Macchina da caffè

15 maggio, 2013

Per quanti di noi la “pausa caffè” è un momento sacro della giornata, atteso e preparato con cura e dedizione? Ecco perché la scelta di una buona macchina da caffè diviene essenziale per la preparazione di una bevanda gustosa ed aromatica. In questa guida conosceremo più da vicino le sue caratteristiche, attraversandone la storia ed incontrando gli ultimi modelli presenti sul mercato. Buon caffè a tutti!

Il caffè

Del caffè, bevanda storicamente presente sulle nostre tavole, si sente parlare in abbondanza, che si tratti di studi di settore, aumenti dei prezzi o semplicemente “dettagli tecnici”. La consuetudine, come spesso accade, dissolve le domande, e l’abitudine ha la meglio sulla curiosità.

Così non tutti oggi conoscono la vera origine di questa scura e magica bevanda, né le varie fasi legate alla lavorazione dei chicchi di caffè, dalla raccolta alla torrefazione alle nostre tazzine.

Il caffè è un arbusto che può raggiungere i 7-8 metri di altezza, in media mantenuto artificialmente attorno ai 2, originario dell’Africa ma attualmente molto diffuso in tutto il mondo. I due semini contenuti nella bacca vengono raccolti per divenire in seguito “chicchi” dopo essere sottoposti ad un accurato processo di torrefazione.

Per intenderci, al termine del processo il chicco assume la colorazione scura che tutti associamo al caffè. Nelle piante di caffè è presente un alcaloide detto caffeina, che ha tra le sue numerose proprietà quella di stimolare il sistema nervoso e la vasodilatazione.

Tra i fattori che contribuiscono alla popolarità della bevanda c’è infatti la sua presunta proprietà “rigenerante”: chi non prende un caffè quando desidera sottrarsi all’abbraccio di Morfeo?

Vi sono poche principali specie di caffè coltivate in larga scala in diverse aree del pianeta, sulle circa 60 conosciute: La Coffea arabica, che genera la varietà Arabica, appunto, ed è caratterizzata dal basso contenuto di caffeina dei semi. Si tratta probabilmente della varietà più conosciuta e coltivata, in particolare nelle varietà “moka”, “tipica” e “bourbon”.

La Moka, tipologia più nota, è caratterizzata da grani piccoli, particolarmente profumati e di colore verde rame. La Coffea Liberica, non particolarmente diffusa e coltivata principalmente tra l’Africa e le Filippine.

E’ originaria della Liberia e del territorio della Costa d’Avorio; La Coffea Robusta, i cui grani sono molto ricchi di caffeina, pianta coltivata anche per via della sua ottima resistenza alle malattie.

E’ originaria dell’Africa; La Coffea Excelsa, scoperta in Africa nei primi anni del ’900, Le altre varietà vengono di solito coltivate localmente, in aree specifiche e ristrette (coffea mauritiana, coffea racemosa, coffea cogencis, ecc).

Le prime macchine

Il caffè, d’accordo. Ma come consumavano la bevanda i suoi primi estimatori? Quali accorgimenti utilizzavano per prepararla? E soprattutto, quali strumenti? Parlare di caffè, anche oggi, vuol dire necessariamente far riferimento all’elettrodomestico utilizzato per la preparazione della bevanda, volgarmente conosciuto come “macchina da caffè”, ma risulterà quantomai indispensabile distinguere, quando parliamo di macchine per il caffè, le caffettiere moka dalle macchine per il caffè espresso.

La storia delle macchine da caffè è la storia di un progressivo affinamento tecnologico. Le prime macchine da caffè erano infatti particolarmente grandi ed ingombranti. E’ del 1902 e tutta italiana la macchina per il caffè espresso, grazie alla quale numerosi bar cominciano ad adottare e proporre questa bevanda. La soluzione tradizionale per ottenere caffè “casalingo”, la cosiddetta moka, nasce sempre nel nostro paese nel 1933 per mano di Alfredo Bialetti.

Dalla caratteristica ed inconfondibile forma, con il corpo di alluminio e la maniglia scura di bakelite, la moka consente di preparare caffè riempiendo d’acqua un bollitore sul quale è incastrato il filtro ad imbuto che contiene il caffè macinato: la bevanda fuoriesce per infusione nella parte superiore con il surriscaldamento dell’acqua.

Per tanti italiani, oggi, la moka è ancora il modo più pratico ed economico per preparare un buon caffè. Prestando attenzione, ovviamente, alla pulizia della guarnizione ed a spegnere la fiamma al momento giusto. Con la scelta delle giuste miscele, una piccola moka ci consente ancora oggi di gustare un ottimo caffè preparato secondo tradizione.

