I disagi causati dai rumori che entrano nella casa e da quelli prodotti all'interno dell'abitazione stessa non vanno trascurati, anche se si è abituati a sopportare. Se supera il limite di accettabilità ed è prolungato nel tempo, il rumore provoca infatti anche disturbi legati all'udito, oltre a quelli che si ripercuotono sul sistema nervoso. Garantire il comfort negli ambienti della casa, assicurando una soglia di rumore tollerabile, diventa quindi una necessità che è regolata anche da leggi. Per essere realmente efficaci, gli interventi effettuati devono tenere conto delle possibili trasmissioni del rumore aereo (si diffonde nell'aria e proviene dall'esterno e dalle case attigue), da calpestio (si propaga attraverso i solidi ed è causato da urti) e misto (provocato dagli impianti di riscaldamento e idrico-sanitario). Nella situazione più comune di un appartamento in condominio, la soluzione migliore è isolare sia pavimenti sia soffitti e pareti, facendo attenzione a non lasciare fori e ponti acustici.

Che cosa è il rumore? È una sensazione trasmessa dall'orecchio al cervello a causa di una variazione di pressione dell'aria sul timpano. Il suono, e quindi il rumore, si propaga nell'aria e anche attraverso i materiali. Per garantire benessere all'interno delle abitazioni è importante isolare ogni punto critico, tenendo conto anche dei parametri di legge. Meglio intervenire in fase di costruzione, ma si può rimediare anche dopo.
Esistono diversi tipi di rumore: quello aereo è generato da voci o musica e raggiunge le superfici che delimitano l'ambiente. Una parte della sua energia viene riflessa, una parte assorbita e una genera infine vibrazioni all'interno delle strutture stesse. In presenza di sufficiente energia, le vibrazioni producono rumore e si propagano nell'ambiente confinante.
Un rumore da calpestio può essere per esempio generato dai passi, dalla caduta di oggetti sul pavimento, da un colpo di martello oppure da una porta chiusa con forza. L'impatto diretto sulla struttura dell'edificio provoca la vibrazione della struttura e produce onde sonore su entrambi i lati della superficie colpita.
Infine abbiamo il rumore di fiancheggiamento che si verifica quando un suono da calpestio viene trasmesso da un ambiente a un altro sottostante anche tramite pareti laterali, controsoffittature o anche tubi e condotti. Il suono entra nella struttura dalle superfici non isolate della stanza, viaggia come vibrazione nei materiali della costruzione e viene reirradiato negli ambienti anche non immediatamente adiacenti.
Il rumore può anche "aggirare" un divisorio insonorizzante: se si è costruita solo una controparete insonorizzata per un'area problematica della casa, bisogna tenere conto che il suono è in grado di passare attraverso gli altri muri laterali, il pavimento e il soffitto.
L'isolamento acustico sta diventando un'esigenza particolarmente sentita, soprattutto nelle abitazioni condominiali. E, per le nuove costruzioni, è ormai un requisito obbligatorio. Non arrecare disturbo agli ambienti vicini e non esserne disturbati: l'isolamento acustico ha lo scopo di creare una barriera al suono, la cui trasmissione varia in base al tipo di struttura e alla sua reazione all'energia sonora. Disturbano di più i suoni che si convertono facilmente in vibrazioni, cioè quelli impulsivi e quelli a bassa frequenza.
I fattori principali che influiscono sul comportamento delle strutture investite dal rumore sono: la massa, la rigidità, l'assorbimento e le cavità. Il primo fattore considerato, la struttura massiccia, porta ad una più bassa trasmissione del suono: è necessaria infatti una maggiore quantità di energia per trasmettere vibrazioni in un materiale pieno e denso piuttosto che in uno leggero. Il collegamento tra diverse parti e materiali è molto rilevante.
Infatti quando un elemento costruttivo è costituito da diverse parti, l'entità del suono trasmesso dipende dalla rigidità dei collegamenti fra queste (ad esempio un collegamento murario o uno strato resiliente in un pavimento galleggiante). Più rigido è il collegamento, maggiore è la trasmissione sonora fra le parti. Da non sottovalutare sono anche i componenti che assorbono l'energia sonora riducendo la trasmissione del rumore attraverso la struttura dell'edificio.
E per ultimo dobbiamo prendere in considerazione le cavità che favoriscono la riduzione della trasmissione acustica isolando le parti degli elementi costruttivi; la larghezza della cavità e il numero dei collegamenti che la attraversano influiscono sull'entità della riduzione.
Per garantire all'edificio un efficace isolamento acustico è meglio intervenire in fase di progettazione, con la corretta definizione del tipo di aperture e l'attenta disposizione degi spazi interni. A questo segue poi la scelta dei materiali fonoisolanti più indicati per pareti, pavimenti, infissi e tubazioni. Nel dettaglio in fase di costruzione bisogna realizzare contropareti insonorizzate soprattutto al confine con altri appartamenti, inserire sotto la pavimentazione strati di materiale fonoisolante e utilizzare sistemi a pannelli fonoassorbenti per pareti e soffitti.
Non è solo una questione di efficacia dell'intervento, ma anche di economicità. L'insonorizzazione degli ambienti ha un prezzo contenuto se realizzata durante la costruzione. Intervenire dopo può comportare costi più alti e l'esito può essere meno soddisfacente. Ma si risolve comunque il problema. Il problema dell'isolamento acustico va verificato, sia al momento della progettazione sia durante la realizzazione, con l'assistenza sul cantiere, da parte di un consulente specializzato.
Una delle maggiori fonti di inquinamento acustico all'interno delle abitazioni è il traffico stradale. E il rumore entra soprattutto dalle finestre, che da questo punto di vista risultano punti deboli dell'edificio. Si dovrebbe tenere conto della localizzazione dell'edificio in fase di progettazione, analizzando le caratteristiche acustiche dell'ambiente e del territorio su cui si costruisce e individuando le sorgenti sonore.
La conoscenza della posizione geografica, per esempio, permette di organizzare lo spazio interno dell'abitazione in modo da ridurre le esigenze di isolamento acustico. Se proprio non c'è alternativa, è davvero uno spreco, anche economico, orientare una camera da letto verso la strada principale per poi intervenire con notevoli accorgimenti per isolare la stanza.
In una casa esistente sia durante la ristrutturazione sia in occasione di una manutenzione ordinaria è possibile affrontare il problema dell'isolamento acustico. Le sorgenti di rumore dovrebbero già essere note ma è necessario valutare le vie di trasmissione del suono, soprattutto perimetrale. In fase di ristrutturazione bisogna valutare bene la disposizione delle stanze rispetto ai vicini e alla struttura della costruzione; tenere conto della tipologia di costruzione (in cemento armato o a muri portanti di mattoni pieni) per adottare la tecnica più adatta di insonorizzazione; osservare le condizioni dell'edificio e identificare eventuali misure da adottare come ad esempio la sigillatura di aperture che potrebbero compromettere l'efficacia dell’insonorizzazione.
Un ulteriore accorgimento è quello di individuare installazioni ed impianti da eliminare o riposizionare lontano da pavimenti e pareti di suddivisione con gli appartamenti confinanti (zoccolature, stipiti, canaline di impianti elettrici per esempio sono "veicoli" di trasmissione dei suoni). Per ottenere un buon isolamento acustico bisogna anche adeguare le parti esistenti della struttura (come pareti divisorie e soffitti) con l'utilizzo di pannelli fonoassorbenti e con la costruzione di contropareti insonorizzanti e controsoffittature e non per ulitmo può essere utile sostituire elementi esistenti quali infissi e porte, con altri nuovi, meglio se con caratteristiche isolanti.
Come in questo caso nelle ristrutturazioni delle abitazioni datate, prima di decidere il tipo di intervento bisogna valutare la portata dei solai, cioè il peso che possono sopportare al metro quadrato le solette del soffitto o del pavimento. Gli interventi di insonorizzazione prevedono l'inserimento di materiali antivibranti e di pesi che si aggiungono a quelli già presenti.
Si tratta di una questione spesso sottovalutata. Invece, soprattutto nelle vecchie abitazioni, conoscere il reale grado di sicurezza è da considerarsi prioritario. In molti casi si scopre infatti che il problema del rumore è dovuto proprio al fatto che i solai sono troppo vecchi (fessure e interstizi ne favoriscono il passaggio). Dopo un responso positivo del costruttore o di un tecnico qualificato, si potrà procedere all'analisi della situazione e selezionare la soluzione più consona alla stanza o alla costruzione in esame.
Nel caso in cui ci si appresti solo alla manutenzione ordinaria della propria abitazione si può intervenire applicando pannelli fonoassorbenti alle pareti in occasione di un semplice intervento di imbiancatura o di decorazione dell'appartamento e magari anche realizzare un pavimento galleggiante (che ha proprietà isolanti).
In una casa vuota o con pochi arredi, i rumori risultano amplificati. L'utilizzo di doppi tendaggi, perlinati e boiserie, tappeti e moquette contribuisce ad assorbire i suoni. Questi materiali sono utili per la correzione acustica di un ambiente ma non impediscono al suono di fuoriuscire dalla stanza o di entrarvi. Essi agiscono sulla componente riverberante del campo sonoro, cioè smorzano le numerose riflessioni date dalle pareti della stanza, migliorandone l'acustica interna. La riduzione del suono trasmesso all'esterno da un ambiente così sistemato è però di pochi decibel.
Un altro caso è quello in cui si ha l'abitudine di suonare strumenti o ascoltare musica a tutto volume. In questa situazione occorre insonorizzare a dovere i locali. Si comincia dal pavimento, creando una pedana, il cosiddetto pavimento galleggiante, il cui spessore viene riempito e trattato con diversi materiali e sistemi per attutire o annullare i suoni. Si interviene poi su pareti e soffitto, creando però un tutt'uno con il pavimento, per ottenere una "scatola" senza interruzioni. Anche per porte e finestre si devono avere le stesse precauzioni, installando vetrate coibenti, isolando tutta l'intelaiatura e sigillando ogni fessura.
Nel caso in cui il problema riguardasse gli impianti, le pareti con gli scarichi sono sollecitate da vibrazioni causate dallo scorrimento dell'acqua, che vengono trasmesse al muro, nei punti in cui il tubo è fissato (suono intrinseco) e attraverso l'aria (suono estrinseco). Oggi esistono sistemi in grado di ridurre il suono estrinseco utilizzando tubi e raccordi sagomati che permettono di neutralizzare i rumori sistema per l'insonorizzazione degli scarichi domestici è in grado di ridurre di circa 1/4 il rumore che si propaga negli scarichi grazie a tubi e raccordi realizzati con elementi di riempimento che neutralizzano i rumori.
Basta una piccola apertura o crepa nei serramenti per vanificare gran parte del lavoro fatto per abbattere l'intrusione sonora dall'esterno. Per limitare l'immissione dei rumori provenienti dall'esterno, i serramenti vanno scelti tenendo conto del loro potere fonoisolante. Questa caratteristica dipende da materiale del telaio e dalla sua capacità di trasmissione del rumore, spessore e tipo di vetro, assemblaggio dei profili, guarnizioni, fissaggio alla muratura. In genere, i materiali metallici trasmettono di più il rumore rispetto, per esempio, a pvc e legno.
Perché garantisca una buona tenuta, assicurarsi che il serramento, come porte e finestre, abbia la chiusura ermetica oppure che venga chiuso alla perfezione ogni fessura con materiali come silicone o stucco (vanno bene anche guarnizioni in gomma, spugna o materiali simili) e sia applicato a regola d'arte da personale esperto.
Per l'isolamento acustico relativo alle porte è meglio che siano leggere, non cave ma piene. Le porte fonoisolanti, indispensabili in ambienti dove si suona o si ascolta musica a livelli sonori sostenuti, possono però essere utili anche in molte situazioni di lavoro e domestiche. In alternativa si possono applicare sul lato interno delle porte strati di apposito materiale isolante, come gomma piombata o lana di vetro, o entrambe (montando la prima a contatto con la porta), da rifinire poi con un ulteriore pannellatura.
Per l'isolamento acustico delle finestre si consiglia di sostituire i vetri con vetrocamera, formata da una lastra di vetro elastico e una di vetro pesante stratificato. Poiché esiste una relazione tra permeabilità all'aria e potere fonoisolante del vetro, si fa riferimento alle cinque classi, da 0 a 4, stabilite dalla norma europea Uni En 12207. La classe 4 rappresenta la migliore tenuta all'aria e quindi al suono e al rumore.
Anche il telaio dei serramenti deve essere in buono stato per avere una buona tenuta, e tutto l'infisso deve essere stato realizzato a regola d'arte. Il sottofinestra, poi, dove in genere è installato il termosifone, soprattutto nelle case vecchie, ha il muro di spessore ridotto. Per isolare, si può applicare un pannello fonoassorbente a contatto con la parete esterna, a volte anche senza dover scollegare il calorifero.

I sistemi costruttivi attuali richiedono pareti leggere, ossia sottili. In questo modo, però, l'isolamento acustico è tutt'altro che garantito. Diverse sono le soluzioni con cui ottenere un buon fonoisolamento. Per scegliere si deve tenere conto del fatto che vi sono materiali in grado di garantire anche un'elevata coibentazione termica, mentre altri, molto porosi, pur essendo ottimi fonoisolanti, sono pessimi isolanti termici.
Ecco che allora non tutti i materiali permettono al rumore di diffondersi alla medesima velocità. Incidono, infatti, la natura stessa del materiale e il contesto edilizio in cui è inserito. Per il risanamento acustico, questi fattori determinano la scelta della soluzione adatta. Le pareti, esterne e interne, possono isolare grazie al loro peso (più è alto, maggiore è l'isolamento offerto) oppure sfruttando il loro effetto smorzante. Quest'ultimo caso si verifica nei sistemi leggeri di isolamento, dei quali le contropareti sono un esempio. L'aggiunta di una controparete è una soluzione di risanamento acustico facile da adottare perché può essere realizzata senza grandi difficoltà.
Con mattoni forati in laterizio o una struttura in legno di travi e assi, poi rifinite con pannelli di cartongesso incollate sui tramezzi esistenti, fissate su strutture metalliche oppure applicate ai muri, si possono realizzare contropareti insonorizzanti. L'intercapedine di aria che si viene a formare tra la nuova parete e il muro originario si riempie con lana di vetro o altro materiale fonoassorbente.
È importante, però, che queste pareti leggere non vengano a contatto diretto con il soffitto o con il pavimento, perché, in quanto strutture rigide, potrebbero diminuire l'efficacia dell'isolante, consentendo la propagazione del suono. Il contatto può essere evitato inserendo tra parete e soffitto, o pavimento, guarnizioni elastiche. È anche possibile fissarle al soffitto mediante dei ganci.
In questo modo l'energia sonora, anziché trasferirsi alle pareti originarie, verrà usata per far vibrare le pareti secondarie, e quindi sarà maggiormente dissipata. Se c'è anche un pavimento galleggiante, è bene che le contropareti siano costruite su questo, e non su quello principale, altrimenti l'effetto di isolamento sarà molto ridotto.
Se si realizza una doppia parete in mattoni forati, direttamente in fase di costruzione oppure aggiungendone una in caso di intervento successivo, si ha il vantaggio di poter disporre di un elemento isolante significativo, la cui efficacia è direttamente proporzionale al peso. Nell'intercapedine tra le due pareti va inserito il materiale isolante. Meglio utilizzare il tipo fibroso (come per esempio la lana di legno, ideale per bloccare la propagazione del rumore) ed ecologico. Conviene evitare, invece, isolanti generici che potrebbero funzionare solo in chiave termica e non acustica.
Lo strato isolante deve essere fissato alla prima parete. Dopo questa operazione e prima di costruire la seconda parete, è necessario fissare alla base una striscia isolante, di sughero, gomma o ancora fibre di legno, per interrompere la trasmissione sonora fra pavimento e parete. Tenere conto che con questo tipo di intervento si riduce in parte lo spazio dell'ambiente.
Una soluzione comunque efficace consiste nell'incollare al tramezzo esistente da isolare una controparete formata da uno strato di materiale isolante accoppiato a un pannello di gesso. In questo caso più il sistema è leggero, maggiore è l'efficacia. Come isolante sono adatti sughero o lana di legno.
Bisogna sempre accertarsi che la sovrapposizione dei diversi strati sia eseguita correttamente senza lasciare fori o parti scoperte. Il risultato, infatti, potrebbe non essere quello sperato, perché il rumore si propaga facilmente anche attraverso una fessura.
Se la parete divisoria, invece, deve essere costruita ex novo si possono utilizzare prodotti specifici, come per esempio blocchi in laterizio con struttura alveolare, caratterizzati cioè da pori pieni d'aria. Prodotti con un procedimento brevettato da un gruppo di aziende consorziate, permettono di ottenere risultati ottimali e sono leggeri.

Realizzati con materiali rigidi, i pavimenti sono un veicolo ideale per la trasmissione acustica, soprattutto per i rumori provocati da calpestio. La soluzione più facile da adottare per i pavimenti esistenti è posare a secco un sistema costituito da pannelli rigidi preaccoppiati a feltri isolanti di basso spessore, sul quale incollare il nuovo rivestimento. In questo modo si riesce ad abbattere il rumore di 17-20 dB.
Un rimedio che comporta un investimento più oneroso, in termini di tempo e di costi, è il pavimento flottante. Si realizza appoggiando sul vecchio pavimento uno strato di materiale elastico ammortizzato. Si aggiunge poi un nuovo massetto e si termina con il rivestimento. È importante che quest'ultimo possa vibrare liberamente, senza avere alcun punto di contatto con il solaio e con le pareti. Anche il nuovo massetto non deve essere collegato ai muri, altrimenti l'efficaca dell'isolamento è compromessa. Questa soluzione può consentire una riduzione del rumore superiore ai 20 dB.
Quindi, in sintesi, per il pavimento ci sono due possibilità da valutare: la prima consiste nella posa di materiali fonoisolanti sotto il piano di calpestio della pavimentazione; la seconda nella realizzazione di un pavimento galleggiante appoggiato a quello esistente (metodo particolarmente efficace se si tratta di insonorizzare un ambiente nel quale si ascolterà della musica o si suonerà uno strumento perché smorza la trasmissione verso il suolo).
I diversi tipi di pavimenti galleggianti possono essere realizzati con componenti prefabbricati (in genere metallici) oppure direttamente in opera. In questo secondo caso possono avere struttura in legno o, meglio ancora, una sovrapposizione, sopra la soletta in cemento, di due strati alternati di fibra di vetro e tavole di truciolato, rivestite poi ancora in cemento. Infine il piano di calpestio può essere pavimentato con piastrelle, meglio se poi rivestito da tappeti, o con moquette.
Per bloccare in modo efficace la propagazione del suono si può intervenire anche sul soffitto. Spesso si è costretti a farlo quando non è possibile isolare il pavimento. Poiché il rumore si trasmette in tutti modi e percorrendo tutte le strade possibili, spesso non basta isolare le pareti divisorie. Infatti le onde sonore possono provenire dal soffitto e da qui propagarsi negli ambienti interni attraverso i muri. Basti pensare, per esempio, alle vibrazioni prodotte dalla fase di centrifuga di una lavatrice che si trasformano in rumori aerei negli ambienti contigui, ma si trasmettono anche direttamente sulle strutture vicine.
Per intercettare, e quindi bloccare il rumore aereo, si possono realizzare due tipi di controsoffitto.
Quello a sostegni metallici prevede profili che si uniscono l'uno all'altro ad incasso e si fissano mediante appositi ganci a un'intelaiatura.
Ad essi si fissano i pannelli fonoisolanti. La struttura va poi agganciata al soffitto, avendo cura che tra controsoffitto e soffitto rimangano almeno 8 cm, per non ostacolare la circolazione d'aria. Terminata l'installazione è possibile verniciare i pannelli.
Per il secondo tipo di controsoffitto si tratta di realizzare e fissare un'impalcatura costituita da travertine di legno, su cui si appoggeranno poi pannelli nello stesso materiale.
Su questi occorre poi incollare il materiale isolante (sughero, polistirolo, lana di vetro, gessofibra), rivolto verso l'alto. Anche in questo caso, la distanza del controsoffitto dal soffitto deve essere di almeno 8 cm.
I pannelli, una volta fissati e stuccati accuratamente i punti di giunzione, si possono verniciare.
Nel caso del controssoffitto realizzato inserendo nell'intercapedine materiale isolante, come nell'intercapedine tra due pareti in mattoni forati, sono adatti materiali fibrosi o porosi che impediscono all'intercapedine di trasformarsi in una cassa acustica. Ovviamente non sarà possibile evitare che il suono si propaghi alle pareti laterali e dunque anche queste dovrebbero essere isolate acusticamente per risolvere efficacemente il problema.
I pannelli fonoisolanti si utilizzano a parete o soffitto, alcuni anche a pavimento, in ristrutturazioni o nuove costruzioni, e non comportano un'elevata riduzione di superfici e volumi abitabili. Quanto spazio portano via? Si possono realizzare controsoffitti e contropareti fonoisolanti che ingombrano un minimo di 3 cm; pareti fonoisolanti a sandwich spesse da 9 cm in su e pavimenti antivibranti a partire da 4 cm di spessore.
Si possono applicare i materiali fonoisolanti alle superfici esistenti per uno spessore di 2 cm. In generale i nuovi sistemi a pannelli fonoassorbenti assicurano notevoli risultati, quanto a prestazioni acustiche, anche con spessori inferiori a 5 cm.
La tecnica di montaggio per i pannelli fonoisolanti prevede tempi e metodi di realizzazione più vicini a quelli della prefabbricazione che non a quelli dell'edilizia tradizionale, con evidenti vantaggi in fase di esecuzione delle opere. Anche in caso di semplice manutenzione ordinaria il processo di installazione è rapido e pulito e comporta un disagio minimo. Non occorrono opere murarie e non si producono detriti e scarti di difficile smaltimento.
I pannelli possono essere di diversi materiali, non contengono fibre o componenti volatili, sono atossici ed ignifughi. Più i materiali sono porosi e più assolvono alla loro funzione: schiuma plastica espansa accoppiata a lastre di cartongesso, sughero naturale supercompresso, lana di legno accoppiata a cemento Portland, piombo e fibra di roccia.
I pannelli vengono montati su profili metallici resilienti di alta qualità. Deve essere lasciata un'intercapedine di almeno 17 mm tra i pannelli e la parete preesistente. Tale intercapedine può essere utilizzata in conformità alle norme tecniche e di sicurezza creando tracce per impianti da finire con malta.
In presenza di pareti divisorie è importante fare in modo che il sistema venga posato a contatto col solaio strutturale o, se ciò non è possibile, che venga applicato non solo sulla parete ma anche sul soffitto. Bisogna rimuovere le modanature e le decorazioni che sporgono oltre 15 mm dalla superficie da trattare.
Per quanto riguarda le finiture finali non è necessario rimuovere le finiture preesistenti in quanto i pannelli installati possono essere verniciati, tappezzati o decorati. Eventuali zoccolature e rivestimenti rigidi dovrebbero essere fissati preferibilmente con adesivi e non con elementi di fissaggio meccanici. Infine le mensole e altri accessori possono essere fissati con gli elementi progettati per i sistemi di rivestimento in cartongesso.
In acustica è stata introdotta la scala dei deciBel (dB) come unità di misura relativa dell'ampiezza di un segnale. L'intensità espressa in deciBel è proporzionale al logaritmo del rapporto fra l'intensità del segnale e un valore di riferimento. Per valutare il rumore rispetto ai suoi effetti sull'orecchio umano occorre però stabilire una corrispondenza tra i dati oggettivi e la sensazione sonora.
Nella valutazione del rumore fatta con i moderni strumenti si fa quindi riferimento a scale fonometriche, cioè curve di ponderazione, stabilite a livello internazionale e contraddistinte dalle lettere A, B, C, D. Nella maggior parte dei casi, per esempio per misurare la rumorosità di un apparecchio elettrico, si utilizza la curva di ponderazione A. I livelli di pressione sonora misurati in questo modo vengono identificati dalla sigla dB(A).
Le normative per l'isolamanto acustico a cui facciamo riferimento sono le seguenti:
I nuovi edifici, devono offrire una resistenza al rumore utilizzando strutture che, nei test di laboratorio e nelle verifiche in opera, raggiungano livelli di riduzione del suono aereo (Rw, cioè indice del potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti pari a 50-55 dB per quanto riguarda i muri divisori tra appartamenti contigui); valori di resistenza al rumore proveniente da fonti esterne (D2m,nT,w, cioè indice dell'isolamento acustico standardizzato di facciata) da 40 dB a 48 dB per le pareti perimetrali esterne; valori di Ln,w (cioè indice del Livello di rumore di calpestio di solai, normalizzato) tra 55 dB e 63 dB per i solai dei locali.
Per quanto rigurda gli interventi di insonorizzazione possono fruire della detrazione Irpef pari al 36% delle relative spese sostenute, fino a 48mila euro per unità immobiliare. La detrazione è stata prorogata per tutto il 2007. Qualora i lavori e i materiali utilizzati per l'isolamento acustico consentano anche un risparmio energetico, la detrazione può salire al 55%. Per le modalità, è bene informarsi presso l'Agenzia delle Entrate.
Le liti causate dalla troppa rumorosità sono sempre più frequenti, soprattutto in condominio. Nella maggior parte dei casi è meglio trovare un accordo, anche a costo di qualche compromesso perchè altrimenti si va dal giudice. Nel caso di un unico palazzo o condominio non è detto, che l'amministratore possa, o voglia, prendere posizione. Se infatti il disturbo non è provocato da un impianto, per esempio un ascensore o una caldaia, e se non esistono disposizioni sul regolamento condominiale, l'amministratore non ha materialmente i poteri per intervenire.
Se c'è il regolamento condominiale spesso sono anche fissate non solo le regole di convivenza tra i condomini ma anche i divieti di rumore. Queste regole si potranno comunque far valere davanti al giudice e potrebbero essere a buon diritto più restrittive di quelle imposte dalla legge.
Il regolamento contrattuale, quello accettato da tutti, può creare vere e proprie limitazioni al diritto di proprietà, vietando ad esempio che i negozi al piano terra siano destinati a bar, sale da ballo e discoteche, che i magazzini siano occupati da fabbri, meccanici o carrozzieri, oppure che gli appartamenti vengano acquistati o affittati per attività commerciali o per servizi.
Il regolamento contrattuale può inoltre imporre delle sanzioni, anche salate, a chi lo trasgredisce previa notifica del potere, in tal senso, dell'amministratore, di una procedura per applicarle (lettere di diffida) e criteri oggettivi per rilevare l'intollerabilità del rumore, per esempio quelli ammessi dalla giurisprudenza.
I regolamenti contrattuali sono di solito redatti dal costruttore, spesso non correttamente, e imposti agli acquirenti. In seguito diviene impossibile modificarli, perché occorre il consenso di tutti, compresi coloro che fanno più rumore.
Di più facile approvazione, (basta il consenso in assemblea della maggioranza dei partecipanti che possieda almeno la metà dei millesimi), il regolamento assembleare è spesso però un'arma debole contro il rumore. Non può infatti condizionare il tipo d'uso dei locali e non può aggiornare la sanzione prevista dall'articolo 70 delle disposizioni di attuazione del Codice civile, che è di soli 5 centesimi di euro.
Se un accordo non è possibile, rimangono fondamentalmente due strade, percorribili anche in contemporanea. Una è quella dell'esposto amministrativo con richiesta di sopralluogo all'Agenzia regionale dell'ambiente, che ha assorbito le competenze in questo campo delle Asl ormai in tutte le Regioni (legge 447/95 sull'inquinamento acustico).
L'altra è quella del ricorso al giudice, appellandosi all'articolo 844 del Codice civile che riguarda le immissioni di rumore che superano la tollerabilità. L'esposto amministrativo ha il vantaggio del risparmio. L'invio di un esperto, che con il fonometro rileva i decibel di rumore, può costare una cifra esigua.
Rivolgersi all'Agenzia richiede tempi di intervento più lunghi, soprattutto quando le verifiche sono da effettuare durante le ore notturne. I criteri di valutazione della normale tollerabilità di un rumore, come si vedrà, sono meno rigidi di quelli in uso in Tribunale e le sanzioni prefissate, da 516 a 5.164 euro, sono del tutto insufficienti a scoraggiare il disturbatore che sia un imprenditore, come per esempio il gestore di discoteca, o un industriale, che per l'insonorizzazione dovrebbe affrontare spese notevoli, quasi certamente superiori.
Il cittadino, dopo il sopralluogo dell'Agenzia, può solo sperare che questa prenda i provvedimenti del caso. Il ricorso all'Agenzia è quindi consigliabile se il rumore è oggettivamente rilevabile e forte, e a provocarlo è un'attività commerciale, industriale, o ancora un ristorante, per cui esistano norme precise di contenimento dell'inquinamento acustico emanate in applicazione della legge 447/95.
Fare ricorso al giudice è la scelta di molti in quanto il giudice incaricherà un Consulente tecnico d'ufficio, un perito esperto in misurazioni acustiche, che si rifarà a parametri più severi di quelli in uso con la legge 447/95 per valutare la tollerabilità del rumore. I tempi di attesa dovrebbero essere di pochi mesi. Compito del giudice, non è solo quello di stabilire immediatamente le misure per contenere il disturbo, ma anche di valutare nel singolo caso l’entità del danno subito e il relativo risarcimento.
Dovrebbe essere il Giudice di Pace ad occuparsi di queste liti a causa del rumore ma per accellerare i tempi, di solito la competenza passa al Giudice Unico. Infatti si fa ricorso all'articolo 700 di procedura civile, per tutelare il più rapidamente possibile il diritto alla salute, in modo tale da richiedere un provvedimento d'urgenza che solo il Giudice Unico può concedere provvisoriamente in attesa dei (lunghi) tempi del processo ordinario.
Per poter chiedere il provvedimento d'urgenza, occorre aver fatto effettuare una perizia a un tecnico acustico di parte. Dal momento che il ricorso costa, va preparato bene, collezionando tutte le testimonianze possibili, per esempio di vicini e vigili urbani, oltre a un'eventuale perizia dell'Agenzia regionale. Naturalmente, va interpellato anche un avvocato.
Sono coinvolti quindi a favore del ricorrente almeno tre professionisti, il Consulente tecnico di parte, l'avvocato e il Consulente tecnico d'Ufficio, nominato dal Giudice, le cui spese, al momento del ricorso d'urgenza, sono in genere poste per il 50% a carico delle due parti. In tutto, la spesa può essere di circa 5mila euro. Ovviamente chi vince la causa avrà diritto a farsi rimborsare tutto quanto ha anticipato, perizie comprese.
Quando il rumore non è causato da impianti fissi azionabili (come in condominio, un ascensore o una centrale termica, e all'esterno una fabbrica) bensì da comportamenti volontari, per esempio musica in discoteca, tv al massimo volume o lavorazioni artigianali, spesso l'intervento del Consulente tecnico del giudice può essere del tutto inutile. Infatti il giudice, per tutelare le esigenze di difesa di chi è accusato del disturbo, lo preavverte dell'arrivo del consulente.
Il rumore viene quindi attenuato artificiosamente. In questi casi occorre richiedere al giudice un intervento "a sorpresa", che non è automaticamente concesso e, se lo è, può essere impugnato per mancato rispetto del contraddittorio tra le parti.
Il giudice decide il risarcimento per eccesso di rumore sulla base del tipo di danno provocato. Ne sono 4: patrimoniale, morale, biologico ed esistenziale.
Il primo danno, quello patrimoniale consiste nella svalutazione del valore dell'immobile: l'apertura di un discopub, di una nuova strada o di un impianto di smaltimento rifiuti, può far deprezzare una casa. Ad esempio uno studio dei prezzi al mq nei comuni limitrofi all'aeroporto di Malpensa, ha evidenziato per esempio un calo dei prezzi anche notevole, in un periodo di boom del mercato immobiliare.
Il secondo tipo di danno è quello biologico conseguente alla nascita si un problema di salute o al sorgere di una malattia. È valutato in genere quello che perdura anche dopo la cessazione del rumore che lo ha provocato. Spesso viene riconosciuto automaticamente il collegamento causa-effetto tra rumore e danno, anche se vi sono giudici che chiedono perizie psiconeurologiche.
Il danno morale è circoscritto alle sofferenze provocate alla vittima da un fatto penalmente illecito, ai sensi dell'articolo 659 del Codice penale (disturbi delle occupazioni o del riposo).
Il danno esistenziale è la nuova frontiera della lotta contro il rumore e non solo. A far da apripista nel campo delle immissioni sonore sono ancora poche sentenze. Si presuppone che il danno esistenziale esista automaticamente quando vi è la provata lesione di un diritto costituzionalmente protetto, come la salute.
Nel caso del rumore, le conseguenze sono l'alterazione del benessere psicofisico, dei ritmi di vita e di riposo, della tranquillità di una persona, se è sottoposta a sollecitazioni all'udito oltre una certa intensità.