Cesti natalizi
Panettone, pandoro, vini, torrone, lenticchie, cotechini e persino limoncello e datteri: il cesto natalizio si può riempire come meglio si vuole ed è in grado di soddisfare le esigenze di tutti.

Tradizione
Ne è passato di tempo da quando il “promesso sposo” Renzo Tramaglino strattonava per le zampe un bel paio di capponi da portare in dono all’Azzeccagarbugli. Ciononostante, la pratica di offrire in dono del cibo – ad esempio frutta o verdura di stagione – è tutt’altro che passata di moda, come dimostra la tradizione del cesto natalizio, oggi più viva che mai.
Basti pensare, ad esempio, alle nostre nonne. Abituate a vivere nelle ristrettezze economiche dei tempi di guerra, conservavano l’abitudine di portare in dono ad amici e conoscenti pacchetti di caffè o scatole di biscotti secchi, e nemmeno prendevano in considerazione la possibilità di presentarsi da loro con una pianta o un mazzo di fiori.
All’origine di questa pratica, diffusa praticamente in tutto il globo, c’è con ogni probabilità il valore attribuito al cibo dalle popolazioni arcaiche e rurali, per le quali si trattava di uno dei beni più preziosi. Condividerlo con altri serviva perciò a cementare alleanze e amicizie.
Per alcuni antropologi lo scambio di doni è infatti, di per sé, un atto utile a rinforzare i legami sociali, poiché induce le persone ad avere fede le une nelle altre. I donatori devono infatti avere fiducia nella capacità dei destinatari di ricambiare, un giorno, il favore, secondo modi e tempi scelti da questi ultimi.
Nel dono di cibo e bevande forse si può forse rintracciare anche qualche elemento in più. Chi regala agli amici la frutta del proprio albero o la verdura del proprio orto vuole condividere il piacere della raccolta e, al contempo, mostrare di avere a cuore il benessere dei destinatari.
Il messaggio sottointeso è, in altre parole, “mi prendo cura di te”. Lo stesso principio vale anche per i cesti di Natale che, soprattutto in tempi di crisi economica, saranno apprezzati dai destinatari, che gradiranno la scelta di un dono totalmente “antispreco”.
Cesti per le aziende
Tra i maggiori sostenitori del cesto come dono natalizio ci sono le aziende, che spesso lo scelgono come omaggio ai propri dipendenti in occasione delle festività. La versione più comune scelta dalle imprese per omaggiare i propri collaboratori è il cesto natalizio che comprende un panettone (o un pandoro) e una bottiglia di spumante.
Ci sono tuttavia anche società che preferiscono elargire ai propri collaboratori pacchetti più ricchi, che ad esempio comprendano anche qualche altro dolce tradizionale o un’agenda per il nuovo anno.
Quel che è certo, è che regalare ai dipendenti un cesto aziendale con prodotti alimentari in occasione delle festività natalizie è una soluzione sicura, che verrà apprezzata da tutti o quasi. Come dicevamo, soprattutto in tempi di crisi economica i lavoratori gradiranno la scelta di non aver dilapidato parte del patrimonio aziendale in doni di poca utilità.
E’ bene però che chi, all’interno dell’azienda, ha l’incarico di curare i cesti natalizi rifletta con attenzione su prodotti e produttori a cui affidarsi. Bisogna aver chiaro infatti che l’obiettivo non deve essere quello di soddisfare i gusti del management o dell’ufficio marketing, bensì quelli di una nutrita schiera di lavoratori, spesso assai diversi tra loro.
Meglio dunque “buttarsi sul classico”, preferendo spumanti e panettoni/pandori tradizionali a prodotti più inconsueti, ed evitare stramberie che potrebbero non essere capite da tutti.
Attenzione anche a non lesinare sul prezzo: chi ha lavorato in una grande azienda sa che al rientro delle vacanze natalizie una delle attività più intense tra i dipendenti sarà il commento sui doni ricevuti.
Il cesto natalizio aziendale non sfuggirà a questo “processo”: in caso di budget limitato, è preferibile perciò offrire ai dipendenti cesti semplici ma di buona qualità piuttosto che confezioni ricche di prodotti scadenti. E, naturalmente, optare per un regalo identico per tutti, al fine di evitare malumori e incomprensioni.
Per la beneficienza
Se i nostri destinatari sono persone attente, sensibili e hanno a cuore le sorti del mondo, non si può non prendere in considerazione la possibilità di regalare loro un cesto natalizio realizzato da un’associazione o un ente benefico. Soprattutto negli ultimi anni si sono moltiplicate le proposte da parte delle realtà No Profit, per cui non resta che l’imbarazzo della scelta.
Nelle piazze delle più grandi città sono spesso presenti i tendoni organizzati dalle botteghe del Commercio Equo e Solidale, presso i quali si può richiedere il confezionamento di un cesto natalizio su misura.
I prodotti disponibili sono quelli tipici di questi enti (caffè, cioccolato, spezie,…) e altri appositamente pensati per queste festività, come versioni particolari del panettone (ad esempio confezionato in sacchetti cuciti a mano) o, ancora, vari tipi di torrone e di croccante.
Come per le altre attività del commercio equo e solidale, anche la vendita dei prodotti natalizi si inserisce in un’ottica di sostegno alle piccole produzioni del Paese in via di sviluppo e di lotta allo sfruttamento.
Un altro regalo interessante può essere fatto acquistando i panieri proposti dalle associazioni che si occupano di lotta alla mafia e che hanno avviato produzioni biologiche di ulivi, grano e viti proprio sui terreni confiscati alla criminalità organizzata.
Si può optare altrimenti per un cesto natalizio che vada a sostegno della ricerca contro il cancro o per la cura delle malattie rare: sono moltissime le associazioni, grandi e piccole, che in occasione del Natale si attivano per la vendita di questi pacchi dono, in tutte le città.
Per chi avesse dei dubbi sull’opportunità di questo genere di regali, è meglio chiarire infine che acquistare un cesto “solidale” non è soltanto un’azione di beneficenza.
Spesso gli alimenti contenuti sono il frutto di coltivazioni biologiche o provengono da piccoli produttori che utilizzano ancora metodi tradizionali: donare un cesto realizzato da queste associazioni non è solo una “buona azione”, ma anche un modo per offrire al destinatario del regalo la possibilità di assaggiare prodotti di indubbia qualità e dal gusto genuino.
Cesti fai da te
Se le proposte degli esercizi gastronomici o delle associazioni di volontariato non rispondono completamente alle proprie esigenze, si può prendere in considerazione l’idea di realizzare dei cesti natalizi “fai-da-te”. Richiedono un po’ di tempo in più, ma offrono anche indubbi vantaggi rispetto alle versioni già pronte.
Il primo è quello di avere sotto controllo la scelta di ogni singolo prodotto e quindi di poter gestire il proprio “investimento economico” in modo più puntuale. Realizzare da soli un cesto di Natale permette inoltre di combinare prodotti provenienti da diversi fornitori, ottenendo quindi una varietà maggiore e quindi di poter meglio soddisfare i gusti del destinatario.
Per ultimo, i cesti natalizi autoprodotti consentono anche una maggiore personalizzazione, persino nella scelta del nastro o della carta regalo, e possono quindi comunicare al destinatario un’attenzione particolare nei suoi confronti. Vediamo come procedere.
Innanzitutto, occorre acquistare un cesto natalizio (in vimini, ma anche in materiali meno comuni come paglia o rattan) presso uno dei molti banchetti che compaiono nelle strade prima delle festività. In alternativa, si possono trovare a volte presso supermercati, nei negozi di erboristeria o, ancora, dai fiorai.
I pacchetti possono essere disposti a piacimento, ma con criterio: ad esempio, meglio posizionare le confezioni più grandi sul retro, in modo che non nascondano alla vista i pacchetti più piccoli.
Solitamente gli interstizi tra le confezioni e il fondo del cesto sono riempiti con paglia sintetica, ma per un pacco più originale si possono utilizzare anche caramelle, cioccolatini o frutta secca in guscio.
A questo punto è fatta: si dispone su una superficie piana un foglio di carta trasparente, si colloca il cesto al centro, si afferrano i quattro angoli e si fermano con alcuni punti di pinzatrice. Si decora poi la chiusura con un fiocco, e il cesto natalizio è pronto. Meglio non dimenticarsi, però, di allegare anche il biglietto di auguri.
Consigli e abbinamenti
Come abbiamo visto, per assicurarsi il successo del proprio cesto regalo è bene puntare sulla personalizzazione e l’attenzione ai gusti del destinatario. Ci sono alcune indicazioni che possono valere in molti casi e di cui si può tenere conto.
Se, ad esempio, il cesto è destinato a una famiglia con bambini, non dobbiamo dimenticare di far inserire dolciumi, snack e caramelle. Nel caso di un cesto natalizio fai-da-te, si può aggiungere anche un piccolo gioco di società, (ad esempio un tangram o un mazzo di carte per il gioco del Mercante in Fiera,) che sicuramente sarà apprezzato nei pomeriggi o nelle serate di queste feste invernali.
Nel caso di un uomo o una donna appassionati di buona cucina, è ovvio puntare su un piccolo gruppo di prodotti gastronomici di qualità (vini d’annata, salumi e formaggi selezionati, salse o confetture più ricercate), ai quali può essere unito un “attrezzo del mestiere”, come un cavaturaccioli di tipo professionale nel caso di un amante dei vini.
Se il buongustaio invece apprezza in modo particolare la cucina etnica, potrebbe accogliere con entusiasmo un piccolo cestino pieno di bustine di spezie preziose come vaniglia e zafferano.
Lettrici e lettori accaniti potrebbero invece gradire un cesto dove, insieme a una buona selezione di the o tisane, facciano capolino anche dei libri scelti appositamente per loro. Più in generale, il cesto natalizio è un tipo di regalo che può declinarsi in modo da soddisfare le preferenze di ognuno ed è in grado di resistere anche all’avanzare dei tempi.
Nessuno vieta di confezionare, ad esempio, cesti con tavolette di cioccolato, caramelle e DVD per i più giovani o, invece, con CD o cofanetti per i musicofili. I calendari d’autore possono essere invece un modo per augurare un nuovo anno agli amanti delle belle arti o della fotografia.
Le persone più anziane o chi è noto per i suoi gusti più classici potrà invece preferire cesti tradizionali, con pandoro, panettone, lenticchie, torrone e una bottiglia di spumante italiano.
Cesti natalizi con prodotti particolari
Non possiamo infine permetterci di trascurare le esigenze particolari di chi, per scelta o per necessità, consuma alimenti seguendo criteri più rigidi. Parliamo ad esempio delle persone che consumano prodotti di provenienza biologica o biodinamica e di chi ha deciso di seguire una dieta vegetariana o vegana.
Ancora di più, dobbiamo assolutamente tenere a mente la presenza di eventuali allergie o intolleranze alimentari nel nostro destinatario o nei membri della sua famiglia.
Ricordiamo ad esempio che per le persone celiache (ovvero intolleranti al glutine) sono off-limit tutti i prodotti derivati dai cereali loro “vietati”, come le farine a base di frumento, avena, segale, orzo, farro, spelta, kamut, il pane, la pasta e, naturalmente, anche pandori e panettoni.
Fino a qualche anno fa, sarebbe stata per loro una scelta obbligata rinunciare anche a pandoro o panettone; per fortuna negli ultimi tempi alcuni imprenditori hanno deciso di rivolgersi anche a questa importante fetta di mercato.
Sono perciò disponibili ora, anche degli speciali panettoni e pandori senza glutine, che possono essere il prodotto forte di un cesto per persone celiache. In caso di dubbi, comunque, meglio consultare i siti dedicati.
Ugualmente, in caso di persone affette da diabete, possiamo rivolgerci alle farmacie, dove solitamente è possibile acquistare panettoni e pandoro senza zucchero, nei quali cioè sono utilizzati dolcificanti alternativi.
Il discorso è più semplice se dobbiamo pensare a un cesto dedicato a persone vegetariane o vegane. Nel primo caso, a parte evitare cotechini o salumi, confezionare un cesto non dovrebbe creare troppi problemi. Nel dubbio, sono anche disponibili cesti già confezionati dove sono presenti prodotti che seguono esclusivamente questi criteri di produzione.
Nel caso di persone vegane (che, ricordiamo, evitano anche il latte, i latticini, le uova e i prodotti derivati) per evitare incidenti diplomatici sarà meglio proporre un cesto ricco di frutta secca, caffè, the, tisane e spezie e lasciare da parte prodotti più lavorati di cui non siamo in grado di tracciare l’intero ciclo produttivo.