La moka ha una vicina parente molto nota ed attualmente caduta quasi in disuso, la cuccumella o caffettiera napoletana. Costituita da 5 elementi assemblati ad incastro e caratterizzata da un lungo beccuccio ricurvo, esisteva in differenti taglie.

Il caffè, una volta raggiunta l’ebollizione dell’acqua, si accumulava in un serbatoio specifico dal quale poteva essere versato grazie al beccuccio. Il gusto finale è leggermente diverso da quello di un caffè preparato con la moka o con una macchinetta automatica.

Caratteristiche

Come abbiamo visto, un buon caffè è il prodotto non soltanto delle giuste miscele (vedi perizia nel dosaggio) ma anche di una mano “allenata” e di macchine o sistemi di filtraggio adeguati, in grado di preservare, esprimere e valorizzare l’aroma di una varietà di caffè o di una miscela.

Tradizionalmente, almeno nel nostro paese, la preparazione del caffè è attività prevalentemente casalinga o limitata a bar e strutture dotate di macchinari appositi.

In parole povere: il caffè si prende a casa o al bar, e può non essere la stessa cosa. Questo perché la preparazione “da bar” si affida a macchinari complessi, mentre per le soluzioni casalinghe si può ricorrere ad artefatti decisamente meno ingombranti.

Le moderne macchine per il caffè “consumer” consentono oggi di effettuare, all’acquisto, una scelta mirata, optando su numerosi soluzioni estetiche e funzionali, senza rinunciare al gusto ed alla qualità del migliore espresso e dotandosi di apparecchi pratici, economici e poco ingombranti.

Se un tempo la moka e le sue “sorelle” erano l’unica strada percorribile per chi volesse preparare un buon caffè restando comodamente a casa, oggi le possibilità offerte dalla tecnologia sono tante. E per tutte le tasche. La scelta avviene principalmente tra le macchine per il caffè espresso e quelle per il caffè americano, più noto come caffè lungo.

Una macchina per il caffè ha mediamente una forma più o meno arrotondata, mantenendosi su un’altezza di 30 cm circa ed un peso non eccessivo, ma comunque variabile, dai 3 kg in su. Consente di riempire una o due tazze alla volta, ma vi sono anche modelli da 4.

Tipologie

Le parti essenziali che la compongono sono: un serbatoio per l’acqua, una pompa, una caldaia, un filtro, un porta filtro, un porta cialde o il recipiente per il caffè macinato. Può essere da incasso o da appoggio, e nel primo caso richiede, per esser collocata ad esempio in cucina, spese e modifiche maggiori.

Un’ulteriore classificazione possiamo effettuarla per tipologia: abbiamo infatti macchine automatiche e manuali, o combinate. Possono ricorrere a cialde, miscele o capsule e consentire la preparazione a scelta di caffè lungo o ristretto; Per chi non vuole rinunciare al contatto il caffè in grani, meglio acquistare una macchinetta ad hoc, valutando anche la capacità del recipiente destinato ad ospitare il caffè da macinare.

Il tipo manuale richiede che il porta filtro venga ricaricato tutte le volte che prepariamo il caffè, proprio come al bar. In una macchina automatica la ricarica è invece, appunto, automatica.

Il modello combinato consente entrambe le opzioni. Le cialde monodose sono particolarmente comode: non dobbiamo preoccuparci eccessivamente della pulizia, e preparare un caffè diviene un gioco da ragazzi. Una macchina che utilizza le cialde, inoltre, spesso ci consente anche di fare altro: ad esempio, inserire cialde di latte, the o cioccolata. O scegliere miscele di decaffeinato.

Frequente è la combinazione macchina-marca di cialde: possiamo infatti acquistare in comodato d’uso una macchina da caffè con l’unico obbligo di rifornirci periodicamente (ad esempio mensilmente) di cialde. Valutare anche i materiali: è importante che la caldaia e i rivestimenti siano in acciaio inox, più facile anche da pulire.

Macchine per il caffè espresso

Il caffè “espresso” (ovvero veloce) è quello che consumiamo quotidianamente al bar. I macchinari in dotazione negli esercizi pubblici sono solitamente molto complessi e costosi, e consentono di ottenere un caffè particolarmente aromatico e concentrato.

Il sistema di funzionamento prevede che, in questi macchinari, l’acqua bollente, dopo aver seguito uno specifico percorso venga a contatto con il caffè polverizzato: i vari passaggi rendono il prodotto finale molto più sensibile ad esempio ad una cattiva manutenzione delle parti ed alla finezza della macinatura.

Il caffè espresso è un’invenzione tutta italiana, datata 1902. La prima macchina fu brevettata dall’ingegnere milanese Giuseppe Bezzera, ed in seguito utilizzata in grande scala. Una macchina per il caffè espresso “consumer” è invece destinata principalmente alla casa o all’ufficio.

Il funzionamento è a pressione, e segue gli stessi meccanismi delle macchine da bar: oli essenziali ed aromi vengono estratti ad alta pressione, il cui valore oscilla attorno ai 15 bar. L’utilizzo è praticissimo: si riempie l’apposito serbatoio d’acqua, e si attiva l’apparecchio riscaldandolo.

Un porta filtro, nelle manuali, ospita i filtri pieni di caffè che pressati ed inseriti nell’apposito incastro, azionano l’erogazione. Le macchine che utilizzano cialde operano invece in modo automatico. Se il serbatoio è riempito per più di un caffè, l’erogazione si blocca automaticamente o in ogni caso può esser controllata se preferiamo un caffè ristretto.

Molto utili sono le spie di segnalazione, se presenti, che ci indicano quando il serbatoio è vuoto evitando di azionare la macchina e provocare danni. Le tante aziende che investono nel settore propongono modelli di differenti dimensioni e tipologie, da modelli che includono la funzione cappuccino a prodotti dall’ottimo design e dai costi elevati.

Caratteristiche da valutare nell’acquisto di una macchina per il caffè espresso:

  • la praticità dell’interfaccia : quanto le funzioni ed i comandi sono accessibili e comprensibili;
  • la presenza o meno di controlli elettronici;
  • la presenza di un erogatore di vapore per il latte;
  • varietà e tipologia delle ricariche;
  • la capacità del serbatoio dell’acqua;
  • la presenza o meno di un display digitale, comunque non indispensabile;
  • il peso;
  • la possibilità di eliminare il calcare o di funzioni ad hoc;
  • ulteriori funzioni aggiuntive (macinino, vapore, ecc);
  • la presenza di un selettore di aroma (con cui regolare, ad esempio, quanto caffè far colare in ogni tazza);
  • quante tazze consente di riempire contemporaneamente;
  • la presenza di un vassoio raccogli gocce e la sua estraibilità;
  • la possibilità di preparare un cappuccino e la presenza di appositi dispositivi;
  • il gruppo erogatore, il serbatoio e le altre parti devono essere facilmente smontabili per poter procedere agilmente alla pulizia;

Il prezzo di una macchina per l’espresso può variare notevolmente a seconda del modello. Dai 50 euro dei modelli più spartani possiamo lievitare notevolmente se ricerchiamo modelli sofisticati e ricchi di funzionalità. Particolarmente utile il supporto di prodotti come disincrostatori e tavolette sgrassanti per la pulizia della nostra macchina.

Consigli per l’acquisto…e la preparazione

Acquistare una macchina da caffè? Si, ma poniamoci preliminarmente qualche interrogativo. Anzitutto chiediamoci per quanti caffè la utilizzeremo: può rivelarsi superfluo l’acquisto di costose apparecchiature se poi il loro utilizzo sarà limitato ad una o due volte al giorno.

Al contrario, se il contesto d’uso richiederà la necessità di preparare molti caffè, anche contemporaneamente, meglio puntare su modelli in grado di preparare più tazze, come i modelli da quattro.

L’acquisto di una caraffa termica può poi rivelarsi essenziale se dobbiamo portar via il caffè o consumarlo a distanza: teniamo conto però che il gusto del caffè non si conserva a lungo, e dopo un’ora circa tende drasticamente a peggiorare.

Nella scelta, poi, fondamentale può rivelarsi un piccolo studio preliminare della collocazione dell’apparecchio: stiamo attenti a scegliere un apparecchio che possa essere contenuto sul piano d’appoggio a cui lo destineremo.

Se cerchiamo macchine che ci consentano di produrre un buon cappuccino, stiamo attenti all’altezza dei beccucci di erogazione, specialmente se contiamo di inserirvi tazze molto alte.

Valutiamo anche la possibilità di acquistare una macchina con incorporata la funzione di spegnimento automatico: ci consentirà di risparmiare energia. Chiediamo anche ad amici, ed eventualmente testiamo i loro modelli: potrà essere un esercizio utile, anche per valutare come il prodotto finale può cambiare di modello in modello e di miscela in miscela.

Infine, qualche suggerimento. Per chi fosse attratto da tutto ciò che gravita attorno alla bevanda consigliamo un avvicinamento mirato ed oculato alla materia, che si nutra anche del confronto con letture, amici, siti internet e forum.

Per la sua popolarità il caffè ha ispirato non soltanto grandi film, ma è diventato addirittura oggetto di una mantica, la caffeomanzia, che si vanta di poter scrutare nei fondi delle tazze di caffè i profili di questo o quell’avvenimento a venire della persona consultante.

Alcuni, per tradizione, assimilano la preparazione del caffè ad una vera e propria arte, e non a torto, in particolare per noi italiani. Insomma: qualunque sia la vostra preferenza, buona scelta, e buon caffè!


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