Box doccia con idromassaggio

In Casa
10 October, 2014

Il box doccia con idromassaggio è un accessorio considerato indispensabile nei bagni moderni. Di design o dalle forme più semplici, la sua utilità è fuori discussione. Con l’installazione di questo tipo di cabina, infatti, non solo si avrà un maggiore comfort ma si eviteranno anche gli schizzi e le fuoriuscite di acqua durante la doccia.

Box doccia con idromassaggio

Caratteristiche

I box doccia servono, come tutti i sistemi di chiusura di una porzione della sala da bagno, a proteggere l’ambiente circostante dagli schizzi di acqua che, altrimenti, sarebbero nocivi per muri, piastrelle e pavimenti.

Le docce possono essere delimitate in modo diverso a seconda della tipologia scelta e delle necessità degli utenti. Si potrà, per esempio, inserire una tendina paraschizzi semplicemente applicando un bastone al di sopra del getto d’acqua, oppure si potranno scegliere dei pannelli per la vasca, atti a delimitarne il perimetro ed evitare la fuoriuscita di liquidi durante la doccia. La soluzione, infine, con box e pannelli è propria delle docce a cabina, magari anche multifunzione, dotate di idromassaggio, come lo sono le più moderne.

In passato, il box non era la scelta più in voga, e molti preferivano la vasca magari chiusa con pannelli, per poter godere di un lungo bagno caldo e rilassante molto più spesso che di una doccia veloce e rigenerante. Poi le abitudini si sono modificate, complice anche una differente organizzazione dei tempi e degli spazi all’interno delle nostre abitazioni. La doccia, mattutina o serale, ha preso il sopravvento, sposandosi alla perfezione con uno stile di vita più dinamico, mentre il ridursi dei metri quadri nelle case ha portato a preferire soluzioni dagli ingombri più contenuti. Non è raro, oggi come oggi, avere esclusivamente una doccia in casa e nessuna vasca da bagno. I box doccia consentono, infatti, uno sviluppo in verticale del bagno, senza che l’acqua della doccia esca al di fuori, soprattutto senza che si bagni il pavimento, come avviene invece nel caso in cui si sistemi solo una tendina per parare gli schizzi.

Insieme a questo prodotto, comunque, occorre progettare anche le pareti interne alla doccia, che vanno rivestite con materiale impermeabile e le ante esterne, che possono prevedere diversi tipi di aperture così da non impedire il passaggio e occupare il minor spazio possibile, consentendo il posizionamento degli altri sanitari.

Tipologie

Sul mercato, ne esistono diversi e per ogni tipo di esigenza. Capire quello più adatto al nostro bagno può anche sembrare difficile, visto l’elevato numero di modelli in commercio. Per questo motivo, cerchiamo di mettere un po’ d’ordine e di creare una classificazione che ci possa aiutare a decidere.

Prima di tutto, possiamo prendere in considerazione il materiale con cui vengono prodotti. In questo caso, avremo box doccia in cristallo o in vetro, oppure in pvc. Ovviamente, esiste una differenza estetica ma anche di prezzo fra queste due tipologie, tuttavia non è detto che il vetro sia preferibile alla plastica. Infatti, bisogna fare attenzione a che il vetro sia temprato, quindi trattato termicamente affinché aumenti la sua resistenza meccanica. In questo modo, se dovesse rompersi, non si correrà il rischio di farsi male con i pezzi risultanti, visto che il vetro temprato si sbriciola in frammenti non taglienti. Il pvc è molto più resistente e facile da pulire ed anche economico: non ci si deve sorprendere, quindi, se si tratta della scelta più comune.

Anche la tipologia di apertura dei pannelli possono essere utili per una classificazione di prodotto. In effetti, il tipo di apertura del box doccia non è una questione di poco conto. Prima di decidere si dovrà studiare a fondo lo spazio a disposizione, la collocazione degli altri sanitari ma anche le necessità interne alla doccia, come l’installazione di maniglie, porta sapone, elementi contenitore e similari.

I modelli disponibili sono: con anta apribile verso l’interno, usata in caso di bagni di piccole dimensioni, non particolarmente comoda ma indispensabile se all’esterno vi sono ostacoli che impedirebbero l’apertura; con anta apribile verso l’esterno, di gran lunga più comoda e funzionale, da preferire in tutti i casi in cui sia possibile l’inserimento di questo elemento; con anta scorrevole, ideale in bagni stretti, in grado di risolvere i problemi di spazio e anche piuttosto comode da usare.

Piatti doccia

Al di là del risultato estetico che l’insieme di pannelli, rivestimenti e piatto doccia offrono, quest’ultimo elemento ha un’importanza sostanziale nella realizzazione del nostro angolo doccia e deve essere valutato con cura.

Anche in questo caso, i materiali sono il primo parametro che prenderemo in esame. È possibile trovare piatti doccia in plastica, in ceramica o in resina, fino a quelli disponibili in pietra naturale, che si tratti di ardesia o di marmo. Il materiale più diffuso, comunque, è la ceramica, tecnicamente noto come fire clay. Si tratta di un impasto di argille simile al gres porcellanato, ricoperto di porcellana a smalto, molto amato per i sanitari. La sua principale caratteristica è di essere particolarmente stabile durante la cottura, cosa che lo rende perfetto per mantenere la planarità anche in piatti doccia di grandi dimensioni.

Anche le dimensioni e la forma dei piatti doccia sono molto importanti. Rispetto alla forma, quindi, possiamo avere piatti angolari quadrati, rettangolari, semicircolari o circolari (questi ultimi inseriti al centro della stanza). In base alla forma si determinerà, poi, anche la scelta del box per intero: quindi è molto importante non solo essere soddisfatti esteticamente del risultato che si andrà delineando ma anche degli ingombri che bisognerà rispettare.

Le dimensioni del piatto sono, in genere, standard. Ovviamente, per esigenze particolari si possono chiedere delle realizzazioni su misura, ma si deve mettere in conto una spesa maggiore. I modelli quadrati vanno da 65×65 a 90×90 centimetri; quelli rettangolari partono da un minimo di 72×90 fino a 80×120 centimetri; i semicircolari possono variare tra gli 80×80 e i 90×90 centimetri. Esistono anche dei semicircolari asimmetrici con un raggio più contenuto, pari a 38 centimetri. Le diverse linee di prodotti, comunque, potrebbero presentare delle differenze rispetto a queste misure, per cui vale sempre la pena controllare attentamente prima dell’acquisto o chiedere il sopralluogo di un esperto.

Come scegliere

Le cabine doccia devono essere sempre scelte dopo aver preso le misure del luogo in cui saranno collocate. Un ottimo consiglio è quello di verificare la misura delle pareti a diverse altezze, così da tenere in considerazioni gli eventuali fuori squadra presenti ed effettuare la misurazione del piatto partendo dallo spazio esterno. Inoltre, tutte le misure devono essere prese solo dopo che saranno stati posati, eventualmente, i rivestimenti, piastrelle e pavimenti.

Dal punto di vista estetico, i modelli più moderni sono quelle senza profili a vista, mentre quelli tradizionali si presentano di solito di colore bianco. Anche le cabine multifunzione stanno avendo una grande diffusione negli ultimi anni. Pensare a questo tipo di prodotto potrebbe essere interessante, soprattutto se si desidera rinnovare decisamente il proprio bagno e il comfort durante la doccia. I modelli multifunzione sono arricchiti con degli specifici ugelli posizionati all’interno che sono in grado di erogare aria e acqua, offrendo una benefica sensazione, simile a quella provata con un idromassaggio tradizionale fatto in vasca.

Più soffioni si trovano all’interno della cabina doccia, maggiore sarà il comfort percepito, tuttavia è fondamentale quanto meno che sia presente uno in posizione centrale. Anche il numero dei getti idromassaggio è importante. Più ve ne sono, anche in questo caso, meglio è, soprattutto se sono dislocati in posizioni diversi così da stimolare varie parti del corpo.

Altre cabine doccia sono complete di funzione sauna, bagno turco o possiedono appositi sediolini perfetti anche per ricevere dei massaggi di acqua e aria localizzati a punti specifici del corpo. Molto belli sono, poi, i piatti doccia a filo, il cui ingombro visivo è sostanzialmente inesistente e la cui tenuta è eccellente.

Tra le soluzioni più innovative per il rivestimento delle pareti interne, al posto delle solite piastrelle si usano, oggi, delle speciali vernici a smalto, perfettamente idrorepellenti, dalla finitura sia lucida sia opaca.

Installazione

Dopo aver effettuato la scelta del box doccia ci potremmo chiedere se sia il caso di montarlo da soli oppure no.

In effetti, alcuni modelli in commercio possono essere installate autonomamente, a patto di avere una certa dimestichezza con il fai da te e di aver scelto dei modelli semplici, come quelli che si caratterizzano per i profili in alluminio e la parte trasparente in plastica. Questi sono molto leggeri, a differenza di quelli in vetro, e pratici da maneggiare senza che si corra il rischio di rottura dei pannelli. Ogni box, comunque, avrà le sue specifiche istruzioni di montaggio da tener a mente e da consultare per evitare che si verifichino danni alla struttura.

La prima operazione da compiere è quella di prendere le misure esatte per effettuare i fori con il trapano. Per evitare di sbagliare è preferibile montare i profili del box doccia e sistemarli sulle pareti, segnando con una matita la posizione precisa dei chiodi a pressione.

Se sono presenti delle piastrelle bisogna ricordare che le punte del trapano dovranno essere diverse rispetto a quelle usate per il cemento. Esistono in commercio apposite punte per la ceramica fatte appositamente per evitare di scheggiare i rivestimenti ed ottenere dei fori dal calibro adeguato. Il calibro dei fori è molto importante altrimenti i tasselli non si piazzeranno in modo adeguato, andando troppo larghi o troppo stretti.

Una volta avvitati i profili sia orizzontali sia verticali, si dovrà sistemare la struttura sul piatto che dovrebbe essere fissato al pavimento come previsto dalle istruzioni. A questo punto, si potranno inserire le superfici trasparenti che devono scivolare dolcemente negli appositi binari.

Con il silicone trasparente, infine, si andranno a tappare tutte le fessure e si sigillerà il tutto, così da evitare che, con il passare del tempo, si possa creare della muffa all’interno del box. Inoltre, grazie ai profili in silicone, si aumenterà la tenuta all’acqua della cabina doccia.

Manutenzione

La pulizia del prodoto dovrebbe essere eseguita con cura, così da evitare che il tempo e il calcare creino delle antiestetiche e antigieniche macchie o, peggio, lo sviluppo di muffe. In commercio esistono numerosi tipi di prodotti per questo genere di pulizia ma, se lo si desidera, si può provare anche con i rimedi classici della nonna, nello specifico aceto e acqua. Per comodità, si potrà riempire uno spruzzino con metà acqua e metà aceto bianco: dopodiché, il trucco è quello di usarlo dopo che ci si è fatti la doccia, spruzzando questa miscela sulle pareti della cabina. La formazione del calcare sarà incredibilmente rallentata e le pulizie verranno effettuate con uno sforzo davvero minimo.

Se si preferisce l’uso dell’anticalcare allora si dovrà immaginare una pulizia almeno settimanale, mentre utilizzando acqua e aceto dopo ogni doccia basterà un trattamento profondo con il preparato apposito anche soltanto una volta al mese. Altri consigliano di passare sulle pareti trasparenti la spugna ancora insaponata, ricordandosi però di risciacquare e poi di asciugare bene per evitare la formazione di aloni. Certo, in questo caso, non si potrà pretendere un’azione anticalcare specifica.

A quest’ultimo metodo, invero molto casareccio, preferiamo senza dubbio la soluzione che vede protagonista il bicarbonato. Il bicarbonato di sodio può essere usato con successo anche per la pulizia delle tendine per le docce o per i pannelli che chiudono le vasche, avendo sempre cura di asciugare bene dopo aver passato la spugna per non lasciare tracce di bagnato. Per quanto riguarda le parti eventualmente in gomma della cabina doccia bisognerà fare attenzione a non farci cadere aceto o detersivi aggressivi che potrebbero danneggiare le guarnizioni.

Per eliminare, infine, eventuali tracce di muffa che si fossero create nelle zone interne più umide, come nel caso del tappetino antiscivolo, il bicarbonato si rivela ancora una volta un’arma vincente. È sufficiente lasciarlo agire per qualche minuto e poi risciacquare per veder scomparire ogni residuo di sporco.


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