Scarpe ballerine

2 novembre, 2012

Inflazionate nella moda del giorno d’oggi, le scarpe ballerine sono un tipo di calzatura dal retaggio particolarmente lontano. I primi modelli di ballerina furono visibili già nei primi anni ’50 ed è curioso ammirare come le mode si ripropongano costanti nel tempo.

Che cosa sono?

Le ballerine sono un tipo di calzatura dalla caratteristica suola raso terra. Ve ne sono di tantissimi modelli, aperte o chiuse, in pelle o in vernice, sportive o eleganti. Insomma, si adattano a quasi ogni tipo d’occasione.

Un po’ meno versatili sono per i fisici non molto alti, o magari dalle forme mediterranee. Benché, grazie alla moda diffusissima di questi tempi ad ognuno sia concesso indossare quel che gli pare, ci sono dei canoni entro i quali è sempre meglio attenersi se non si vuole risultare goffi. Si tratta del semplice fatto che, se il fisico non è slanciato la ballerina non andrebbe indossata. Così come la ballerina non è adatta ad un fisico abbondante nelle forme, perché tali forme risulterebbero ulteriormente appesantite.

La ballerina è una scarpa tanto semplice e comoda quanto difficile da indossare col giusto portamento. Un conto è poterle indossare ed un altro è indossarle con grazia. La ballerina quindi è una scarpa un po’ crudele in questo senso perché accentua certi difetti fisici così come ne esalta altre doti.

Una gamba slanciata appare molto bene con una scarpa bassa, invece una gamba tozza viene inesorabilmente sottoposta ad un effetto che pare schiacciarla ancor di più. Questo è un effetto ottico che può essere alleviato, magari accostando una pantacalza di colore nero sotto una minigonna che distrae un po’ l’occhio dalle ballerine.

Ma c’è poco da fare, il tacco slancia e la ballerina schiaccia. Indubbio è che l’ importante sia indossare ciò che fa stare meglio con se stessi, però è anche vero che si può star meglio col proprio corpo se quello stesso corpo risulta gradevole anche alla vista altrui. Ad ogni è facile prevedere con buona probabilità che la ballerina sarà una costante della moda tra i giovani e non solo.

Storia

Anche i capi di consumo hanno alle spalle una storia ed un’evoluzione. Ad oggi pensando alle calzature di questo tipo diamo per scontato che si tratti di scarpe bassissime per donne. Ma ciò non fu sempre così. Nel 1500 le ballerina erano scarpe prettamente maschili. Tra l’altro anche piuttosto confortevoli ed adattabili all’abbigliamento abbondante e voluttuoso tipico per gli uomini dell’epoca.

Questo tipo di scarpa non mancò neanche nel Medioevo. In questo periodo c’era una convinzione culturale molto particolare. La maggiore lunghezza della scarpa era equivalente ad un più elevato rango sociale, mentre la scarpa più corta era destinata ai ceti più poveri. Questa credenza dava luogo a casi assurdi per una mentalità a noi contemporanea, i baroni arrivavano ad ostentare scarpe lunghe fino a 61 cm! Immaginate la comodità di un piede piccolino infilato in una calzatura così lunga, effetto pinna assicurato. Ai cavalieri era invece permesso arrivare sino a 45,7 cm mentre per la gente comune la scarpa doveva aggirarsi attorno ai 15,2 cm e mai superiore.

Una controtendenza fu lanciata dalla giovane Caterina De’ Medici al momento del suo matrimonio con il Duca d’Orléans. Per l’occasione la nobil donna, richiese al proprio calzolaio di poter indossare delle scarpe un po’ rialzate rispetto al normale. Probabilmente Caterina intuì che era necessario apparire un po’ più alta. Da ciò la moda si diffuse e tanta gente cominciò a richiedere tacchetti più o meno alti. In sostituzione si utilizzavano scarpe con tacchi d’ogni misura e tipo, sia per gli uomini che per le donne. Volendo fare un discorso nazionalista, potremmo dire che anche in questo caso la moda fu lanciata da un’italiana ma in realtà Caterina De’Medici amava considerarsi francese. Da questo episodio, fino ai due secoli successivi, la scarpa bassa fu debellata quasi del tutto.

Durante la rivoluzione francese il tacco era punto distintivo dell’aristocrazia e per cui era ritenuto dalle masse come una volgare ostentazione di potere. Venivano dunque preferite delle delicate ballerine, simili a dei guanti per i piedi.

Modelli

Prima di elencare i modelli entro i quali è possibile effettuare una scelta, vi riporto un paio di curiosità che riguardano le ballerine e che possono risultare interessanti.

Fino agli ultimi anni del 1800 le ballerine realizzate non avevano distinzione tra destra e sinistra, entrambe le scarpe potevano essere indossare indifferentemente ad un piede oppure all’altro. Le ballerine sono inoltre le calzature più utilizzate nei manga e nei cartoni animati giapponesi, basti pensare agli studenti ma anche a tanti personaggi (avete mai notato che anche Ranma ½ indossava sempre le ballerine?Oppure anche Goku di Dragon Ball in molte occasioni, o anche tutte le ragazze di Sailor Moon!). Persino l’attuale papa Benedetto XVI indossa spesso scarpe molto basse come le ballerine, certo si tratta di un modello sacrale in velluto rosso con rifiniture dorate. Pensiamo ora agli stili.

Di modelli di ballerine ce ne sono per tutti i gusti. Le ballerine di seta sono le più eleganti, perfette se abbinate ad un pantalone stretto a sigaretta. Possono essere sfruttate per impreziosire un abito casual, senza troppe pretese. Ci sono poi le ballerine in pelle, che nella versione in colore nero appaiono nel loro massimo splendore. Sono ideali per l’abbigliamento sbarazzino per tutti i giorni, sia per le ragazze che per le donne più mature. Quelle di cotone, tela e gomma sono le più sportive. Per intenderci generalmente hanno la punta in gomma bianca come le scarpe da basket americane ed il resto della scarpa in tessuto leggero, cotone o tela. Le ballerine in vernice sono invece più eleganti se abbinate agli accessori, magari un cerchietto per i cappelli o la borsetta. Sono ideali per un sabato sera, pizzeria e discoteca con amici.

Con alcuni accorgimenti come parti in metallo, cinghiette, lacci o decorazioni di vario tipo possono diventare stravaganti e particolari. Ci sono anche speciali ballerine in gomma, coloratissime e plasmabili nelle forme. Perfette sotto i Jeans se magari abbinate alla t-shirt.

Ballerine personalizzabili

Quando una scarpa o un particolare tipo d’indumento diventa d’uso comune nasce spontaneo il desiderio di diversificazione. Ciò manifestato nella ricerca di modelli particolari, magari costosi, oppure nel modificare con le proprie mani un capo o un oggetto. Per chi volesse, invece di manipolare in prima persona l’oggetto, affidarsi a mani esperte anche per le ballerine è stata ideata una particolare soluzione. In America è una moda impelagante, in Europa ancora non ci sono aziende importanti che se ne occupino con poderose collezioni ma è possibile trovare qualche calzolaio professionista che si diletti in questa lavorazione.

Stiamo parlando delle ballerine personalizzate: si tratta della possibilità di scegliere colore, materiali, scritte e simboli da apporre sulla calzatura realizzata su misura. Ci sono aziende che praticano tale servizio online e molte donne già se ne sono avvalse. I costi della lavorazione sono relativamente accessibili, basta trovare il sito migliore e più compatibile alle esigenze di partenza.

La scelta va attuata secondo le caratteristiche che si vuole abbia la ballerina. Innanzitutto chiarifichiamo di che tipo di personalizzazione si tratta. In alcuni casi su di un modello di ballerina semplice, della taglia del richiedente, possono venir stampate immagini, loghi, tatoo, o simboli d’ogni genere.

Spesso vengono cuciti dettagli particolari come pon pon, spille, catenine, perline, ricami, fiocchi, foto, insomma decorazioni d’ogni genere e tipo. Inoltre un’altra possibilità è quella di far inserire scritte, che magari possono essere scelte da un catalogo oppure che abbiano un particolare significato e che siano scelte dal richiedente.

Ci vuole veramente molto poco per passare da una calzatura sobria come la ballerina ad una pacchianata assurda. Il buon gusto è l’unica unità di misura applicabile.

Il consiglio che si può sempre applicare è comunque quello di non esagerare, la particolarità è giusta e bella, ma non bisogna eccedere. La ballerina nasce come calzatura semplice, che può diventare boriosa con punti dorati o argentati, ma tutto sommato è più normale che rimanga nella sua naturalezza.

Piacciono le ballerine?

Sì, lo ammetto, la domanda posta così lascia intendere che si riferisca alle ballerine in carne ed ossa. In realtà la questione che pongo è un’altra. Fatta una moda, chi la segue generalmente vuole che il proprio aspetto sia gradevole (sottolineo generalmente perché a volta col desiderio di stupire ci si espone molto oltre la gradevolezza).

Le ballerine sono oggetto di una simpatica discussione che può sembrare banale ma che racchiude in se una serie di stereotipi e d’immagini comuni delle quali gli uomini talvolta non sanno liberarsi. Chiaramente è questione di gusti. Innanzi tutto la scarpa ballerina deve piacere a chi la indossa, deve risultare comoda,  adatta alla persona, e su questo non ci piove.

Superata questa fase, diamo che il giudizio dell’uomo può influenzare le scelte stilistiche della propria compagna, chiaramente se tale donna decide di lasciarsi influenzare. Ci sono uomini che per femminilità intendono la classica immagine gonna più tacchi, qualsiasi variazione è ancora malvista da alcuni.

Non facciamo generalizzazioni, però è pur vero che si sentono ancora fare questo tipo di discorsi. Certamente il tacco, a spillo magari, affina la gamba e dona un senso di particolare sensualità. Tale sensualità può anche sfociare nel volgare se particolarmente ostentata. La ballerina rappresenta il canone opposto. L’immagine un po’ infantile, semplice e tenera, di una scarpa che lascia il piede a contatto quasi diretto con la terra. Le forme della gamba si poggiano pesantemente ed in questi casi si vede se davvero un fisico è slanciato o no.

La ballerina rimuove l’inganno dato dal tacco, che poi una volta rimosso lascia una donna molto diversa da quella vista in precedenza. Non tutte le donne, come si è detto, possono indossare la ballerina con buoni esiti. C’è poco da fare, la ballerina ti lascia completamente abbandonata al tuo corpo. Se sei slanciata buon per te, se hai delle cosce più o meno burrose, tali forse risultano amplificate.

Ballerine e la danza

Ciò che lega le ballerine intese come calzature alle ballerine in carne ed ossa non è solo l’eguale denominazione. Riguardo l’origine del termine per le scarpe c’è un dibattito. Certamente le forme tutto sommato simili alle calzature utilizzate nei balletti, lascia pochi dubbi già in un qualsiasi consumatore magari inesperto.

L’origine delle scarpe con la punta allungata e rigida utilizzata nei balletti pare che risalga ad una danzatrice italiana di nome Marie Taglioni che per la prima volta nella storia ( e si trattava dei primi anni dell’800) ideò queste scarpe e le fece utilizzare al proprio corpo di ballo.

Seguendo invece un’altra tesi, le scarpe a punta furono ideate da una madre di nome Rose Repetto per il suo figlio abile danzatore degli anni ’70, Roland Petit. Da quel primo paio prodotto, la famiglia realizzò un’azienda su quel tipo di scarpe.

Tale produzione è ancora tutt’oggi attiva in Francia e presenta la propria esposizione a Parigi nella famosa Rue de la Paix. Nell’atelier è possibile trovare non sole le scarpe a punta per le danzatrici ma anche interessanti modelli da passeggio spesso realizzati a tiratura limitata, dei veri pezzi da collezione d’alta classe.

Le calzature ballerine, bassissime e delicate, divennero una moda travolgente negli anni ’50 quando incontrarono il mondo del cinema con l’incantevole Audrey Hepburn, nata come danzatrice e resa famosa da cinema e teatro.

Audrey Hepburn amava indossarle mentre passeggiava con pantaloni stile Capri ed occhialoni. Gli stilisti disegnavano modelli di ballerine solo per lei, che ne utilizzava costantemente sia sulla scena che nella propria vita privata.

La moda impelagò anche all’epoca, un po’ come si sta riproponendo ai giorni nostri. Non fu trascurabile neanche il contributo di Jacqueline Kennedy Onassis, moglie del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Amava così tanto le ballerine da farsene realizzare un paio al mese dal suo stilista di fiducia.


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