Radiatori

In Casa
10 ottobre, 2014

I radiatori, anche conosciuti come termosifoni o caloriferi, servono a distribuire per tutta la casa il calore generato dall’impianto di riscaldamento. Al giorno d’oggi, non si tratta più soltanto di strumenti necessari, ma possono essere visti anche come degli eleganti complementi d’arredo o dei multi funzione, come nel caso degli scalda salviette per il bagno.

Tipologie

I radiatori, l’abbiamo visto in apertura, non sono più quegli orpelli difficili da digerire in una casa perfetta: oggi sono belli, eleganti, pezzi d’arredo in più funzionali e ottimizzati per il risparmio energetico. I materiali nei quali vengono realizzati sono facilmente lavabili e le forme sono stravaganti o minimaliste, fantasiose o classiche, perfino personalizzabili.

Inoltre, tra le caratteristiche dei radiatori moderni vi è anche quella di essere multi funzione. Oltre ad arredare, e dunque ad esaltare le peculiarità di un appartamento, i radiatoti di concezione moderna assommano un maggior numero di usi.

Un esempio è il Twist di Cordivari, pensato per l’ingresso, che ha in sé due specchi, perfetti per l’ultima controllata prima di uscire di casa e due mensoline sulle quali appoggiare gli oggetti. Non mancano poi gli attaccapanni che riscaldano, oltre a consentire di specchiarsi prima di uscire.

In bagno, invece, i radiatori diventano elementi pensati per riporre la biancheria, per riscaldare e asciugare gli accappatoi o, magari, anche per illuminare l’ambiente. In qualche modo, anche la distinzione netta tra radiatore e scaldasalviette viene superata dai nuovi modelli messi in commercio.

Tuttavia, gli scaldasalviette resistono in cima alle preferenze, perché sono belli e funzionali e il loro design è particolarmente adatto ad una sala da bagno. Gli scaldasalviette funzionano per convenzione, ma si può scegliere se si desidera collegarli alla caldaia e quindi all’impianto generale, oppure all’impianto elettrico.

Non manca chi preferisce optare per un sistema misto: in questo modo, comunque, lo scopo è quello di garantirne il funzionamento a prescindere dalla messa in funzione dell’intero impianto di riscaldamento, anche se è un’opzione più costosa.

Alcuni modelli, infine, si prestano anche ad essere usati come stendino per la banchiera. Sono, infatti, ribaltabili in modo che su di essi si possano stendere alcuni panni appena lavati, garantendo una rapida asciugatura. Tra le marche e i modelli da cui prendere spunto vi è Stendy di Deltacalor.

Materiali

Al di là delle caratteristiche che i diversi radiatori hanno o meno in comune, si fa interessante, anche da un punto di vista energetico e dunque dei consumi, affrontare il discorso inerente i materiali con cui sono costruiti questi apparecchi.

Di solito, i termosifoni di nuova generazione sono in acciaio, in alluminio o in materiali sintetici brevettati: vediamo le caratteristiche possedute da ciascuno di questi elementi. L’acciaio è il materiale per eccellenza scelto da chi vuole forme facilmente modellabili.

Infatti, si presta ad essere usato per creare delle figure anche molto complesse, dunque è davvero tanto utilizzato se si ordinano radiatori dall’impatto estetico particolarmente elevato o, comunque, personalizzabile. L’alluminio è un eccellente conduttore di calore, così come lo è anche l’acciaio.

Si riscalda molto rapidamente e cede il calore accumulato per molto tempo. I materiali sintetici brevettati, invece, sono realizzati per far sì che la temperatura sia diffusa nel modo più uniforme possibile, così che aumenti il comfort percepito negli ambienti.

In questo caso, se si utilizzano materiali sintetici, il calore non viene diffuso per convenzione, come negli altri due casi, ma per irraggiamento. Qualunque sia il materiale prescelto, ad ogni modo, non dovrete preoccuparvi per la colorazione: i radiatori si possono sempre verniciare della tinta prescelta.

Esiste un altro materiale che è molto usato per la realizzazione di termosifoni: la ghisa. Tradizionalmente, tutti i radiatori venivano costruiti in ghisa, perché si trattava di un materiale particolarmente affidabile e di grande durata. Sono queste caratteristiche a renderlo, ancora oggi, competitivo e vincente.

Tuttavia, bisogna ricordare che la ghisa accentua ancora di più la caratteristica di raffreddarsi lentamente, con l’aggiunta che anche il riscaldamento dell’elemento avviene piano piano. Pertanto, sono indicati soltanto in spazi nei quali si sta per molto tempo: in una casa di vacanze, ad esempio, potrebbero essere sprecati.

Come scegliere

I radiatori moderni non sono soltanto degli apparecchi indispensabili per riscaldare le nostre case. I designer hanno lavorato sulla funzione e sulla tecnica, creando modelli che assommino caratteristiche estetiche spiccate e mantengano una ottima resa termica. È difficile trovare un impianto che possa fare a meno dei caloriferi.

Per loro natura, riescono a scaldare rapidamente gli ambienti nei quali si trovano, poiché sono di solito realizzati in acciaio e alluminio, due metalli che spiccano per essere degli ottimi conduttori di calore.

D’altra parte, se si riscaldano velocemente hanno anche un’altra interessante caratteristica, ovvero quella di raffreddarsi lentamente: ecco perché sono molto funzionali nelle nostre abitazioni e, in genere, nei luoghi in cui trascorriamo molto tempo.

I migliori sono quelli a piastra, piuttosto piatti e sottili, dalla superficie ampia. Non è raro che tale superficie venga poi decorata, per rendere più gradevole l’insieme. Scegliere questi modelli garantisce un risparmio energetico assicurato, data la capacità che hanno di funzionare egregiamente pur con acqua a basse temperature.

Tuttavia, per essere sicuri di quanti radiatori installare in ciascun ambiente, occorre contattare un sistemista, in modo da non eccedere né da essere in difetto. Di sicuro, oggi non si dovrà più cedere alla funzionalità sacrificando la bellezza: i radiatori moderni possono essere minimalisti o dalle forme arabeggianti, assomigliare ad un quadro o camuffarsi con il resto dell’arredamento, la scelta è talmente varia che non si rimarrà delusi.

Alcuni di questi modelli possono anche essere usati come scaldasalviette da posizionare in bagno, per avere accappatoi e asciugamani sempre asciutti e caldi. Tutti i radiatori funzionano, comunque, allo stesso modo, ovvero sfruttando i principi di convenzione o di irraggiamento.

Nel primo caso, il riscaldamento è più di tipo tradizionale, ma è usato anche da alcuni modelli nuovi. Il radiatore, riscaldato dall’acqua, trasmette il calore all’aria che lo circonda, diffondendolo quindi per tutta la stanza. Lo svantaggio è legato all’aumento della polvere e all’aria che diviene molto più secca.

Inoltre, non consuma poco combustibile. I termosifoni che funzionano per irraggiamento, invece, cedono la maggior parte del calore alle pareti, il che implica anche una minore necessità di liquidi riscaldanti dalla temperatura poco elevata.

Posizione e potenza dei radiatori

Una valutazione che influenza molto la resa dei termosifoni e dei consumi è il posizionamento degli stessi. Un buon funzionamento è legato anche al posto in cui verranno installati, per cui se state acquistando casa in costruzione, non dimenticate di considerare anche questo elemento.

Ovviamente, si sarà in qualche modo vincolati allo spazio a disposizione sulle pareti, alla vicinanza di porte e finestre, alla cubatura dell’ambiente da riscaldare e, per ultimo, al personale gusto in fatto di estetica.

Ricordiamo anche che la posizione in verticale, anche se più difficile da inserire in un contesto d’arredo, risulta anche la migliore dal punto di vista del comfort termico. Potrebbe sorprendere, ma la posizione preferibile per inserire il radiatore è quella con la maggiore dispersione termica, ovvero sotto la finestra.

Tuttavia, dovrebbe essere riparato da eventuali spifferi che possono provenire da un serramento non proprio perfetto, magari inserendovi al di sopra una mensola. La distanza che deve intercorrere tra muro e termosifone deve essere di almeno 5 centimetri; inoltre l’elemento riscaldante deve essere distante dal pavimento altri 10 o 15 centimetri e tra il radiatore e la mensola non devono esserci meno di altri 12 centimetri.

Sarebbe bene non limitare la circolazione dell’aria calda, ostruendo il termosifone con tende molto pesanti o, peggio ancora, posizionandovi davanti cassapanche o mobili. Se si ha la possibilità, sarebbe utile inserire un pannello riflettente alle spalle del calorifero, in modo da evitare la dispersione del calore verso l’esterno.

Per calcolare la potenza dei radiatori si dovrebbe procedere con un conto rigoroso e preciso, che tenga in considerazione il vantaggio della caldaia ma anche della grandezza degli ambienti che si devono riscaldare.

In genere, si può calcolare che la quantità di calore di cui necessita una stanza si ottiene dalla moltiplicazione tra volume dell’ambiente e un coefficiente che tenga conto delle informazioni fornite dalle ditte costruttrici. Una volta effettuato questo calcolo, si avrà cura di scegliere un radiatore che abbia potenza poco superiore a quella precedentemente ricavata.

Ottimizzare i consumi

Ottimizzare i consumi energetici in casa, si può, ma a condizione di seguire alcuni consigli. Alcune delle operazioni che è possibile eseguire riguardano direttamente i termosifoni, per cui è bene prenderne nota. Prima di tutto, si dovrebbe mantenere la temperatura, all’interno dell’abitazione, a non più di 20°C.

In effetti, è quanto previsto dalla normativa corrispondente che, anzi, si spinge oltre e indica i gradi massimi da raggiungere stanza per stanza. Ad esempio, in cucina, non si dovrebbero superare i 15°C. Tuttavia, oltre che alla legge, l’impianto termico deve rispondere anche ad una serie di parametri che dipendono dall’ambiente esterno, dai materiali utilizzati nella costruzione, dai punti di dispersione presenti e dall’altezza dei locali stessi.

Si può poi intervenire in modo semplice ma sostanziale sui singoli radiatori installati in casa: questi piccoli accorgimenti, da soli, consentono di innalzare i gradi di calore di uno o due punti. La nicchia nella quale è situato il termosifone andrebbe isolata, inserendo dei pannelli anche su fianchi e davanzale. È un lavoro piuttosto semplice e non è necessario che venga fatto in fase di ristrutturazione dell’appartamento.

Gli schermi riflettenti sono, poi, un altro ottimo metodo per costruire barriere isolanti che limitino le dispersioni termiche e potenzino il calore percepito. Anche in questo caso, si tratta di un intervento semplice e “fai da te”.

Si dovrebbe, ancora, ricordarsi di sfiatare l’aria accumulata dentro il radiatore qualora ci si accorga che l’elemento non si riscalda allo stesso modo in ogni punto o si sentono dei rumori all’interno. Sono chiari segnali della formazione di bolle d’aria che non consentono una corretta circolazione dell’acqua calda.

Per eseguire questo piccolo intervento in sicurezza, è utile procurarsi un recipiente da porre sotto la valvola e aspettare finché non esce un fiotto d’acqua omogeneo. Se si ha una casa su più piani, si dovrebbe sempre cominciare dai caloriferi posti ai piani più alti.

Manutenzione

La manutenzione corretta del termosifone dovrebbe essere sempre una priorità e non solo quando verifichiamo che si necessita di una qualche riparazione all’impianto o ad un singolo elemento. Una buona manutenzione evita, nei limiti del possibile, interventi di riparazione che possono essere anche molto costosi.

Se si dovesse notare una perdita da un radiatore, che diventa visibile attraverso una chiazza d’acqua stampata sulla parete e, in alcuni casi, sul soffitto si dovrebbe cercare di capire da dove proviene il problema, perché non è detto che la perdita sia lì dove viene fuori la macchia.

L’acqua, infatti, si infiltra dove trova spazio e potrebbe estendersi ad una zona non direttamente interessata da un tubo. Tuttavia, è raro che si possa trovare una macchia d’acqua a più di un metro dalla tubazione sottostante.

Ricordiamo anche che ogni verifica, controllo o intervento sull’impianto può essere effettuata solo da personale con abilitazione, in conformità a quanto previsto dalla legge n. 46/1990. La legge n. 10 del 1991, invece, prevede che ogni anno venga compilato ed aggiornato il libretto centrale oppure quello dell’impianto: la differenza sta nel sistema, centralizzato oppure autonomo.

Nel caso in cui l’impianto sia centralizzato, spetta all’amministratore assicurare il rispetto delle scadenze di manutenzione; se l’impianto è autonomo spetta al proprietario di casa oppure a chi occupa l’appartamento. I termosifoni vanno tenuti puliti con l’aspirapolvere o passando una lunga spazzola tra gli elementi interni.

Non si dovrebbero mai usare, sulla superficie, spugne abrasive, pagliette d’acciaio, acetone, sostanze corrosive. Se ci si accorge di qualche imperfezione nello smalto o di un po’ di ruggine si dovrebbe passare prima una mano di vernice antiruggine e poi lo smalto, evitando di scartavetrare.

Questo passaggio è importante anche se fosse solo graffiato lo smalto, senza che si sia formata ancora ruggine, poiché un piccolo graffio può essere il preludio per una corrosione lenta dell’elemento riscaldante.


FacebookGoogle+TwitterEmail