Sanitari per disabili

In Casa
10 ottobre, 2014

I sanitari destinati all’utilizzo da parte dei disabili sono progettati in modo tale da rispondere alle esigenze di chi si sposta in carrozzina, o delle persone che comunque hanno una limitata capacità di movimento. Dimensioni, forme e materiali dei sanitari per disabili possono essere perciò molto diversi rispetto a quelli destinati alle persone normodotate; per saperne di più, proseguite nella lettura di questa guida.

Sanitari per disabili

Caratteristiche generali di un bagno per disabili

Le persone costrette a muoversi in carrozzina hanno bisogno di un bagno pratico e funzionale, dove tutti i sanitari siano perfettamente accessibili, e che consenta di dedicarsi alle pratiche igieniche con la massima autonomia possibile. L’ingombro è il fattore chiave da valutare, dal momento che bisogna tener conto degli spazi di manovra della carrozzina.

In genere un bagno per disabili, per essere sufficientemente comodo, dovrebbe avere dimensioni di almeno 4 x 4 metri. La larghezza della porta di ingresso deve essere di minimo 85-90 centimetri, ed è indispensabile che l’apertura della stessa sia rivolta verso l’esterno oppure – ancor meglio – sia installata una porta a scomparsa. In entrambi i casi la porta deve poter essere aperta dall’esterno, in modo tale da consentire il soccorso in caso di malore.

In Italia un importante riferimento giuridico relativo alle barriere architettoniche e alla tutela delle esigenze dei disabili è il Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici“. Altre fonti normative cui fare riferimento sono:

  • Legge 9 gennaio 1989, n. 13 “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati
  • Decreto ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche

Il lavabo

Dal momento che il disabile si sposta su una sedia a rotelle, il lavabo deve consentire alla persona di infilarsi sotto di esso per potersi lavare senza bagnarsi: per questo, la sua profondità minima dovrebbe essere di almeno 60-65 centimetri. Inoltre al di sotto del lavabo non devono esservi ostacoli all’inserimento della carrozzina, come ad esempio tubi o elementi di sostegno del sanitario. Secondo quanto previsto dal D.P.R. 503/96, l’altezza massima alla quale collocare il lavabo è di 80 centimetri, ma questa misura è variabile in base alle esigenze specifiche dell’utente. Il lavabo deve essere inoltre corredato di un portasapone, facilmente accessibile, ed eventualmente di un asciugatore elettrico per le mani che sia azionabile mentre ci si trova seduti sulla carrozzina.

Completano la zona lavabo lo specchio e il corrimano orizzontale. Per quanto riguarda lo specchio, le dimensioni di questo accessorio dovrebbero essere di circa 50 x 70 centimetri e la sua installazione avviene a parete inclinando lo specchio verso il basso, in modo tale da consentire ad una persona seduta di vedersi. L’inclinazione ideale, per uno specchio collocato ad un’altezza compresa tra 100 e 180 centimetri dal suolo, è pari a circa il 10%. Accanto al lavandino deve essere collocato un corrimano orizzontale, oppure un semplice maniglione, la cui altezza massima è di 80 centimetri dal pavimento.

Il water e il bidet

Un water per disabili è dotato di una coprisedile mobile, ed oltre ai sanitari “standard” ve ne sono anche di motorizzati che consentono alla persona di alzarsi con maggiore facilità. Il water deve essere collocato ad almeno 40 centimetri di distanza dalla parete, mentre la tazza non deve risultare più alta di 50 centimetri rispetto al pavimento. Il portarotolo di carta igienica deve essere facilmente accessibile, così come i comandi dello sciacquone. In genere si prediligono water sospesi da terra, fissati posteriormente alla parete, piuttosto che quelli appoggiati al pavimento che potrebbero ostacolare i movimenti. Nel caso di persone costrette in modo permanente sulla sedia a rotelle la distanza tra la parete retrostante e la porzione anteriore della tazza del water dovrebbe essere di almeno 80 centimetri; questa distanza si riduce a 60 centimetri circa nel caso di invalidi deambulanti.

Per quanto riguarda il bidet, anche per questo sanitario valgono le specifiche riportate precedentemente per il water. L’unica differenza sta nell’altezza del sanitario, che in genere è di 40 centimetri, ma in molti preferiscono portarlo allo stesso livello del water (50 centimetri dal pavimento). Water e bidet devono essere dotati di maniglioni verticali e di sostegni di sicurezza laterali che consentano alla persona che utilizza questi sanitari di mantenersi in equilibrio.

Esistono anche sanitari speciali che al tempo stesso fungono sia da water che da bidet: questi modelli sono particolarmente utili nel caso di disabili con ridotta mobilità, e oltretutto consentono un notevole risparmio di spazio.

La doccia e altri elementi

Le docce destinate all’utilizzo da parte dei disabili sono progettate per avere un’accessibilità ottimale. Queste docce non sono i tradizionali “box”, bensì sono a pavimento e dotate di un sedile ribaltabile sul quale ci si colloca seduti per lavarsi. È quindi giocoforza che il pavimento della zona interessata dalla doccia sia realizzato con una pendenza tale da consentire alle acque di essere convogliate in un apposito scarico. Ovviamente, dal momento che il disabile si sposta su una carrozzina, non possono essere presenti gradini di contenimento dell’acqua. Una doccia per disabili è dotata di un aspersore fisso/mobile con getto regolabile, collegato ad un tubo flessibile che ne consenta un utilizzo maneggevole. La doccia deve essere corredata di maniglioni antiscivolo.

È importante che il pavimento di un bagno utilizzato da disabili sia realizzato con materiale antisdrucciolo, in modo tale da scongiurare qualsiasi rischio di scivolamento. Nel bagno devono essere collocati dispositivi che consentano alla persona di chiedere aiuto in caso di caduta o malore; tipicamente, questi allarmi sono basati su segnalazioni acustiche oppure ottiche.

Nel caso di persone ipovedenti e non vedenti, è necessario dotare il bagno di apposite piastrelle tattili che consentano di orientarsi in direzione del sanitario di si ha bisogno.

La disposizione dei sanitari

Un bagno utilizzato da un disabile deve essere dotato di sanitari idonei, ma anche la loro disposizione deve essere funzionale. Gli spazi in un bagno infatti sono spesso limitati, ed è indispensabile che i sanitari siano collocati in modo tale da essere facilmente raggiungibili ma al tempo stesso non risultino di intralcio ai movimenti in carrozzina.

Il water, ad esempio, dovrebbe essere collocato a ridosso della parete di fronte alla porta di ingresso del bagno. Intorno a questo sanitario deve essere lasciato un ampio spazio che consenta alla persone di avvicinarsi al water e di manovrare la carrozzina senza essere ostacolati da altri sanitari o mobili. In genere si predilige l’installazione di cassoni esterni, che possano anche essere utilizzati come spalliera; l’azionamento dello sciacquone avviene solitamente con un pulsante collocato all’altezza della carrozzina, con un comando a pressione situato vicino alla tazza oppure con la classica catenella.

La collocazione ideale del lavabo è sulla parete opposta a quella dove si trova il water, ovvero a fianco della porta di ingresso. La sua altezza dal pavimento deve essere di circa 80 centimetri, ed è preferibile un lavabo a mensola che non ostacoli l’avvicinamento della carrozzina. Il bidet deve trovarsi in posizione staccata dal muro, ed essere dotato di uno spazio libero tutto intorno che consenta l’avvicinamento della carrozzina.


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