Guida all' incubatrice per neonati

incubatrice neonati

Come prevenire il parto prematuro

La gravidanza dovrebbe raggiungere il suo termine dopo 40 settimane, calcolate dal primo giorno dell'ultima mestruazione, con un margine di 14 giorni in più o in meno. Si considera, quindi, nella norma una gravidanza che si conclude con un parto tra la 38a e la 42a settimana di gestazione.
Invece, nel caso in cui la gravidanza avvenisse tra la 36a-37a settimana di gestazione si parla di bambino prematuro che necessita dell'incubatrice per creare condizioni favorevoli alla sua crescita.


Prevenire il parto prematuro è un'operazione abbastanza difficile, ma anche se entro certi limiti, il parto anticipato può essere "arginato".
La prima regola da seguire è quella di compiere controlli periodici dal proprio ginecologo (in genere, in gravidanza si consiglia una visita al mese, se non ci sono le condizioni per malattie o disturbi particolari che richiedano controlli più ravvicinati) in modo da individuare tempestivamente l'insorgenza di eventuali fattori di rischio.
Occorre chiamare subito il proprio ginecologo in caso di comparsa di contrazioni, soprattutto se dolorose e di perdite vaginali diverse dal solito.
Il pericolo di un travaglio di parto prematuro può essere controllato attraverso l'assunzione di specifici farmaci che svolgono un'azione rilassante sulla muscolatura dell'utero (i cosiddetti "miorilassanti"), quali l'isossisuprina e la ritodrina, da prendere però solamente dietro prescrizione del ginecologo o del medico di base.
Anche se questi farmaci svolgono un'azione rilassante bisogna tener presente che il modo migliore per scongiurare il parto prematuro è sicuramente il riposo a letto.
L'eventuale assunzione di farmaci miorilassanti, quindi, deve essere sempre abbinata al riposo assoluto altrimenti il solo trattamento con i medicinali non dà i risultati sperati.

L'incubatrice per i nostri piccoli bambini

A COSA SERVE L'INCUBATRICE
L'incubatrice è uno strumento utile per i neonati sottopeso (che non raggiungono cioè 2.500 grammi) e per quelli nati prima del termine (prima della 38a settimana).
L'incubatrice che possiamo definirla come una culla speciale o una culla termica, completamente chiusa e sterile, ricrea un ambiente molto simile a quello che c'era nel pancione. Al suo interno, grazie a una serie di dispositivi, l'organismo del neonato può completare il proprio sviluppo e può abituarsi in modo graduale alle condizioni esterne.
In genere, il bimbo viene tolto dall'incubatrice quando la sua temperatura corporea si stabilizza intorno ai 37 gradi (il corpo del prematuro tende infatti a disperdere calore) e il peso si aggira intorno ai 2.500 grammi. L'incubatrice è utilizzata anche per i bambini nati "a termine", ma con un peso al di sotto dei 2.500 grammi.
Questa culla termica è in grado di mantenere i neonati in condizioni di temperatura e ossigenazione costanti e ottimali, grazie a una serie di dispositivi particolari.

COME L'INCUBATRICE FA RESPIRARE IL NEONATO
Una delle funzioni più importanti dell'incubatrice è quella di aiutare il bambino a respirare.
Questo avviene grazie ad un tubo che apporta ossigeno umidificato all'interno dell'incubatrice, dove il livello di umidità dell'aria deve aggirarsi intorno all'80-90 per cento per evitare che l'organismo del bambino si disidrati (perda, cioè, un'eccessiva quantità di liquidi).
In caso di difficoltà respiratorie si utilizzano apposite apparecchiature, in genere un sondino per far inalare direttamente al piccolo l'ossigeno.

COME L'INCUBATRICE NUTRE IL NEONATO
Un altro sondino collega il naso con lo stomaco del bambino, sia per eliminare l'aria in eccesso e l'eventuale liquido amniotico ingurgitato nell'utero, sia per farvi giungere minime quantità di latte (preferibilmente materno) e allenare gradualmente il neonato a nutrirsi da solo.
Le altre sostanze nutritive sono iniettate direttamente in vena (per fleboclisi).

COME L'INCUBATRICE NEONATALE CONTROLLA LA SALUTE DEL BAMBINO
Sul torace del piccolo due elettrodi collegati a un monitor controllano il battito cardiaco, il flusso della circolazione sanguigna e l'attività dei polmoni.
Un sensore rileva poi la temperatura corporea che nel bimbo pretermine non raggiunge i 37 gradi. Il suo corpo tende, infatti, a disperdere calore poiché la superficie cutanea è molto estesa rispetto al peso e manca dello strato di grasso utile come riserva di energia e come isolante termico.
Un altro sensore controlla il livello di ossigenazione del sangue. Sulle pareti dell'incubatrice una serie di fori a oblò permette a medici e infermieri di visitarlo e accudirlo senza doverlo spostare. A volte il piano di appoggio dell'incubatrice incorpora una bilancia elettronica per il monitoraggio del peso.
Un display rileva la temperatura all'interno dell'incubatrice, mantenuta superiore ai 30 gradi centigradi.

Un'alternativa all'incubatrice: la marsupioterapia

La marsupioterapia è nata in Colombia nel 1978 e si è poi diffusa nei Paesi più poveri per supplire alla mancanza di incubatrici. Questa tecnica è stata successivamente esportata in Occidente ed è oggi ormai praticata da molti reparti di terapia intensiva neonatale.

In cosa consiste la marsupioterapia:
questa cura consiste nel porre il piccolo prematuro nudo, solo dopo aver superato la fase "critica", a contatto pelle a pelle con il corpo della mamma, con sedute di una o due ore giornaliere. Il calore che si sprigiona dal contatto dei due corpi fa aumentare la temperatura del piccolo, permettendogli di raggiungere un adeguato livello termico.
Il contatto fisico con la mamma stimola poi la crescita del neonato e facilita l'allattamento: il bimbo, infatti, a diretto contatto con il seno materno, è stimolato naturalmente a cercare il capezzolo.
I benefici del primo contatto fisico tra la mamma e il neonato sono evidenti anche sotto l'aspetto affettivo, in quanto contribuisce a rafforzare il reciproco legame.

Ecco dove trovare maggiori informazioni sull'incubatrice o dove acquistarla: