Cura per i capelli grassi e/o con forfora

Il problema, dei capelli grassi è dato da un'attività esagerata della ghiandola sebacea. Il sebo prodotto in eccesso (seborrea) si deposita sui capelli dando loro un aspetto untuoso e appesantito. Il problema è frequente negli uomini, perché è dovuto all'azione degli ormoni sessuali maschili, ma colpisce sempre più spesso anche le donne, soprattutto le adolescenti, in cui può essere accompagnato da pelle grassa e acne.

I capelli grassi si presentano più pesanti del normale e unti a partire dalla radice. Accanto alle forme costituzionali, non accompagnate da altri disturbi, nella donna i capelli grassi possono essere legati a un disturbo di tipo ormonale, a un eccesso cioè di ormoni sessuali di tipo maschile.

capelli grassi

Come la pelle

Le caratteristiche del capello sono dettate da fattori costituzionali e ormonali, gli stessi che esercitano la propria influenza su tutti gli altri organi di rivestimento del corpo: pelle, unghie, peli, ciglia, sopracciglia. Alla loro origine, infatti, c'è un medesimo tipo di cellula, il cheratinocita, che fornisce a ciascuna di queste strutture un differente tasso di cheratina (la sostanza proteica che le forma), ma soprattutto le dota di caratteristiche similari.

Così, di solito, chi ha una bella pelle ha anche bei capelli mentre chi ha una cute acneica avrà probabilmente anche capelli grassi. I nostri organi di rivestimento, insomma, presentano caratteristiche omogenee tali da permettere a un dermatologo esperto di risalire all'identikit del capello (colore, spessore e tasso sebaceo) partendo dall'osservazione della pelle.

Perciò dobbiamo imparare a considerare i nostri capelli non come elementi a sé, ma come una parte dell'organo dì rivestimento del nostro corpo che risponde a un preciso ordine ormonale e costituzionale, quindi non modificabile.

I capelli grassi

Diffuse in tutto il corpo, le ghiandole sebacee sono particolarmente abbondanti nella regione della testa, dello sterno e in quella interscapolare, mentre sono del tutto assenti sui palmi di mani e piedi. Ogni capello è affiancato alla sua radice da una propria ghiandola il cui condotto escretore si immette nel canaletto attraverso il quale il fusto cresce.

Lubrificare stelo e cuoio capelluto è la prima funzione del sebo, una sostanza di aspetto oleoso, costituita da 3 elementi (trigliceridi, acidi grassi e squalene) presenti in precise proporzioni. Quando però queste si presentano alterate, il sebo perde le sue proprietà "balsamiche" diventando irritante per il cuoio capelluto, che reagisce seccandosi e desquamandosi (dermatite seborroica). Un'altra funzione del sebo è o quella di proteggere la cute dai germi.

Anche in questo caso, solo un "buon" tipo di grasso può adempiere a questo delicato compito. Viceversa, la pelle si può trovare esposta a un aumento della flora batterico-micotica naturalmente presente sulla nostra testa, col rischio di irritazioni e infezioni.

La seborrea

Quando le ghiandole sebacee non producono un buon "balsamo naturale" si parla di seborrea. Il quantitativo di sebo in sé, invece, non sembra rappresentare un fattore rilevante: se infatti questo conserva al suo interno una equilibrata presenza dei tre elementi, non necessariamente si rivelerà irritante per la cute del capo.

Gli effetti della seborrea non sono evidenziati solo da una chioma grassa e "pesante", ma talvolta anche da un cuoio capelluto cosparso da numerose squamette biancastre (pitiriasi da dermatite seborroica).

Come evitare di confonderle con la forfora? Osservandole attentamente: mentre la forfora è fine e puntiforme, la dermatite seborroica si presenta con squame più grandi (2-3 millimetri) e, soprattutto, è accompagnata da arrossamento cutaneo e prurito.

Le cause dei capelli grassi

All'origine della seborrea ci sono squilibri ormonali di carattere ereditario, evidenziabili dalla semplice osservazione clinica di un dermatologo, oppure possono esserci disfunzioni interne all'organismo (digestive, ormonali, del ricambio o nervose) o, ma più raramente, situazioni climatiche avverse (caldo, umidità).

