Stufe a legna

In Casa
10 October, 2014

Chi desidera sperimentare un modo innovativo per riscaldare la propria abitazione, rispettoso dell’ambiente ed economico dovrebbe guardare con interesse alla stufa a legna. Affondano la propria ragione d’essere nel passato, le stufe a legna, ma oggi si trovano in commercio declinate secondo mille stili, proponendosi come un’innovazione dal sapore antico.

Stufe a legna

Caratteristiche

Il riscaldamento domestico è uno dei tasti dolenti del bilancio familiare, oltre che ad essere uno dei principali motivi di inquinamento nella nostra società.

Per entrambi i motivi, quindi, non deve meravigliare se si sta intervenendo in un modo completamente diverso rispetto al passato, pur di provvedere al riscaldamento di casa secondo i principi dell’ecosostenibilità e del risparmio.

Uno dei prodotti ad essere tornati alla ribalta è rappresentato dalla stufa, tipica in passato delle abitazioni di campagna ma oggi riproposta anche per gli appartamenti in città.

Di sicuro, le stufe che vengono suggerite sono, ora, decisamente più accattivanti e con modelli che si contraddistinguono per essere delle vere e proprie soluzioni d’arredo, perfettamente in armonia anche con mobili dalle forme e dai colori contemporanei.

Il design si è impossessato del concetto di stufa, ricreandolo secondo dettami del tutto nuovi, incontrando il gusto anche di chi mai avrebbe pensato a questo oggetto come ad uno di culto da inserire nel proprio appartamento.

In modo particolare poi, le stufe a legna riescono a coniugare le diverse necessità espresse da chi si rivolge a questo genere di installazioni: consumano poco in termini economici, non hanno elevate emissioni di gas nocivi per l’atmosfera e offrono delle prestazioni efficienti.

Inoltre, grazie ai materiali scelti per la costruzione, riescono a diffondere calore anche dopo essere state spente.

Se, prima, ci si doveva accontentare di modelli caratterizzati dal carico manuale, scomodo e fastidioso, ora si può contare su apparecchi automatici e dai controlli digitali, fino ad arrivare alle termostufe che funzionano alla stregua di una vera e propria caldaia, capaci di riscaldare da sole un’intera abitazione.

Certo, la tentazione di paragonare una stufa a legna ad un camino è forte: ma le differenze non mancano, soprattutto per ciò che riguarda lo smaltimento dei fumi.

Con le stufe non si dovrà predisporre necessariamente una canna fumaria di grandi dimensioni e la stessa compattezza dell’apparecchio garantisce una sua più facile collocazione.

Funzionamento

Quali sono le caratteristiche del funzionamento delle stufe a legna? Si tratta di un prodotto sicuro e adatto ad ogni uso? Vediamo insieme i principi fondamentali che possono guidarci nella scelta o meno per questo tipo di impianto.

Le stufe a legna di buona qualità non possono non avere la parte del focolare in ghisa o in altro materiale refrattario, poiché è grazie all’uso di questi composti che il calore accumulato si disperde più lentamente nell’ambiente.

Dalla griglia situata al di sotto della stufa entra l’aria necessaria alla combustione e, regolandone l’apertura, se ne potrà anche determinare l’intensità, rappresentata dalla fiamma che se ne ottiene.

Il calore così prodotto viene ceduto all’ambiente circostante grazie all’uso di ventilatori che aiutano la dispersione anche nei punti più lontani della stanza o della casa. La cenere si accumula sempre nel cassettino sottostante; in più alcuni modelli possono essere completati perfino con un vano forno posto al di sopra del focolare.

La stufa non dovrebbe mai essere attaccata a parete, ma sempre divisa da quest’ultima, oppure meglio ancora, dovrebbe essere messa al centro della stanza, per minimizzare i rischi d’incendio, invero comunque remoti.

Tuttavia, non vi è di che temere; molti modelli di stufa riescono ad occupare addirittura meno di un metro, calcolato in larghezza. Visto che non si tratta di impianti a fiamma libera e non si presentano particolari problemi di tiraggio, possono essere posizionati anche nelle camere da letto, sebbene i regolamenti comunali aiuteranno a far chiarezza in tal senso.

Importante è che il modello acquistato sia a marchio CE, conforme alle vigenti normative, come la Uni En 13240 e, magari, anche certificato da enti autonomi che ne attestino la qualità e i fumi di emissione, come avviene per quegli apparecchi che superano i controlli di qualità Imq (Istituto Italiano del Marchio di Qualità).

I costi delle stufe a legna moderne non sono esattamente contenuti, ma si trovano dei buoni prodotti già a partire dai 1400 euro fino ad arrivare, e superare, i 4500 euro.

Tipologie

Le stufe a legna possono essere di varia tipologia. Spesso, i materiali impiegati racchiudono caratteristiche diverse, da una migliore e maggiore resa ad una più elevata ottemperanza degli standard di sicurezza.

È proprio l’impiego di acciaio, ghisa o materiali simili a garantire una bassa temperatura per le pareti esterne e, comunque, una buona conduzione del calore. Molteplici sono anche gli stili e le forme, consentendo di adattarsi alla perfezione a qualunque ambiente, non per forza quelli marcatamente country.

Le stufe più versatili e, dunque, che meglio s’intonano con appartamenti dall’impronta moderna, sono realizzate in acciaio inox, leggero e veloce nel riscaldarsi; naturalmente, non si possono dimenticare le stufe in pietra o in muratura, molto scenografiche ma bisognose di spazi più ampi.

L’esterno di questi apparecchi, poi, può essere davvero molto diverso e vario e la scelta è pressoché infinita. Si va dalle classiche maioliche, magari dipinte a mano, al marmo; ovviamente, ciascun decoro potrà essere personalizzato in base alle richieste del cliente.

Quelle realizzate in maiolica sono molto tipiche delle baite di montagna e sono di fattura artigianale, similmente a quanto accade per le stufe in pietra. Talvolta, si trovano dei modelli costruiti con pietra ollare, che possiede la particolare caratteristica di cedere il calore all’ambiente circostante anche per irraggiamento.

Nei piccoli paesi di tutto l’arco alpino, e in special modo in quelli di lingua tedesca o comunque posti al confine con terre di tradizioni germaniche, si realizza la Kachelòfen, una particolare stufa artigianale che viene posta in una sola stanza, detta stube, posta tra la cucina e il soggiorno, o comunque nella parte più centrale dell’abitazione, poiché irradierà da qui il calore a tutte le altre stanze.

Vi è ancora l’usanza, viva in alcune parti del Sud Tirolo, di costruirsi la stufa a legna da sé, e ciascun capofamiglia è investito di tale delicato ed importante compito, mentre in altre zone l’opera è lasciata agli esperi “mastri fumisti”.

Rendimento

Non tutte le tipologie di stufe possiedono lo stesso potere calorifico e lo stesso rendimento. Dunque, prima di acquistarne una per il proprio appartamento sarà bene valutarne attentamente i dati tecnici, anche perché alcuni dei valori cambiano a seconda dell’isolamento termico dell’abitazione stessa.

Sicuramente, molto importante è essere a conoscenza del potere calorifico generato dal pellet (gli scarti di legna usati di solito per l’alimentazione). Bisognerà informarsi, quindi, sulla quantità di calore che viene prodotta bruciando un chilo di pellet (o di altro combustibile).

Attenzione però: il potere calorifico prevede due rapporti, uno circa il potere calorifico inferiore (Hi) e l’altro circa il potere calorifico superiore (Hs).

Il potere calorifico superiore si ottiene dalla sottrazione della condensazione del vapore acqueo. Poiché non avviene condensazione durante i processi di combustione, il parametro di riferimento è quello indicato come potere calorifico inferiore, cioè quel calore sprigionato una volta che tutto il combustibile è stato arso.

A voler essere precisi, questa misurazione dovrebbe avvenire in condizioni di pressione costante e alla temperatura tarata prima che si avvii la combustione. La resa termica è importante, perché identifica la quantità massima di calore che una stufa può cedere all’ambiente.

Molto interessanti i modelli a doppia combustione. Moderni o classici, offrono sempre delle rese decisamente elevate e sono assolutamente efficienti anche per ciò che riguarda i dettami ecologici, visto che non si sviluppa mai il monossido di carbonio.

Infatti, con questo innovativo sistema si hanno emissioni di gas serra davvero molto basse e non si necessita neppure di grandi quantità di combustibile, nonostante si riesca ad ottenere calore da mattina a sera con un carico.

Ciò può avvenire perché, con la seconda fase del processo di combustione, si usa praticamente tutto il combustibile a disposizione: il tutto si verifica grazie ad un meccanismo che consente l’ulteriore immissione di ossigeno nella parte più alta della fiamma, che brucia più a lungo.

Installazione e manutenzione

Per installare la stufa a legna bisogna trovare prima di tutto il posto giusto. Come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza, questi apparecchi non dovrebbero mai essere attaccati a parete ma si deve lasciare sempre uno spazio di almeno 35 centimetri posteriormente e sui lati.

Tuttavia, se l’aria calda esce anche dal retro, si dovrà provvedere alla coibentazione della parete retrostante, montandovi su un pannello ignifugo.

Allo stesso modo si dovrà procedere per l’installazione sul parquet o sulla moquette: sarà necessario prevedere un pannello di materiale resistente alle alte temperature e più ampio della stufa stessa di almeno 30 centimetri per ciascun lato.

Deve essere garantita, inoltre, un corretta evacuazione dei fumi e un ricambio d’aria costante per la combustione. Naturalmente, per ottenere ciò, si devono predisporre delle apposite aperture verso l’esterno che non devono mai essere ostruite e devono essere protette da adeguate griglie metalliche.

La manutenzione della stufa a legna deve essere costante e deve essere condotta almeno una volta all’anno, presumibilmente durante l’estate o, comunque, durante un periodo nel quale non viene usata.

È molto importante che si controlli, da parte di tecnici specializzati, il tiraggio della canna fumaria: meglio ancora rivolgersi allo stesso centro assistenza del marchio acquistato.

Allo stesso modo, si dovrà provvedere alla pulizia di tutti gli elementi che compongono la stufa, a partire dal focolare, passando per i tubi di raccordo e per le griglie di combustione soggette, a causa delle elevate temperature, a deformarsi.

La manutenzione ordinaria, invece, si baserà su una breve ma quotidiana pulizia del braciere, in modo da non permettere la formazioni di incrostazioni che potrebbero ostruire i fori. La cenere, invece, non va rimossa finché il cassettino non è colmo, dato che mantenerne anche solo un poco sul fondo è, in realtà, un ottimo isolante e aiuta la combustione.

Combustibili

I combustibili per alimentare le stufe sono molteplici: principalmente parleremo di quelle il cui funzionamento prevede l’uso di legna o di pellet, ma è bene sapere che ne esistono anche di alimentate a gas, carbone o gasolio.

Chiaramente, gas e gasolio hanno una resa maggiore rispetto agli altri combustibili ma sono anche molto più inquinanti di pellet e legna. Il carbone è molto difficile da trovare sul mercato e, in sostanza, i modelli che prevedono questa alimentazione sono i meno usati; mentre non sussiste alcuna complicazione per le bombole di gas o per il gasolio.

La legna, a dispetto di quanto molti erroneamente credono, non provoca inquinamento atmosferico ed è un materiale eco-compatibile dato che si tratta di un materia prima naturale e la cui combustione rientra appieno nel ciclo della natura stessa.

Inoltre, legna e biomasse sono molto più economiche di altri tipi di combustibile e quindi sono più convenienti per mantenere in ordine il bilancio domestico. La legna è riciclabile e si può usare anche se si tratta di scarti di lavorazione, come avviene con il pellet, che altro non è che segatura pressata attraverso un macchinario apposito.

I costi sono diversi, a seconda della zona nella quale si vive, ma si può avere un’idea della spesa media da affrontare con i dati che qui riportiamo. In città, va detto, i prezzi salgono e così si può acquistare un quintale di legna a 17 euro, mentre in montagna il costo scende anche a 10 euro al quintale.

Venti chili di tronchetti pressati vengono all’incirca 3 euro e 50; il pellet va a più o meno 37 euro al quintale, ma bisogna tener presente che il suo rendimento è superiore a quello della legna. I migliori tipi da usare per alimentare la stufa sono le essenze di faggio, robinia, rovere, betulla, carpino, olivo, frassino, castagno, abete sempre opportunamente stagionati.


FacebookGoogle+TwitterEmail