Guida ai radiatori per riscaldamento e termoarredo, ai termosifoni e scaldasalviette

Non più solo oggetti per scaldare, i radiatori hanno acquisito personalità e sono diventati parte dell'arredo. Infatti nei nuovi modelli il design si coniuga con alte rese termiche, ma anche con la funzionalità e la flessibilità degli elementi. I radiatori moderni sono realizzati soprattutto in acciaio, ma anche in alluminio. Il primo è un materiale facilmente plasmabile che si presta bene a essere lavorato sia in altezza sia in larghezza per creare forme insolite, anche complesse, e di forte impatto estetico. Consentendo l'aggiunta di moduli, molti di questi corpi scaldanti sono personalizzabili. Ecco alcune domande tipiche sui radiatori: quali durano di più e quali scaldano prima? Come e dove installarli per avere maggior comfort e minor consumo? Ecco i criteri di scelta.

radiatori

Radiatori per il termoarredo

La scelta verso i moderni radiatori non rappresenta solo una soluzione estetica. Acciaio e alluminio sono buoni conduttori di calore, scaldano gli ambienti all'istante, con il sistema a convezione. Per contro, il tempo di raffreddamento è anch'esso molto breve. La resa calorica aumenta negli elementi a piastra, piatti e sottili. Sono particolari radiatori con superfici ampie, in acciaio o in alluminio, spesso molto decorativi, che permettono di ottenere elevate prestazioni utilizzando acqua a bassa temperatura, con un elevato risparmio energetico.

Il calore si stratifica nell'ambiente lentamente, scalda anche le pareti che restituiscono, a loro volta, parte del calore accumulato. Per evitare di scegliere radiatori che scaldano in eccesso o in difetto, occorre verificare con un impiantista il fabbisogno termico dei locali. Dal punto di vista estetico i nuovi termosifoni o meglio radiatori sono sempre più realizzati in forme essenziali o complesse come quelle di un arabesco, sono modelli che si accostano bene ad ambienti di stile minimal oppure risaltano bene con mobili e oggetti di design.

Sempre più i designer dell'ultima generazione cercano di creare non più un radiatore che sia messo lì, nella stanza, solo per riscaldare ma anche per arricchire l'ambiente: ecco che allora nascono radiatori che somigliano a quadri appesi alla parete, altri a complementi d'arredo: si tratta delle piastre radianti, in grado di diffondere il calore anche per irraggiamento e spesso hanno una copertura colorata, che può aumentare la resa termica. Questi nuovi tipi di termosifoni possono essere usati anche in bagno come scaldasalviette, magari anche per dividere due zone, o ancora possono essere messi in corridoio e se provvisti di ganci, fungere da appendiabiti. Tantissimi sono le soluzioni innovative degli ultimi anni, c'è quindi, solo l'imbarazzo della scelta!

Radiatori in ghisa, radiatori in acciaio o radiatori in alluminio?

RADIATORI IN GHISA
Sono i radiatori tradizionali, ancora oggi competitivi per la grande durata e affidabilità. Si ri-scaldano lentamente, conservano a lungo il calore e si raffreddano lentamente. Per questa ragione sono consigliabili nell'abitazione principale: con l'uso continuativo è più sensibile il risparmio energetico. Sono formati da elementi componibili che, anche nel tempo, si possono sostituire in caso di rottura o aggiungere.

RADIATORI IN ACCIAIO
Raggiungono velocemente la temperatura desiderata e per contro si raffreddano rapidamente. Sono quindi consigliabili quando se ne fa un uso saltuario (seconde case o zone a clima particolarmente mite). Ma in loro favore giocano anche altri pregi: gli ingombri ridotti a parità di resa e la gamma di forme e misure, adattabili a qualsiasi spazio.

RADIATORI IN ALLUMINIO
Sono i più nuovi, molto leggeri e hanno forme particolari per soluzioni estetiche interessanti. Ottenuti per pressofusione o da barre estruse, possono raggiungere altezze considerevoli. Si scaldano e si raffreddano velocemente.

Il calore ideale stanza per stanza

Per un vero benessere non tutti gli ambienti della casa devono essere riscaldati allo stesso modo. Mediamente la temperatura consigliata è di 20° C, ma può cambiare di qualche grado secondo il tipo di locale e le attività che vi si svolgono.

In cucina bastano 16/18 °C poichè di solito questa stanza si mantiene sempre più calda grazie all'apporto di piano cottura e forno che contribuiscono a fornire calore in più. Nelle vicinanze del lavello si può anche installare un tipo particolare di radiatore, lo scaldasalviette, per asciugare gli strofinacci.


Il soggiorno è il locale dove si sosta più a lungo anche alla sera, meglio mantenere 20 °C. Ideale il radiatore tradizionale in ghisa sotto la finestra o in alluminio accanto alla porta finestra.


In camera da letto si dorme meglio se non si superano i 16 °C. Il radiatore deve stare lontano dal letto, meglio posizionarlo sotto la finestra o dietro la porta.


Nella camera dei bambini, di giorno quando studiano o giocano basta mantenere i 18 °C, mentre la notte ne sono necessari solo 16 °C .


Il bagno è il locale che dovrebbe essere più caldo: 22/24°C. Ideale lo scaldasalviette che può funzionare anche a corrente, quando il riscaldamento centrale è spento.


Ed infine nei corridoi e nei disimpegni, luoghi di passaggio, dove il calore si disperde più facilmente, non più di 16 °C, con radiatori non ingombranti.

Radiatori per il riscaldamento: riscaldamento per convenzione

La convezione, sistema di riscaldamento tipico dei termosifoni, è il moto dell'aria che, scaldandosi a contatto con la superficie del radiatore diminuisce di densità e diventando più leggera sale, riscaldando a sua volta gli ambienti. Raggiunto il soffitto, tende a raffreddarsi e a ridiscendere verso il pavimento, dove viene attratta nuovamente dal corpo scaldante e rimessa in circolo.

Come si può ben capire la convezione non è così benefica (il moto dell'aria mette in circolo anche le polveri) e soprattutto non consente un risparmio di calore e quindi una diminuzione dei costi per il riscaldamento invernale.

Radiatori per il riscaldamento: riscaldamento per irraggiamento

L'irraggiamento è un particolare sistema di propagazione del calore attraverso piastre radianti o sistemi tubolari a parete o a pavimento. Per intenderci la superficie radiante è quella che emette il calore necessario a scaldare un ambiente. Più grande è, maggiore è la quantità di calore che il radiatore cede. Ecco perchè se si ha poco spazio, scegliete un calorifero sviluppato in altezza oppure sfruttate una parete curva, che offre una maggiore superficie. Ritornando all'irraggiamento il calore si diffonde tramite onde elettromagnetiche che simulano l'effetto dei raggi solari e si distribuisce in modo uniforme, senza creare correnti d'aria.

Nuove tecnologie hanno permesso di realizzare radiatori in materiali sintetici brevettati: grazie a questi, è possibile ottenere una temperatura ambiente più uniforme e quindi un maggiore comfort termico, oltre a una riduzione dei consumi energetici. In questi modelli, il calore viene accumulato e diffuso per irraggiamento su tutta la superficie. Il calore che ne deriva è più salutare. Secca meno l'aria perché la mantiene a una temperatura notevolmente più bassa.

I radiatori scaldanti piatti, realizzati in acciaio e in alluminio, riescono a trasferire più del 50% del calore per via radiante cedendolo direttamente alle pareti e all'ambiente, a differenza del sistema tradizionale a convezione, che scalda l'aria a contatto con il radiatore. Offrono un elevato risparmio di energia e si possono installare al posto dei tradizionali termosifoni, senza modifiche all'impianto esistente, tranne nel caso in cui sia previsto il collegamento elettrico.

Il riscaldamento e i radiatori: tutto quello che c'è da sapere

RISCALDAMENTO AUTONOMO
Non più esclusiva delle case unifamiliari, si sta diffondendo anche negli appartamenti di città. Si accende solo quando è necessario, riscalda in poco tempo e consente il controllo della temperatura e dei consumi. In questo caso, in ogni appartamento è presente un generatore di calore, cioè una caldaia.
A differenza degli impianti centralizzati, si ha un minore rendimento di combustione, ma i costi più alti sono compensati dal fatto che si paga solo in base ai propri consumi. La scelta dei generatore di calore deve essere operata da un tecnico impiantista. La potenza è normalmente inferiore a 35 kW, sufficienti per riscaldare un'abitazione fino a 180 mq. Per il riscaldamento invernale di una casa di 100 mq, in genere bastano per esempio 11 kW.

RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO
È il più diffuso nei condomini, consente un minor controllo dei costi di gestione che vengono ripartiti tra tutti i condomini in base ai millesimi di proprietà. Per funzionare bene richiede una manutenzione costante. Il sistema centralizzato è il più diffuso nei condomini. Rispetto a un impianto autonomo offre il vantaggio della suddivisione delle spese a fronte di un maggior rendimento.

Si compone di una potente caldaia e di un sistema di canalizzazione che raggiunge tutti gli appartamenti. Il locale nel quale si trova la caldaia centralizzata deve avere un'altezza di almeno 250 cm. Deve essere presente, inoltre, un'apertura per l'aerazione.

La caldaia deve avere una distanza di almeno 60 cm dalle pareti a eccezione del lato con il bruciatore, in cui la distanza deve essere di almeno 130 cm. Tra la parte superiore della caldaia e il soffitto devono esserci 100 cm. Se il locale in cui si trova la caldaia è seminterrato o interrato, accanto a questo deve esistere un vano di disimpegno, a sua volta aerato da una finestrella di mezzo metro quadrato di apertura, chiusa da una grata.


CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE
La contabilizzazione del calore è un nuovo sistema da abbinare al riscaldamento centralizzato per pagare in base al consumo effettivo di ogni famiglia. Nello stesso tempo ciascun condomino avrà maggiore autonomia nella gestione del riscaldamento. La novità sta nel fatto che non sempre è necessario trasformare un unico impianto centralizzato in tanti autonomi; infatti con questa soluzione si assommano i vantaggi del sistema centralizzato a quelli dell'impianto autonomo.

La contabilizzazione del calore permette di gestire in modo autonomo il riscaldamento del proprio appartamento anche se la caldaia rimane unica in tutto l'edificio. Attraverso particolari dispositivi, chi abita in un appartamento può diminuire, spegnere o aumentare, la temperatura, entro il limite fissato per legge.

Occorre installare nell'appartamento un cronotermostato che regola temperatura e ciclo di funzionamento del riscaldamento e dotare i radiatori di valvola motorizzata. Vicino alla caldaia va installata l'unità centrale, un computer che controlla e gestisce tutto il sistema. Si risparmia circa il 20% sui costi e quindi grazie, a contatori individuali, ognuno paga in proporzione al suo consumo.

La valvola termostatica che fa risparmiare

valvola termostatica

Per contenere i consumi energetici esistono dispositivi per il controllo della temperatura. La valvola termostatica è una manopola graduata che viene installata sul radiatore per regolare la temperatura di ogni ambiente registrando gli apporti di energia dovuti, per esempio, alla presenza di persone, ai raggi del sole e agli elettrodomestici.

La valvola termostatica è provvista di una manopola graduata sulla quale si fissa la temperatura desiderata. La valvola si chiude quando la temperatura dell'ambiente si avvicina a quella desiderata, consentendo di convogliare ulteriore acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. Con la chiusura della valvola l'emissione di calore del radiatore diminuisce. Quando la temperatura si abbassa dì nuovo, la valvola si riapre, provocando un aumento della circolazione di acqua calda all'interno dell'elemento.

Il dispositivo va fatto installare da un tecnico specializzato e può essere applicato su ogni radiatore. La valvola si regola poi in modo manuale. Il risparmio di energia dato dall'uso delle valvole termostatiche arriva anche al 20%. Volendo, si possono installare anche dispositivi dotati di timer che permettono di impostare l'orario di apertura della valvola stessa.

Come calcolare le misure ideali dei radiatori

La temperatura da mantenere all'interno delle abitazioni, non superiore a 20 °C, è stabilita dalla normativa. E vi sono anche indicazioni in merito per i singoli locali, in base alla loro destinazione d'uso: per esempio, 15 °C per la cucina. Oltre che della legge, nella progettazione dell'impianto, il tecnico deve tener conto anche di una serie di fattori: temperatura estema delta zona geografica dove è ubicata la casa, coefficienti di trasmissione termica dei materiali edilizi usati nella costruzione, punti dispersioni di calore dalle strutture che delimitano l'ambiente (porte, finestre, lucernari e vetrate) e altezza dei locali.

Quasi mai viene fatto un calcolo rigoroso, ma si procede per via empirica, sulla base di tabelle fornite dalle case produttrici dt impianti termotecnici. In linea di massima, la quantità di calore da fornire a ogni ambiente si calcola moltiplicando il volume della stanza (lunghezza per larghezza per altezza), espresso in metri cubi, per un coefficiente X, espresso in Watt o in kcal, che tiene conto di tutti i fattori elencati sopra. Quando si sono calcolati i W necessari per scaldare una determinata stanza, si sceglie un radiatore che dia una resa termica uguale o di poco maggiore a quella calcolata.

Per la caldaia, invece, bisogna sommare i Watt occorrenti per riscaldare ogni singolo ambiente della casa. Molte aziende termotecniche mettono a disposizione dei clienti programmi computerizzati che dimensionano correttamente radiatori e caldaia e che guidano nella scelta del prodotto più adatto in base al tipo di impianto e alla sua potenza.

il giusto calore nei radiatori

Come circola il calore in base alla posizione dei radiatori

All'interno di un locale l'aria riscaldata si muove in modo diverso, secondo se il radiatore è collocato sotto la finestra e quindi in prossimità di una parete esterna, più fredda, oppure è appoggiato a una parete interna. Nel primo caso l'aria calda salendo verso il soffitto si distribuisce in modo più uniforme e perde meno gradi durante il suo percorso, garantendo un comfort migliore. Nel secondo la temperatura, varia da 38 a 13/15 gradi centigradi. Per aumentare la resa del calorifero potete verificare che l'abitazione sia ben isolata e in particolare che lo siano pareti, pavimenti, serramenti esterni e cassonetti delle tapparelle; applicate sulla parete dietro al radiatore un feltro isolante con superficie riflettente.

i radiatori e il calore

Come e dove mettere i radiatori

Per risparmiare sui consumi e per fare durare più a lungo i radiatori si può cominciare partendo dalla scelta della posizione giusta, quella sotto la finestra, ovvero nel punto in cui si ha la maggiore dispersione termica. Se il radiatore è inserito sotto la finestra è opportuno ripararlo dagli spifferi che provengono dal serramento coprendolo con una mensola. La distanza ideale tra il radiatore e la parete dietro è di cm 5; tra pavimento e radiatore cm 10/15; tra radiatore e mensola cm 10/12 circa.

giusta distanza dei radiatori



Attenzione: per non limitare la circolazione dell'aria calda, evitare tende pesanti e copricalorifero troppo chiuso, né mettere davanti mobili o panche; evitare anche di inserirlo in una nicchia troppo piccola: perderebbe dal 5 al 10% circa di resa calorica. Molto utile sarebbe l'inserimento, tra il radiatore e il muro, di un pannello di materiale isolante riflettente rivolta verso l'interno.

Inoltre ricordate di non appoggiare sul calorifero mensole che ne diminuirebbero l'efficacia creando inoltre dei flussi preferenziali di calore che sporcherebbero il muro; non procedere a interventi sui raccordi di adduzione e scarico del termosifone, che contengono acqua molto calda e potrebbero provocare ustioni o anche allagare il locale; non appoggiare sul termosifone abiti, tessuti e materiali infiammabili che ne ostacolano il corretto funzionamento e che possono essere danneggiati dal calore degli elementi.

Come spostare i radiatori

Decidere di spostare un radiatore di solito avviene in concomitanza con il cambiamento della destinazione d'uso di un ambiente, passando per esempio da soggiorno a cucina, o quando si ristruttura l'appartamento.


Nel dettaglio le motivazioni che spingono alla necessità di spostare uno o più caloriferi sono di solito:

  • una migliore distribuzione del calore;
  • necessità di utilizzare uno spazio occupato da un radiatore;
  • risistemazione dell'arredo;
  • ristrutturazione;
  • risparmio energetico.

I costi variano a seconda del tipo di intervento. Per spostarlo entro i 2 metri basta l'intervento di un idraulico. Negli impianti tradizionali si hanno due canalizzazioni, di andata e di ritorno, alloggiate nel muro perimetrale. Si possono perciò spostare i caloriferi usando gli attacchi dell'acqua e allacciandosi al montante principale. Negli impianti autonomi è ancora più facile: si spegne la caldaia quando si vuole.

Il periodo più adatto per intervenire sull'impianto di riscaldamento, specialmente se si tratta di un sistema centralizzato, è quello in cui l'impianto è inattivo, vale a dire nei periodi caldi dell'anno. Scegliete la tarda primavera, in tempo per fare con calma i lavori prima dell'estate e avere il tempo di testare la funzionalità dell'impianto. Se si abita in un condominio, occorre dare comunicazione con adeguato preavviso all'amministratore dello stabile e ottenerne il consenso per la manutenzione, lo spostamento e la sostituzione dei radiatori.

È vietato aumentare dimensione e numero degli elementi: può compromettere il funzionamento dell'impianto. Nel caso in cui si vogliano effettuare più modifiche occorre anche, tramite l'idraulico, comunicare i lavori che si intende effettuare al terzo responsabile previsto dalla legge sulla sicurezza, cioè al responsabile della conduzione dell'impianto collettivo, che dovrà dare il suo benestare all'intervento.

Ottimizzare la resa del radiatore

Oltre alla corretta manutenzione dell'impianto termico, a volte basta intervenire sul radiatore con qualche semplice accorgimento per ottimizzarne la resa, limitare le dispersioni e avere cosi uno o due gradi in più in casa.

Isolare la nicchia del calorifero
Questo punto della struttura muraria, chiamato anche ponte termico, è freddo e ad alta dispersione: provoca frequenti fughe di calore, fino al 20% circa. Per eliminare completamente il ponte termico, si deve isolare tutta la nicchia, compresi fianchi e davanzale. È un lavoro che si può fare anche se non si è in fase di ristrutturazione, a impianto spento e utilizzando i pannelli isolanti per applicazioni fai da te.

Usare schermi riflettenti
Gli schermi riflettenti si applicano dietro al radiatore, come barriera isolante per ridurre le dispersioni termiche dal muro e come schermo riflettente per potenziare l'emissione di calore da parte del radiatore verso il centro della stanza. Possono essere fissi o mobili, e le pellicole flessibili si possono applicare da sé.

Sfiatare l'aria
Quando il radiatore non scalda come dovrebbe o resta freddo e si sentono rumori all'interno, significa che si sono formate bolle d'aria che ostacolano la circolazione dell'acqua. Per eliminarle, bisogna intervenire sulla valvola di sfiato, o rubinetto di spurgo, posta nella parte superiore del calorifero, sul lato opposto alla manopola di alimentazione. Prima di intervenire, ponete un recipiente sotto la valvola e proteggete la parete attorno con fogli di plastica. Aprite la valvola lentamente, aiutandovi con una pinza o una chiavetta. La valvola va aperta fino a quando non scendono le prime gocce e poi un fiotto omogeneo d'acqua. Se si tratta di ville o appartamenti su più piani, partite dai caloriferi ai piani alti.

Capire da dove perde il radiatore
Di solito la perdita si nota per la presenza di una chiazza umida sulla parete o sul soffitto. Può però essere difficile capire dove è il problema. L'acqua infatti procede attraverso i muri senza una direzione precisa, ma dove trova meno ostacoli o infiltrandosi lungo guaine o isolamenti. La lesione del tubo può non essere nel punto della macchia. Si procede per tentativi dalla macchia umida. L'idraulico, dopo aver rilevato al tatto fin dove essa si estende, comincia a spaccare il muro in quel punto, cercando la lesione del tubo, di solito non distante più di un metro. Se si tratta di un edificio recente, c'è di solito una mappa delle tubazioni che facilita la ricerca.

Installazione, riparazione e manutenzione dei radiatori

  • L'installazione, la riparazione e le modifiche agli impianti termici devono essere effettuati solo da personale abilitato, in conformità alla legge n. 46/1990.
  • Un'altra legge, la n. 10/1991, prevede la compilazione e l'aggiornamento annuale dei libretto centrale o libretto d'impianto, a seconda che si tratti di sistemi centralizzati o autonomi. Vi sono riportati gli esiti dei controlli di funzionamento e del rendimento di combustione.
  • Negli impianti centralizzati, il compito di garantirne la sicurezza spetta all'amministratore, che ha la facoltà di nominare un terzo responsabile.
  • Nel caso di un sistema autonomo, il rispetto dei controlli periodici dell'impianto spetta al proprietario o all'occupante dell'appartamento.
  • Ai fini della sicurezza, occorre assicurare l'aerazione dei locali, perché la combustione consuma l'ossigeno presente nell'ambiente. Le aperture verso l'esterno, necessarie per tutti gli apparecchi a camera aperta, non devono essere coperte da mobili o altro.

Come verniciare e sverniciare i termosifoni

Se intendete sverniciare i radiatori assicuratevi prima che l'impianto di riscaldamento sia spento e i radiatori siano freddi. Se in contemporanea si imbianca casa, carteggiateli e stuccateli tra una mano e l'altra di pittura alle pareti, ma tenete la smaltatura come ultimo lavoro. Seguite passo per passo questi punti per ottenere un buon lavoro:

  • Passare tra gli elementi uno straccio inumidito, avvolto intorno a uno scovolino per termosifoni o al manico piatto del pennello a gomito che si utilizzerà per verniciare il radiatore.
  • È consigliabile rimuovere la vecchia vernice sintetica, prima di stendere quella naturale oppure ci si può accontenare di eliminare le parti di vernice sollevate con un raschietto. Dove c'è ruggine, asportare anche 1-2 cm della vecchia vernice.
  • Carteggiare dove si è formata la ruggine, aiutandosi con una spazzola metallica. Per le zone interne, difficili da raggiungere, può essere necessario smontare il radiatore.
  • Se il lavoro è particolarmente difficile potrebbe rivelarsi necessario per un risultato soddisfacente utilizzare appositi sverniciatori, che in genere contengono additivi chimici. In alternativa, quando l'impianto di riscaldamento è spento, si possono staccare i caloriferi e farli sverniciare con apposite macchine.
  • Esistono anche prodotti naturali che sverniciano in modo efficace: sono a base di soda caustica, non inquinano ma sono molto aggressivi per la pelle. Bisogna quindi avere cautela nell'utilizzarli e proteggersi con guanti e occhiali specifici.
  • Proseguite riparando le fessurazioni di lieve entità con colle saldanti a base di resine epossidiche, resistenti al calore. Se l'incrinatura è profonda, rivolgetevi invece a un termotecnico.
  • Applicare un convertitore di ruggine sulle parti ossidate, quindi stendere la vernice dall'alto verso il basso con il pennello a gomito. Utilizzando un prodotto verniciante che contemporaneamente neutralizza la ruggine, non si deve trattare la ruggine prima di smaltare il radiatore. Si ottiene però un buon risultato soltanto con ossidazioni di lieve entità.

Come pulire e proteggere i radiatori

La polvere si può eliminare con l'aspirapolvere o una spazzola passata tra gli elementi. Nel caso ci fossero delle macchie, ripassarle con un pannospugna inumidito con ammoniaca. Tuttavia evitate l'uso di pagliette di ferro, solventi chimici o sostanze abrasive, spazzole metalliche, acetoni, prodotti detergenti per bagni. Per proteggerli dalla corrosione, occorre controllare che la vernice non sia graffiata in profondità. Nel caso, passare una mano di smalto dello stesso colore del calorifero. Se ci sono tracce di ruggine, applicare una vernice antiruggine sulla parte corrosa, senza carteggiare.

Come costruire un copritermosifone

Per fare un utile copritermosifone seguite questi semplici passi, prima però munitevi del materiale occorrente:
. viti autofilettanti
. 4 squarti ette in metallo
. colla per legno
. lamiera forata 84,5x99,5h cm, spessore max 1 mm
. per la cornice: 2 listelli di abete 2xl00h cm e 2 da 2x85h cm, spessore 1 cm
. per la struttura: tavola d'abete 108x65 cm, spessa 2 cm

copritermosifone

Dalla tavola di abete tagliare i due fianchi (dis. A e B) e il top superiore (dis. C).
Quindi tagliare e incollare i listelli per realizzare la cornice di 100x85 cm, nella quale si dovrà poi Inserire la lamiera forata, che serve come pannello di chiusura frontale.
Dopo avere realizzato il pannello, accostarlo ai due fianchi in modo che i bordi esterni del telaio siano a filo ;e con i bordi esterni dei fianchi e quello superiore a circa mezzo centimetro dal lato superiore. Per poterlo rimuovere facilmente, fissare il pannello ai fianchi con magneti, inserendone due su ciascun fianco, a circa 30 cm di distanza.
Appoggiare il top di chiusura sui fianchi, facendolo sporgere di 4 cm per parte e fissarlo ai fianchi dall'interno con le squadrette a elle. Terminato il lavoro, bisogna trattare il legno con un impregnante e infine verniciarlo del colore desiderato.

Scaldasalviette

scaldasalviette

Per asciugare e per trovare l'accappatoio caldo e asciutto dopo la doccia o il bagno, si possono scegliere appositi apparecchi scaldasalviette leggeri e poco ingombranti. Gli scaldasalviette propagano il calore per convezione ed hanno generalmente una potenza compresa tra i 50 e i 300 W con un raggio d'azione limitato.

Si possono collegare sia all'impianto generale, sia a quello elettrico per funzionare a sistema misto. In questo caso hanno il vantaggio di poter essere utilizzati anche nelle stagioni in cui l'impianto di riscaldamento non è funzionante. Si può scegliere tra i modelli a piantana, da sistemare negli angoli, e quelli da fissare a parete, meglio se dotati di snodi per consentire una rotazione a 18o° mentre alcuni nuovi modelli in commercio sono caratterizzati dall'apertura a ribalta, che li trasforma in pratici stendibiancheria.

Al momento dell'acquisto vi raccomandiamo di verificare che gli apparecchi abbiano la protezione contro il vapore o eventuali schizzi d'acqua, riportata nella targa con l'indicazione IPx4 o IPx5. Un'altra soluzione per riscaldarsi o asciugare i panni in modo rapido, è la lampada a raggi infrarossi, un apparecchio che scalda per irraggiamento in un punto localizzato, simulando i benefici effetti dei raggi solari ma ritornado agli scaldasalviette alcuni di questi apparecchi sono adatti anche ad altri ambienti della casa. In cucina, per esempio, si possono utilizzare come scaldavivande. E molti sono predisposti per essere attrezzati con mensole e ganci portaoggetti.

Come risparmiare con gli scaldasalviette

Gli scaldasalviette che utilizzano sia l'acqua sia l'energia elettrica sono collegati alle tubazioni idrauliche dell'impianto di riscaldamento, ma hanno anche un funzionamento autonomo a elettricità per poter essere accesi, in caso di necessità, anche negli orari in cui l'impianto è spento. Questi apparecchi funzionano grazie ad una resistenza elettrica interna di potenza variabile in base alle dimensioni dell'ambiente da riscaldare. Per ottimizzare il consumo energetico degli apparecchi a funzionamento misto, elettrico e idraulico, è consigliabile scegliere modelli muniti di appositi sistemi di regolazione.

Ne esistono di tre tipi:

  • A regolazione fissa: il radiatore ha un termostato incorporato per controllare la temperatura dell'acqua. Una volta raggiunto il livello desiderato, la corrente si stacca da sola. Con un programmatore, si comanda il funzionamento in tempi prefissati.
  • A regolazione variabile: oltre al termostato interno per l'acqua, un secondo sensore esterno con manopola graduata consente un migliore controllo sulla temperatura ambiente.
  • Con regolazione a distanza: la resistenza elettrica è collegata a un cronotermostato esterno a raggi infrarossi che, funziona a pile e non richiede alcun collegamento elettrico. Il cronotermostato può essere installato a muro con tasselli o biadesivo, ma perché funzioni bene deve essere sistemato entro 2 m sulla stessa parete del radiatore.

Attenzione alla sicurezza con i radiatori-scaldasalviette

I radiatori a funzionamento misto vanno usati in bagno con alcuni accorgimenti. Per prima cosa vanno accesi quando sono pieni d'acqua e quindi non quando l'impianto di riscaldamento cui sono collegati è svuotato. Il liquido impedisce infatti alla resistenza di raggiungere temperature a rischio, oltre 700 °C.

Se il radiatore viene avviato quando è vuoto, un dispositivo interrompe l'elettricità non appena la resistenza raggiunge i 100 °C, ma a quel punto si sarà però già bruciata e andrà sostituita. Le resistenze hanno il termostato tarato a una temperatura massima dell'acqua di 70 °C: se il valore sale oltre questo limite, l'elettricità viene, immediatamente interrotta.

Vanno collegati a una presa distante, in altezza e larghezza, più di 60 cm dal bordo della vasca, dal box doccia e dal rubinetto del lavandino. Non avvicinarli mai all'acqua e non toccarli con mani o piedi bagnati. Evitare il contatto del cavo con la superficie riscaldata. Per non comprometterne il rendimento, non installarli troppo vicino ai mobili del bagno e non coprire in nessun modo le feritoie di aerazione.

Dove acquistare i radiatori per il riscaldamento, i termosifoni, le scaldasalviette per il termoarredo: