è quasi impossibile. Gli occhiali, e la loro variante tecnica, la maschera, proteggono infatti gli occhi dal vento gelido, dalla neve e dal forte riverbero del sole che, altrimenti, offuscherebbe la visuale rendendo molto pericolosa la discesa. Anche nel caso di questo accessorio è assolutamente sconsigliato l’acquisto di un prodotto economico e di scarsa qualità; potrebbe essere più dannoso che utile.

Per quanto riguarda gli occhiali da sole, essi sono caratterizzati da lenti in policarbonato convesse, per garantire una maggiore protezione anche laterale, e infrangibili. La rottura di una lente in caso di caduta potrebbe causare danni irreversibili, da qui il consiglio di optare per un occhiale di qualità anche a fronte di una spesa più sostenuta.

Oltre che infrangibili le lenti devono essere resistenti all’abrasione per evitare che le rigature rendano poco chiara la visuale. Importante è anche la protezione dai raggi ultravioletti. E’ fondamentale tenere presente che i raggi solari, riflessi dalla neve, aumentano la loro intensità fino al 90%, effetto che non solo disturba la percezione ma può anche causare gravi danni alla retina.

Per adattarsi alle diverse condizioni atmosferiche gli occhiali da sci possono avere filtri polarizzati che contrastano il riverbero, lenti fotocromatiche che variano la protezione a seconda della luminosità o addirittura vere e proprie lenti intercambiabili da utilizzare a seconda delle esigenze. Parlando di montatura, questa è preferibile di plastica leggera, con stanghette regolabili che facciano una perfetta presa dietro all’orecchio.

La maschera è una protezione più stabile ed avvolgente, utile soprattutto per gli snowboarder e per chi si cimenta in discese particolarmente impegnative o acrobatiche. Come per gli occhiali sono fondamentali l’infrangibilità e la qualità delle lenti. Un problema che può insorgere con la maschera è quello dell’appannamento: è perciò consigliato controllare se il prodotto ha un sistema di ventilazione o un rivestimento antinebbia. In caso contrario è anche possibile ricorrere ad appositi spray anti-appannamento che limitano il problema.

Dove e cosa acquistare

Come ribadito più volte è fondamentale, nello sci, acquistare abbigliamento e attrezzatura di ottima qualità. E’ un investimento da mettere in conto se ci si vuole dedicare a questo sport, divertente e di soddisfazione ma anche piuttosto rischioso. Chi non vuole spendere una cifra eccessiva e non pratica lo sci ad alto livello, può optare per marche di abbigliamento che danno tutte le garanzie di sicurezza e comfort citate a prezzi abbordabili.

Per esempio i prodotti Colmar, storica casa di produzione italiana attiva dal 1923, oggi brand affermato nell’ambito dello sportwear. Un altra marca italiana di grande qualità è la Dubin che unisce la ricerca di materiali e soluzioni all’avanguardia alla cura estetica dei capi.

Anche Dainese, in origine produttore di abbigliamento per moto, da qualche anno si è lanciata nel mercato dell’abbigliamento da sci, con ottimi risultati e grande soddisfazione degli acquirenti.

Esistono poi altre marche piuttosto costose ma anche particolarmente apprezzate da chi scia ad alto livello:

  • la Spyder, casa di produzione canadese, una delle più grandi e affermate al mondo, i cui prodotti vengono distribuiti in Italia da Gitexpoint;
  • la Phenix, azienda giapponese fondata negli anni ’50, da sempre all’avanguardia nello studio di materiali tecnici innovativi;
  • la Goldwin, altra azienda giapponese, distribuita in Europa da Goldwin Europe che ha la sua sede a Milano;
  • la Vuarnet, storica casa francese, partner della Federazione Italiana Sport Invernali.

Un ultimo consiglio: meglio acquistare sempre i prodotti in negozio. Qui il personale specializzato può consigliare le linee e i modelli più adatti a voi, darvi consigli sull’utilizzo, risolvere i dubbi che vi possono essere rimasti. Inoltre è garantita la qualità e l’originalità dei prodotti.

Non si può dire lo stesso dell’acquisto su Internet, tramite siti di e-commerce come eBay e affini. Certo può capitare il colpo di fortuna o l’occasione vantaggiosa ma è anche facile incappare in capi contraffatti o fallati.


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