  • Nelle donne questo squilibrio coincide con l'appuntamento mensile del ciclo, ma viene stimolato anche dallo stress: cui si deve una sovrapproduzione di androgeni, gli ormoni maschili. Da qui i capelli grassi.
  • In alcuni casi il problema può essere legato all'uso di pillole anticoncezionali, utilizzate anche come terapia ormonale sostitutiva per la menopausa, contenenti ormoni detti "norderivati" (una serie di molecole riconoscibili per la presenza del suffisso "nor" nel proprio nome). Questi vengono trasformati dall'organismo in ormoni sessuali maschili, che vanno a stimolare l'attività delle ghiandole sebacee.
  • Gli ormoni sono sensibili anche alle stagioni: d'inverno producono più sebo come in risposta a un istinto ancestrale, quello di proteggere l'uomo dal freddo.
  • Talvolta la presenza di capelli grassi nella donna, anche molto giovane, può essere la spia della presenza di piccole cisti ovariche (le ovaie tendono a produrre più ormoni del solito accentuando l'untuosità della pelle), problema comunque, generalmente innocuo.
  • Anche l'uso di prodotti per la piega ad alto tasso alcolico e le spazzolature troppo energiche possono stimolare l'iperattività ghiandolare.
  • L'errore che di solito commette chi ha capelli di questo tipo è quello di lavarli spesso per asciugare l'untuosità in eccesso. Ma così facendo si peggiora la situazione perché si inducono le ghiandole sebacee a lavorare di più.
  • Il lavaggio, invece, deve eliminare lo sporco, ma mai sgrassare eccessivamente la fibra capillare.

I rimedi

Quando il problema è costituzionale cioè non è legato ad alcuna disfunzione ormonale, la soluzione più efficace è quella di mantenere un'accurata igiene dei capelli. I rimedi contro i capelli grassi non mancano e a questo fine si rivelano efficaci anche i prodotti che fanno capolino dai banchi di profumerie e supermercati. Infatti oggi la loro qualità è molto migliorata rispetto al passato soprattutto grazie alla cultura farmacologica e medica, che finalmente ha fatto breccia nelle grandi industrie produttrici.

Quali sono gli shampoo più indicati? Devono essere usati shampoo antigrasso molto delicati, definiti non ionici perché privi di cariche elettriche (la definizione "non ionico" dovrebbe essere scritta sulla confezione), che possono essere usati anche tutti i giorni.
Evitare gli shampoo troppo aggressivi che addirittura accentuano il problema. In generale quelli a base di proteine, aminoacidi solforati e cheratine, lievemente disseccanti, minerali, come lo zinco, dalle proprietà astringenti e sebo-regolanti ed estratti vegetali antisettici e lenitivi sarebbero l'ideale.
Come coadiuvante può essere usato un integratore a base di cisteina, un aminoacido contenente zolfo, elemento dall'azione seboregolatrice.

E la frequenza dei lavaggi? Quella ideale è 2-3 volte alla settimana, ma anche uno shampoo quotidiano può andar bene se il problema, è particolarmente sentito: a patto che il prodotto sia indicato per lavaggi frequenti e abbia quindi una base lavante non aggressiva. Ciò è molto importante al fine di evitare il cosiddetto effetto "rebound", ossia una produzione più abbondante di sebo indotta come reazione all'eccessiva secchezza di capelli e cute provocata da uno shampoo troppo sgrassante.

Quando il disturbo è dovuto a un problema ormonale è bene sentire il parere del ginecologo. Chi usa la pillola contraccettiva dovrà fare attenzione che questa non contenga ormoni norderivati ed eventualmente sostituirla con un altro prodotto consigliato dal medico. In alcuni casi i capelli grassi possono essere gestiti, almeno provvisoriamente, con un antiandrogeno, cioè con una pillola che contenga un ormone capace degli ormoni maschili. Se il ginecologo riscontra la presenza di ovaio micropolicistico il dermatologo (o lo stesso ginecologo) potrà prescrivere l'assunzione di pillole a base di antiandrogeni.

I rimedi naturali contro i capelli grassi

Per trattare i capelli grassi in maniera dolce si può ricorrere agli shampoo a base di achillea. Si tratta di prodotti molto delicati che possono essere usati anche tutti i giorni. Pur non riuscendo a risolvere il problema in maniera radicale (non intervengono direttamente sulla ghiandola) aiutano i capelli a ritrovare la propria leggerezza e brillantezza.

Come si fa l'impacco per i capelli grassi

Una volta ogni 7-10 giorni è utile ricorrere a un impacco normalizzante. Ideale quello a base di biozolfo (una sostanza che libera i follicoli ostruiti), mucillagini e limone, dermopurificanti, astringenti e tonificanti. Per un effetto riequilibrante. Dopo aver lavato i capelli, si dividono le ciocche tracciando delle righe con un pettine e si applica la crema sul cuoio capelluto.

Se i punti critici sono le punte, si ricoprono solo le lunghezze con uno strato di prodotto e, dopo averle fissate con una molletta sulla sommità del capo, si avvolge la testa con una pellicola da cucina, perché il calore facilita la penetrazione dei principi attivi. Dopo alcuni minuti (dai 3 ai 15 a seconda del tipo d'impacco), si risciacqua, preferibilmente con acqua fredda perché stimola il microcircolo e rinsalda le squame al fusto.

Alcuni piccoli consigli per i capelli grassi

Per non stimolare troppo il lavoro delle ghiandole sebacee sarebbe bene lavare i capelli ogni 2-3 giorni. Se la chioma appare opaca e pesante potete raccoglierla sulla nuca o, se i capelli sono corti, stirarla indietro con un po' di gel.

Se, invece, sentite l'esigenza di lavare i capelli tutti i giorni ricordatevi non solo di usare uno shampoo delicato, ma anche di diluirlo con un pò d'acqua, che diminuirà ulteriormente l'aggressività delle sue componenti lavanti. Concludete il lavaggio con acqua tiepida miscelata con un pò di aceto: questo mix ha un ottimo effetto sgrassante.

Una permanente leggera o un riflessante all'henne, avendo un blando effetto disseccante, aiutano i capelli a liberarsi dal sebo in eccesso e a ritrovare splendore e morbidezza.

I capelli con forfora: forfora grassa e forfora secca

La fastidiosa "neve" che sporca baveri e colletti altro non è che la conseguenza di un'eccessiva desquamazione del cuoio capelluto. Una delle cause scatenanti della forfora, secondo i dermatologi, sarebbe la presenza sul cuoio capelluto di microrganismi e di miceti, o funghi, quali il pityrosporum ovale. Non è chiaro se siano questi a causare la forfora o se sia l'abbondanza di squame a farli proliferare. Sotto accusa è, comunque, il processo di degradazione del sebo, che fa aumentare la produzione di squame cornee.

La forfora si manifesta con la presenza di piccole scaglie più o meno secche e bianche di epidermide, risultanti dalla desquamazione del cuoio capelluto. Di solito quando i capelli sono secchi la forfora è sottile e leggera. Al contrario, in presenza di capelli grassi le squame sono più grandi e pesanti.

Ci sono due tipi di forfora. Esiste un tipo di forfora grassa, spesso accompagnata da rossore della cute e prurito, dovuta a dermatite seborroica, in cui alla desquamazione è associata un'iperattività delle ghiandole sebacee.

C'è poi una forfora secca e leggera. Può essere legata a una semplice irritazione dovuta a prodotti troppo aggressivi o all'azione di un fungo, il pitirosporum ovalis. In entrambi i casi la cura consiste nell'adozione di un detergente antimicotico e citostatico (a base di zinco piritone e piroctone olamina), che blocca la desquamazione in atto. Una volta alla settimana è bene applicare un impacco depurativo a base di alga bruna, argilla e di ingredienti specifici: emollienti-decongestionanti contro la forfora secca, astringenti e sebo-normalizzanti contro quella grassa.

Come combattere la forfora

Per risolvere la forfora da dermatite seborroica il dermatologo prescrive shampoo (anti forfora) a base di chetoconazolo. Si tratta di un prodotto antifungino con proprietà antinfiammatoria da utilizzare tre volte alla settimana per i primi 15 giorni e poi sempre meno frequentemente, anche in base alla diminuzione del problema.

In presenza di forfora legata a fattori ambientali (fumo, smog.) o cosmetologici, si ricorre a blande lozioni cortisoniche da applicare 2 volte al giorno per un massimo di dieci giorni (salvo diverse istruzioni del medico) e shampoo a base di acido salicilico e catrami vegetali da usare inizialmente due volte alla settimana poi sempre meno, in relazione all'andamento della forfora.

La forfora da fungo potrà essere affrontata con lozioni a base di solfuro di selenio e di acido undecilenico (da applicare con una frequenza consigliata dal medico) oltre che con il chetoconazolo in shampoo da utilizzare circa tre volte alla settimana finché il problema non diminuisce. Si tratta di prodotti generalmente venduti dietro prescrizione medica da acquistare in farmacia.

I rimedi naturali contro la forfora

Per diminuire l'intensità della desquamazione (pur senza eliminarne la causa) e pulire il cuoio capelluto si possono usare lozioni e Tinture Madre a base di salici lattici o di china dall'azione esfoliante. Si acquistano già pronte in farmacia e in erboristeria. Spennellarle tre volte alla settimana (per qualche settimana) direttamente sul cuoio capelluto e lasciarle agire più tempo possibile.

Dove acquistare ottimi prodotti per la cura dei capelli grassi o con la forfora: