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	<title>Guida Prodotti</title>
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		<title>Tagliando auto</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Periodicamente la nostra automobile ha bisogno di essere sottoposta ad un accurato check-up, ovvero il tagliando, che permette di individuare ed eventualmente risolvere alcuni problemi, prolungando così la vita del veicolo. In questa guida potrete trovare informazioni utili sul tagliando auto e sui suoi costi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2105" title="Tagliando auto" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/tagliando-auto.jpg" alt="" width="600" height="389" /></p>
<h2>Cos&#8217;è il tagliando</h2>
<p>Il tagliando auto è un controllo accurato dell&#8217;autovettura finalizzato a garantire la lunga vita del veicolo e a mantenerlo efficiente e sicuro nel tempo. Nel corso di questo check-up periodico l&#8217;autovettura viene messa a punto secondo quanto indicato dalla casa automobilistica.</p>
<p>Gli interventi eseguiti nelle officine riguardano, principalmente:</p>
<ul>
<li>verifica della pressione degli pneumatici e della gomma di scorta, e del loro grado di usura;</li>
<li>sostituzione delle pastiglie dei freni;</li>
<li>controllo delle sospensioni;</li>
<li>controllo delle cinghie di trasmissione;</li>
<li>rabbocco del livelli dei liquidi (es. di raffreddamento, del servosterzo, liquido lavavetri…);</li>
<li>sostituzione dei filtri (aria, gasolio…);</li>
<li>cambio dell&#8217;olio motore;</li>
<li>ricarica del climatizzatore;</li>
<li>controllo del funzionamento delle luci esterne ed interne;</li>
<li>controllo delle condizioni dei tergicristalli e del lavavetri;</li>
<li>verifica di eventuali perdite nel motore;</li>
<li>controllo della marmitta.</li>
</ul>
<p>Naturalmente questo è un elenco generale; nel corso dell&#8217;ispezione il personale dell&#8217;autofficina, sulla base delle condizioni del veicolo, può decidere se sia opportuno o meno effettuare altri controlli.</p>
<h2>Quando bisogna farlo</h2>
<p>Il tagliando auto è un&#8217;operazione che viene eseguita seguendo un preciso calendario basato su due parametri: il tempo passato oppure il chilometraggio percorso dal momento dell&#8217;acquisto (o dell&#8217;ultimo tagliando). Nel caso di una nuova autovettura il primo tagliando in assoluto viene effettuato entro il primo anno di vita dell&#8217;automobile, e comunque al raggiungimento di 10.000 chilometri di percorrenza.</p>
<p>Tipicamente si possono trovare tre diversi intervalli, e il tagliando va effettuato al raggiungimento di una delle due scadenze:</p>
<ul>
<li>tagliando ogni 15.000 o 20.000 chilometri, oppure da effettuarsi ogni uno o due anni;</li>
<li>tagliando ogni 30.000 chilometri;</li>
<li>tagliando ogni 30.000 – 50.000 chilometri, oppure ogni due anni (in questo caso si tratta dei cosiddetti <em>tagliandi longlife</em>).</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda le autovetture recentemente acquistate, le case produttrici indicano precise scadenze dei tagliandi da effettuare. Il loro rispetto è indispensabile affinché il veicolo possa continuare a godere della garanzia prevista; nel caso questi controlli non venissero rispettati si verifica la decadenza immediata della garanzia dell&#8217;autovettura. Rispettare le scadenze periodiche dei tagliandi non rappresenta esclusivamente un &#8220;obbligo&#8221;, ma un&#8217;operazione indispensabile affinché la propria autovettura possa sempre trovarsi in condizioni perfette di sicurezza ed efficienza.</p>
<p>Alcuni modelli di autovetture sono dotate di un sistema di sensori collegati alla centralina che permettono di elaborare i dati rilevati e indicare all&#8217;utente se e quando è necessario provvedere al tagliando. In questo caso il chilometraggio non è solo a scadenze fisse, bensì varia in funzione di diversi parametri come ad esempio lo stile di guida, le caratteristiche del mezzo e il grado di usura delle componenti meccaniche.</p>
<h2>Costo tagliando auto</h2>
<p>Essendo un&#8217;operazione articolata che prevede la verifica ed eventualmente la sostituzione di diverse componenti, non è possibile stabilire in anticipo quanto verrà a costare il tagliando auto.</p>
<p>Una delle voci più importanti che possono far lievitare il costo finale è naturalmente rappresentata dai pezzi di ricambio, che devono essere conteggiati non solo come costo di ciascun elemento ma anche come tempo impiegato in verifiche e sostituzioni. La manodopera è infatti un&#8217;altra delle voci di spesa più importanti del tagliando.</p>
<p>Una grande differenza nel conto finale si può notare anche da un&#8217;autovettura all&#8217;altra: infatti, come facilmente intuibile, le case automobilistiche più prestigiose applicano prezzi maggiori ai loro ricambi. Lo stesso vale per le officine monomarca di case automobilistiche di fascia superiore, che spesso fanno pagare i propri servizi di più rispetto alle altre. In generale, è possibile risparmiare qualche decina di euro presso le officine multimarca oppure rivolgendosi alle autofficine appartenenti a grandi catene specializzate.</p>
<p>Per quanto riguarda i prezzi, come detto, la forbice è piuttosto ampia: si va solitamente da un minimo di 200 sino a diverse centinaia di euro. Dal momento che è in gioco la propria sicurezza e quella degli altri utenti della strada, tuttavia, per il tagliando auto si consiglia di non cercare il risparmio a tutti i costi. È sempre meglio spendere qualcosa in più ma avere la certezza di riparazioni e manutenzione effettuati da professionisti, e che prevedono l&#8217;esclusivo impiego di ricambi di qualità.</p>
<h2>Autofficina indipendente o di marca</h2>
<p>Per quanto riguarda il mantenimento dei diritti relativi alla garanzia del veicolo, sino ad alcuni anni fa era vincolante usufruire dei servizi delle autofficine autorizzate dal marchio della casa produttrice. In anni recenti, prima nel 2002 e successivamente con il Regolamento UE n. 461/2010, l&#8217;Unione Europea ha invece stabilito che i costruttori di autoveicoli non possono in alcun modo obbligare l&#8217;acquirente ad avvalersi della loro rete di autofficine. Pertanto è possibile recarsi presso un qualsiasi autoriparatore a patto che lo stesso utilizzi ricambi di qualità, in tutto e per tutto equivalente a quelli originali.</p>
<p>Se correttamente eseguite, le periodiche operazioni di tagliando consentono di allungare notevolmente la vita utile dell&#8217;autovettura; molti costruttori indicano che i vantaggi di una costante manutenzione possono tranquillamente far &#8220;durare&#8221; un&#8217;automobile (naturalmente, escludendo altri guasti o incidenti) sino a 200-250.000 chilometri!</p>
<h2>Servizi aggiuntivi</h2>
<p>Normalmente per effettuare un tagliando auto sono necessarie alcune ore di lavoro, pertanto è possibile che per almeno mezza giornata la nostra vettura debba rimanere in autofficina.</p>
<p>In questo caso, se ad esempio si deve andare a lavorare o a prendere i bambini a scuola, si possono avere diversi problemi di carattere logistico. Questo vale, soprattutto, se in famiglia c&#8217;è una sola automobile. Risultano perciò davvero utili sono le proposte di alcune autofficine che mettono a disposizione della propria clientela un servizio di auto sostitutiva. Quello delle cosiddette &#8220;auto di cortesia&#8221; è nella stragrande maggioranza dei casi un servizio a pagamento, ma che comunque può valere la pena per poter contare su un mezzo di trasporto temporaneo.</p>
<p>Fra gli altri servizi aggiuntivi solitamente a disposizione della clientela ricordiamo anche:</p>
<ul>
<li>lavaggio dell&#8217;autovettura, sia interno che esterno;</li>
<li>lucidatura della carrozzeria;</li>
<li>lavaggio dei sedili;</li>
<li>deodorazione dell&#8217;abitacolo;</li>
<li>igienizzazione dell&#8217;impianto di climatizzazione.</li>
</ul>
<p>Se necessario, è possibile anche approfittare dello &#8220;stop forzato&#8221; causa tagliando per eseguire piccole riparazioni ad esempio della carrozzeria dell&#8217;auto, per sostituire gli pneumatici o per montare nuovi accessori.</p>
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		<title>Caminetti a bioetanolo</title>
		<link>http://www.guidaprodotti.com/casa-arredamento/caminetti-a-bioetanolo.html</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guidaprodotti.com/?p=2098</guid>
		<description><![CDATA[I caminetti a bioetanolo sono un complemento d'arredo molto apprezzato per via del calore e del senso di accoglienza che sono in grado di conferire alla stanza. Sempre più persone scelgono i biocamini per arredare la propria casa, vista la loro praticità e la loro economicità: scopriamo in questa guida le caratteristiche di questi camini, i combustibili impiegati e i prezzi generali di vendita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2099" title="Caminetto a bioetanolo" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/caminetto-a-bioetanolo.jpg" alt="" width="600" height="430" /></p>
<h2>Caratteristiche</h2>
<p>I caminetti a bioetanolo sono una particolare tipologia di caminetto che viene sempre più utilizzata come arredo funzionale per gli ambienti domestici, e non solo. Questi biocaminetti sono alimentati con un combustibile che deriva dalla fermentazione di biomasse vegetali, ovvero l&#8217;etanolo o – meglio – il <em>bioetanolo</em>. Dal momento che si tratta a tutti gli effetti di puro alcool etilico denaturato, in seguito alla combustione non vengono rilasciate né sostanze chimiche nocive per la salute, né odori sgradevoli e nemmeno particolato che, al contrario, si sprigionano bruciando legna o pellet.</p>
<p>Il bioetanolo utilizzato in questi caminetti appare come un liquido incolore, il cui potere calorifico è di circa 7 KW/ora. Le materie prime utilizzate sono di provenienza forestale e/o agricola (es. mais, patate, residui vegetali…) e vengono sottoposte a processi di fermentazione naturale che trasformano gli zuccheri contenuti nelle biomasse vegetali in alcool etilico. Il prodotto finale si ottiene per distillazione a livello industriale. Il bioetanolo viene solitamente commercializzato in taniche di plastica di diversa capienza, solitamente da 5 litri. Spesso le taniche presentano una filettatura alla quale è possibile avvitare un rubinetto che permette di travasare il bioetanolo senza sprechi né perdite accidentali.</p>
<p>I caminetti a bioetanolo sono la soluzione ideale per chi non può (o non vuole) realizzare una canna fumaria, ma desidera ugualmente avere in casa un angolo accogliente nel quale veder ardere un bel fuoco.</p>
<p>L&#8217;etanolo non è caratterizzato da un grande potere calorifico, ma i biocamini sono comunque in grado di riscaldare ambienti interni sino a 45-50 metri quadri, nel caso dei modelli più grandi. Questi caminetti sono in grado di creare un&#8217;atmosfera intima e rilassante, ideale per serate romantiche o in compagnia degli amici.</p>
<h2>Perché scegliere un camino a bioetanolo</h2>
<p>I caminetti a bioetanolo, se confrontati con altre tipologie classiche di caminetto, presentano numerosi vantaggi già in fase di installazione. Innanzitutto non vi è la necessità di collegarli ad una canna fumaria o di crearne una ex novo, un aspetto che frena di solito le persone che vorrebbero un caminetto nel soggiorno di casa propria.</p>
<p>Inoltre i caminetti a bioetanolo non devono essere collegati né all&#8217;impianto del gas né a quello elettrico, riducendo perciò i tempi ed i costi per l&#8217;installazione. Per l&#8217;installazione non sono richieste particolari competenze tecniche e con un po&#8217; di manualità è possibile procedere da soli, senza l&#8217;ausilio di specialisti. I caminetti a bioetanolo possono essere sistemati in qualsiasi ambiente, isolato o meno, dal momento che sono del tutto indipendenti dal punto di vista energetico.</p>
<p>Questi particolari caminetti non necessitano di alcuna autorizzazione o permesso per la loro installazione, e se correttamente utilizzati sono sicuri per le persone e per le cose. Infatti, dal punto di vista della normativa, i biocamini sono equiparati ai comuni complementi di arredo per la casa.</p>
<p>I caminetti a bioetanolo, a differenza dei tradizionali caminetti a legna o delle stufe a pellet, non sporcano la casa dal momento che non producono né fumo, né polveri sottili, né odori sgradevoli, né ceneri. Pertanto la pulizia di questi caminetti è semplice e rapida.</p>
<p>Le aziende produttrici di caminetti a bioetanolo offrono solitamente garanzie di 24 mesi sul prodotto e mettono a disposizione il loro servizio di assistenza al cliente in caso di malfunzionamenti o guasti.</p>
<h2>Combustibili per i biocamini</h2>
<p>Dal momento che i biocaminetti bruciano alcool etilico, verrebbe spontaneo chiedersi perché sia necessario acquistare del bioetanolo quando al supermercato si può tranquillamente trovare del comune alcool etilico (e a prezzi più convenienti). La domanda non è affatto scontata e merita una spiegazione accurata.</p>
<p>Prima di essere messo in commercio, l&#8217;alcool etilico viene sottoposto ad un processo di denaturazione che consiste nell&#8217;aggiunta di particolari sostanze (<em>denaturanti</em>, appunto) che lo rendono inadatto all&#8217;utilizzo alimentare e farmaceutico industriale.</p>
<p>È per questo che l&#8217;alcool che si trova sugli scaffali dei supermercati è detto &#8220;denaturato&#8221;: questo liquido è infatti composto per il 90% da alcool etilico e per circa il 2% da queste sostanze denaturanti. In questo modo l&#8217;alcool può essere commercializzato in esenzione d&#8217;accisa, a prezzo notevolmente inferiore rispetto all&#8217;alcool destinato ad utilizzi alimentari (un litro di questo costa sui 12 euro, come sa bene chi produce liquori in casa).</p>
<p>A seconda del tipo di denaturazione cui è sottoposto, l&#8217;alcool etilico presenta una resa energetica maggiore o minore, una diversa colorazione della fiamma prodotta e, in molti casi, un odore sgradevole. Ad esempio il comunissimo alcool rosa del supermercato che si utilizza per le pulizie viene denaturato in modo tale da non essere utilizzabile nei biocamini. Infatti bruciando questo alcool vengono sprigionati odori particolarmente penetranti ed acri, in conseguenza della combustione dei denaturanti contenuti come ad esempio il <em>metiletilchetone</em> e il <em>tiofene</em>. Nemmeno l&#8217;alcool in gel è utilizzabile nei biocaminetti, dal momento che contiene l&#8217;<em>acetone</em> che è un composto estremamente irritante.</p>
<p>Ecco perché è necessario utilizzare solo i combustibili &#8220;giusti&#8221; nei biocamini. Questi sono caratterizzati dalla presenza di particolari denaturanti che, in seguito alla combustione, non rilasciano sostanze sgradevoli o pericolose per la salute.</p>
<h2>Consigli sull&#8217;utilizzo</h2>
<p>Dal momento che questi dispositivi prevedono l&#8217;utilizzo di combustibili estremamente infiammabili, è necessario prestare grande attenzione alla sicurezza. Prima di acquistare un qualsiasi combustibile è bene informarsi riguardo alla possibilità di poterlo utilizzare senza problemi in un biocaminetto, per le questioni legate alla denaturazione discusse nel paragrafo precedente. Al commerciante bisogna chiedere informazioni dettagliate riguardanti la composizione chimica della miscela e soprattutto la tipologia dei denaturanti e degli altri eventuali additivi (es. coloranti) che essa contiene. In alternativa si può direttamente richiedere di visionare la scheda tecnica della miscela, obbligatoria secondo la legge italiana.</p>
<p>Il bioetanolo deve essere conservato in un luogo sicuro, al riparo da qualsiasi potenziale causa d&#8217;incendio (scintille, fonti di calore, circuiti elettrici…). La normativa di riferimento per la conservazione dei prodotti combustibili è il Decreto Ministeriale 16/02/1982, &#8220;<em>concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi</em>&#8220;. Per un dettaglio sulla normativa, il testo completo si può scaricare in formato .pdf sul sito della <a href="http://www.uproma.com/sicurezza/normativa/ln_dm16febbraio82.pdf" rel="nofollow" target="_blank">UPRoma</a>. Si ricorda inoltre che nel caso si intendessero stoccare significativi quantitativi di alcool etilico è necessario consultare la sede dei locali Vigili del Fuoco e richiedere un certificato apposito.</p>
<p>Per quanto riguarda gli aspetti della sicurezza durante l&#8217;utilizzo, nel locale dove si trovano i biocamini è richiesto un adeguato ricambio di aria (esattamente come avviene nel caso di qualsiasi altro prodotto a fiamma libera).</p>
<h2>Prezzi</h2>
<p>I prezzi di acquisto dei caminetti a bioetanolo possono variare notevolmente a seconda del modello. In genere bisogna mettere in conto una spesa minima di almeno 400-600 euro per un caminetto di piccole dimensioni e di semplice fattura, ma di buona qualità. Se ci si accontenta invece di semplici box da fissare al muro le spese sono decisamente più contenute, aggirandosi solitamente dagli 80 ai 150 euro. I modelli più grandi, che assomigliano a veri e propri camini sia in termini di forma che di dimensioni, possono costare anche sui 4.000 o 5.000 euro.</p>
<p>Per quanto riguarda i combustibili, i prezzi medi si aggirano intorno ai 30-35 euro per 10 litri di bioetanolo. Solitamente, acquistando quantitativi superiori, è possibile risparmiare sul prezzo d&#8217;acquisto.</p>
<p>Un ottimo modo per risparmiare sui prezzi è acquistare il proprio biocaminetto su uno dei tanti rivenditori presenti su internet. Grazie agli shop online ed ai siti dei produttori è possibile trovare informazioni sulle diverse tipologie e sui modelli di caminetti disponibili. Acquistando direttamente dalle aziende produttrici si possono trovare biocaminetti a prezzi di fabbrica, molto più convenienti rispetto a quelli che si trovano nei negozi fisici per via dell&#8217;assenza di intermediari di vendita. Talvolta è possibile anche approfittare di offerte speciali sulle rimanenze in stock.</p>
<p>Nel caso si scegliesse internet come modalità di acquisto bisogna tuttavia mettere in conto le spese di spedizione, che possono essere anche piuttosto onerose (nell&#8217;ordine delle decine di euro) e vanificare quindi il risparmio sui prezzi di listino. Alcune aziende, tuttavia, offrono alla propria clientela un servizio di consegna gratuito oppure richiedono un contributo per le spese di spedizione solo nel caso di ordini destinati a particolari zone geografiche italiane.</p>
<p>Da ultimo, ecco alcuni siti di produttori e rivenditori di caminetti a bioetanolo che si possono consultare per maggiori informazioni su modelli e prezzi:</p>
<ul>
<li>BioFire Shop <a href="http://www.biofireshop.com/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.biofireshop.com/</a></li>
<li>CMC Biocaminetti <a href="http://www.biocaminetti.com/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.biocaminetti.com/</a></li>
<li>Kamin-Design Italia <a href="http://www.bio-caminetti.eu/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.bio-caminetti.eu/</a></li>
<li>Bio Factory <a href="http://www.biofactory.it/" rel="nofollow" target="_blank">http://www.biofactory.it/</a></li>
</ul>
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		<title>Calze da neve</title>
		<link>http://www.guidaprodotti.com/motori/calze-da-neve-auto.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.guidaprodotti.com/?p=2093</guid>
		<description><![CDATA[Le calze da neve sono un dispositivo di rapida applicazione che si pone come alternativa all'impiego dei tradizionali pneumatici invernali e catene da neve. Facili da montare sulla vostra auto, le calze da neve sono ideali in caso di fondo stradale innevato o ghiacciato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2095" title="Calze da neve" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/calze-da-neve.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<h2>Cosa sono e come funzionano</h2>
<p>Le calze da neve sono coperture supplementari realizzate in un particolare materiale sintetico, tipicamente il poliestere o altri tessuti. Questo materiale, così come del resto la maggior parte dei tessuti, presenta la particolarità di attaccarsi alla neve e su questo semplice principio fisico si basa il funzionamento delle calze da neve. Grazie a queste coperture per pneumatici, molto più semplici e veloci da montare rispetto alle catene da neve, è possibile avvalersi di un prezioso aiuto nella trazione invernale.</p>
<p>Sembra che l&#8217;ispirazione per queste coperture sia venuta a Bård Løtveit, cittadino norvegese che negli anni &#8217;80 dello scorso secolo si ritrovò bloccato su una strada innevata con la sua auto, a causa della mancanza di catene. Løtveit non si perse d&#8217;animo e, per riuscire a spostare il veicolo, &#8220;sacrificò&#8221; la camicia che indossava dividendola per il lungo in due parti ed avvolgendola intorno alle ruote motrici della sua auto. In questo modo Løtveit poté finalmente ripartire e tornò a casa con un&#8217;idea geniale: fondò infatti un&#8217;azienda specializzata nella produzione di calze da neve, la AutoSock (sock significa appunto, in inglese, &#8220;calzino&#8221;).</p>
<p>Grande è stato il successo delle coperture supplementari della AutoSock, che nel periodo compreso fra il 2001 e il 2008 hanno venduto oltre 1.2 milioni di calze in una ventina di Paesi del mondo. Oltre alle calze da neve per autovetture, di recente la AutoSock si è anche lanciata nella produzione di coperture per camion.</p>
<p>Oltre ad <a href="http://www.autosock.no/" rel="nofollow" target="_blank">AutoSock</a> che senza dubbio è il marchio più famoso a livello mondiale, si possono trovare in commercio calze da neve di altri produttori come ad esempio <a href="http://www.arexons.it" rel="nofollow" target="_blank">Arexons</a>, <a href="http://www.weissenfels.com" rel="nofollow" target="_blank">Weissenfels</a> o le economiche <a href="http://www.multigripstore.it/" rel="nofollow" target="_blank">Multigrip</a>.</p>
<h2>Come montare le calze da neve</h2>
<p>Per procedere con il montaggio delle calze da neve è necessario parcheggiare la propria auto in piano, avendo l&#8217;accortezza di inserire il freno a mano. La calza deve essere estratta dalla sua custodia e posizionata sulla parte superiore di ciascuna ruota motrice, facendola scorrere verso il basso lungo i bordi fin dove possibile. Una volta che lo pneumatico è parzialmente fasciato, si sposta leggermente in avanti l&#8217;auto (circa un metro) in modo tale da riuscire a rivestire l&#8217;intera gomma. L&#8217;elastico presente sulla calza va infine fatto passare dietro la ruota per fissare in modo definitivo la calza.</p>
<p>Niente paura se, una volta terminato il montaggio, la calza appare &#8220;storta&#8221;. Mettendo il veicolo in movimento, infatti, la copertura provvederà a centrarsi da sola sullo pneumatico. È comunque bene controllare il centraggio della calza dopo qualche decina di metri percorsi. Per il montaggio delle calze da neve è indicato l&#8217;utilizzo di un paio di guanti, che talvolta sono già inclusi nella confezione. Il montaggio delle calze da neve, quindi, è molto simile a quello delle tradizionali catene ma risulta più semplice dal momento che non vi è il rischio di ingarbugliamento.</p>
<p>Al pari delle catene, anche le calze da neve devono essere rimosse prontamente non appena le condizioni del fondo stradale migliorano: anche i produttori, a tal proposito, le identificano come un aiuto del tutto provvisorio. Infatti è del tutto inutile avere calze montate in assenza di ghiaccio o di neve, che oltretutto si rovinano rapidamente.</p>
<h2>Principali vantaggi</h2>
<p>Il vero e proprio punto di forza delle calze da neve è rappresentato dalla velocità e dalla semplicità di montaggio. In poche mosse è infatti possibile rivestire con queste coperture sintetiche gli pneumatici della propria auto, molto più rapidamente di quanto avverrebbe nel caso si dovessero montare delle catene da neve. Grazie alle loro caratteristiche uniche, le calze da neve possono essere utilizzate anche su quei veicoli nei quali non è possibile montare le normali catene (pneumatici non catenabili).</p>
<p>I vantaggi dell&#8217;utilizzo delle calze da neve sono nella migliore aderenza fra pneumatici e fondo stradale ghiacciato o innevato, che aumenta quindi la sicurezza. Queste coperture, disponibili in una gamma di taglie adatte a pneumatici di tutte le dimensioni, sono leggere, riutilizzabili e lavabili in acqua fredda dopo l&#8217;utilizzo.</p>
<p>Un altro vantaggio legato alle calze da neve è rappresentato dal notevole comfort di guida: esse infatti sono silenziose durante la marcia e non determinano le vibrazioni caratteristiche delle catene da neve. Grazie alle loro caratteristiche inoltre queste coperture non danneggiano in alcun modo né il fondo stradale, né il pneumatico stesso.</p>
<p>Alcune calze da neve sono dotate di particolari cordonature in rilievo che aumentano ulteriormente l&#8217;aderenza nei confronti del fondo stradale. Questi rilievi infatti penetrano all&#8217;interno del ghiaccio o della neve compatta aumentando il grip del veicolo.</p>
<p>Infine, dal punto di vista economico, le calze da neve possono essere acquistate a prezzi piuttosto contenuti che vanno in genere dai 35 euro in su. Si tratta di prodotti resistenti, di lunga durata e indemagliabili, che quindi non si sfilacciano anche in presenza di fori accidentali. Inoltre sin dai primi metri di percorrenza l&#8217;aderenza è ottimale, e si mantiene tale per tutta la durata di vita della copertura.</p>
<h2>Svantaggi nell&#8217;utilizzo: omologazione</h2>
<p>Uno dei più importanti svantaggi delle calze da neve, almeno per quanto riguarda il territorio italiano, è che queste coperture non sono omologate. Di conseguenza esse non sono riconosciute dal codice della strada come idonee alla marcia invernale nel caso di obbligo di circolazione con pneumatici invernali o catene da neve.</p>
<p>Di questo aspetto devono tenere conto gli automobilisti che non possono tenere delle calze da neve in auto e ritenersi in possesso di idonei mezzi antineve, almeno secondo quanto prescritto dal nostro codice della strada. E questo vale anche se le calze presentano la certificazione di organismi di controllo riconosciuti a livello europeo come, ad esempio, il certificato TÜV. Non bisogna infatti confondere una certificazione di sicurezza con un&#8217;omologazione, che è ben altra cosa. In caso di infrazione si rischia grosso: taglio di 3 punti dalla patente, fermo dell&#8217;auto e sanzione amministrativa da 38 sino a 74 euro. Qualora si verificasse un incidente, inoltre, l&#8217;assicurazione non pagherebbe i danni.</p>
<p>Diverso è il caso di altri Paesi europei come ad esempio la Francia, dove le calze da neve sono equiparate dalla normativa a pneumatici invernali e catene da neve. Per questo, se si circola nel Paese transalpino in inverno e compare il segnale B26 che indica l&#8217;obbligo di catene, montando le calze si è in ottemperanza della legge.</p>
<p>Un altro svantaggio, stavolta non a livello normativo ma di tipo pratico, è rappresentato dal fatto che le calze da neve presentano una buona aderenza su fondi compatti (ad esempio ghiaccio o neve pressata) ma sono praticamente inutili sulla neve fresca o eccessivamente disfatta dal calpestio, perché scivolerebbero sulla superficie.</p>
<p>Le velocità massime consentite in caso di utilizzo di calze da neve, inoltre, sono di appena 50 chilometri orari, esattamente come accade per le catene.</p>
<h2>Prezzi delle calze da neve</h2>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;acquisto di queste coperture per pneumatici, in commercio è possibile trovare una ampia forbice di prezzi. I modelli più economici in genere vanno dai 30-35 euro in su; se si intendono invece comprare calze da neve di marchi conosciuti (come ad esempio della AutoSock) bisogna mettere in conto una spesa dai 50 ai 90 euro a seconda della tipologia di calza e delle dimensioni dello pneumatico.</p>
<p>Le calze da neve possono essere acquistate nei negozi specializzati in accessori per auto, alle aree di servizio o presso gli ipermercati più riforniti. La soluzione più indicata per documentarsi sulle caratteristiche tecniche dei modelli a disposizione, consultare le opinioni degli utenti e risparmiare sull&#8217;acquisto è internet. Effettuando ricerche in rete è possibile trovare i modelli di calze da neve più adatti agli pneumatici della nostra autovettura e compararne i prezzi, ordinando su uno shop online direttamente da casa propria. In questo modo sarà possibile ricevere a domicilio, comodamente e con pochi click, le calze da neve desiderate.</p>
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		<title>Portasci</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>

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		<description><![CDATA[Il portasci per auto è un accessorio indispensabile per gli appassionati di sci e snowboard che si recano in montagna con la loro attrezzatura al seguito. In questa guida analizzeremo le diverse tipologie di portasci, fornendo alcuni consigli per la sicurezza e le indicazioni relative ai prezzi di mercato attuali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2090" title="Portasci" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/portasci.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<h2>Tipologie</h2>
<p>I portasci per auto che si possono trovare in commercio appartengono sostanzialmente a due grandi categorie: i portasci da montare sul tetto e quelli da collocare posteriormente.</p>
<p>Nel primo caso, in particolare, si possono trovare due tipologie di portasci: di tipo tradizionale oppure magnetici, che verranno descritti nel dettaglio nei paragrafi successivi. In aggiunta, per il trasporto degli sci esistono anche degli appositi box da montare sul tetto della vettura.</p>
<p>Grazie ai portasci, che permettono di trasportare comodamente la propria attrezzatura sportiva all&#8217;esterno dell&#8217;abitacolo, si può incrementare in modo sensibile la capacità dell&#8217;autovettura. I modelli di portasci solitamente sono universali, e permettono di trasportare diversi tipi di attrezzatura sportiva.</p>
<p>Le dimensioni sono variabili: ad esempio si possono trovare portasci per 2, 4 o addirittura 6 paia di sci, che possono essere utilizzati anche per il trasporto di tavole da snowboard. In genere, nello spazio richiesto da un paio di sci si può collocare senza problemi anche uno snowboard; per quanto riguarda gli sci di fondo, che sono più sottili rispetto a quelli da discesa, la capienza è ancor maggiore.</p>
<p>I portasci sono dotati di un sistema di chiusura a chiave, e talvolta anche di un antifurto, che permettono di allontanarsi tranquillamente dal veicolo senza doversi preoccupare per la propria attrezzatura. Esistono anche portasci dotati di pratici sistemi di scorrimento che consentono un caricamento semplice e senza sforzo di sci e tavole da snowboard.</p>
<p>In commercio si possono trovare anche dei kit distanziali, ovvero delle &#8220;extension&#8221; che permettono di incrementare la distanza del portasci dal tetto dell&#8217;auto. Questi kit sono di fondamentale importanza quando, ad esempio, le barre portatutto del veicolo non sono sufficientemente sporgenti dal tettuccio, oppure nel caso gli sci venissero trasportati in modo sovrapposto con attacchi e punte rivolti anche verso il basso. Questi kit sono nella maggior parte dei casi universali, o in alternativa muniti di un pratico raccordo a &#8220;T&#8221;.</p>
<h2>Portasci tradizionali e magnetici</h2>
<p>I portasci tradizionali sono formati da due barre orizzontali rivestite in gomma, di diversa lunghezza, che si devono fissare sul tetto dell&#8217;autovettura. Queste barre sono apribili, e gli sci vanno appoggiati sulla barra inferiore chiudendo poi quella superiore per bloccarli. Per il loro montaggio i portasci tradizionali devono essere agganciati alle barre portatutto oppure, in alternativa, ai profili laterali che sporgono lungo il bordo della carrozzeria. Per sistemarli bisogna talvolta utilizzare alcuni attrezzi da lavoro come chiavi inglesi o cacciaviti.</p>
<p>Un&#8217;alternativa molto apprezzata dal grande pubblico è rappresentata dai portasci magnetici che basano il loro funzionamento su potenti calamite interne. Si tratta di accessori che non presentano alcun problema in fase di montaggio, dal momento che il loro fissaggio avviene direttamente sulla superficie del tettuccio, e non richiede l&#8217;utilizzo di alcun attrezzo. Il montaggio è pertanto semplice e praticamente immediato, ed è molto intuitivo anche per chi non ha molta dimestichezza con il fai da te. I portasci magnetici presentano tuttavia l&#8217;inconveniente di non poter essere montati su autovetture dotate di capotte o di vetri panoramici sul tetto, ed anche in caso di tettucci particolarmente curvi o con rilievi sulla superficie.</p>
<p>Per conservare in maniera ottimale questi portasci anche quando non vengono utilizzati, si consiglia di lasciarli attaccati magneticamente ad una lamiera metallica per avere una tenuta sempre ottimale. Inoltre i portasci magnetici non devono mai essere lasciati montati inutilmente, perché a lungo andare potrebbero causare danni irreparabili alla carrozzeria.</p>
<h2>Portasci posteriori e box</h2>
<p>Oltre ai &#8220;classici&#8221; modelli da montare sul tetto dell&#8217;autovettura, esistono anche portasci che si montano sul retro, in corrispondenza della ruota di scorta esterna. Questi portasci posteriori sono perciò indicati per i fuoristrada, dal momento che il tetto di queste autovetture è piuttosto alto e difficile da raggiungere. Inoltre, spesso vi sono scanalature nella carrozzeria che impedirebbero l&#8217;attacco di un normale portasci di tipo magnetico.</p>
<p>I portasci posteriori sono, sostanzialmente, delle barre che formano una sorta di intelaiatura nella quale gli sci vengono collocati in posizione verticale. Queste &#8220;gabbie&#8221; vanno fissate ai mozzi che normalmente sorreggono la ruota di scorta con dadi oppure con cinghie: quest&#8217;ultima soluzione rappresenta la più pratica a livello di montaggio. I portasci posteriori possono inoltre essere fissati anche a camper e roulotte.</p>
<p>Molto apprezzati per via della loro capienza e comodità, ma anche decisamente più costosi, sono i box portasci da collocare sul tetto. In questi contenitori è possibile riporre non solo sci e snowboard, ma anche bastoncini, scarponi, tute ed altro materiale di un certo ingombro. Questi box vanno fissati alle barre trasversali e sono sempre dotati di una chiusura di sicurezza per evitare furti.</p>
<h2>Consigli per la sicurezza</h2>
<p>Dal momento che i portasci vengono fissati all&#8217;esterno dell&#8217;automobile è indispensabile osservare alcune precauzioni fondamentali sia per tutelare la propria sicurezza che, soprattutto, quella degli altri utenti della strada.<br />
Innanzitutto bisogna accertarsi che il portasci sia omologato a livello europeo, il che significa che questo accessorio rispetta la vigente normativa di sicurezza. Un altro fattore che potrebbe sembrare ovvio, ma che alla prova dei fatti spesso viene dato per scontato, è che il portasci deve essere perfettamente compatibile con gli attacchi presenti su quel particolare modello di auto.</p>
<p>Per diminuire la resistenza aerodinamica, gli sci vanno posizionati all&#8217;interno dei portasci con la punte rivolte verso la parte posteriore dell&#8217;automobile. Oltre ad essere un espediente per ridurre i consumi di carburante, aumentando l&#8217;aerodinamica si riducono le forze che sollecitano la struttura dei portasci. Si consiglia comunque di mantenere velocità moderate se sulla propria autovettura si montano dei portasci, anche se vuoti; per i modelli omologati la velocità massima consigliata è di 120 chilometri orari. Al di sopra di questa velocità massima il costruttore non risponde di eventuali problemi o danneggiamenti.</p>
<p>La chiusura delle staffe deve sempre essere accuratamente controllata prima della partenza, per evitare perdite accidentali dell&#8217;attrezzatura che potrebbero mettere in pericolo altre persone. Se si sosta con i portasci carichi (ad esempio per una pausa in un&#8217;area di servizio) bisogna accertarsi che essi siano chiusi a chiave per evitare furti.</p>
<p>I portasci di tipo magnetico sono dotati di un cavetto di sicurezza in acciaio che viene collegato alla maniglia di cortesia che si trova all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo, sopra al finestrino. Per un approfondimento sulla normativa vigente in materia di portasci si consiglia di visitare il sito  <a href="http://www.autoline.it/News/Fapa/Normeportabici.asp" rel="nofollow" target="_blank">Autoline</a>.</p>
<h2>Prezzi</h2>
<p>Per quanto riguarda i prezzi dei portasci per auto, la forbice è piuttosto ampia: si va infatti dai modelli più economici, prodotti da aziende relativamente poco conosciute, a quelli di marchi più noti. Un altro fattore in grado di influenzare notevolmente il prezzo di acquisto è rappresentato dal numero di sci trasportabili.</p>
<p>Solitamente i portasci tradizionali da fissare alle barre portatutto sono venduti a prezzi che variano tra 40 e 100 euro; per modelli più tecnologici o realizzati in particolari materiali (come ad esempio l&#8217;alluminio) si possono spendere anche più di 150 euro. In commercio si possono trovare anche modelli &#8220;economici&#8221; venduti a 25-30 euro, ma dal momento che è in gioco la sicurezza è sempre meglio spendere qualcosa in più per avere la certezza di portarsi a casa un portasci affidabile.</p>
<p>Per quanto riguarda i portasci magnetici, solitamente si parla di prezzi che vanno dai 40 ai 120 euro ed oltre a seconda della marca e del modello. Per un buon modello di portasci magnetico si consiglia comunque di spendere almeno 80-90 euro.</p>
<p>I portasci da fissare sul retro dell&#8217;auto sono decisamente più costosi: grazie ad essi è possibile trasportare molta attrezzatura (solitamente sino a 6 paia di sci oppure 4 snowboard), ed i prezzi in genere vanno dai 150-180 euro in su. I più costosi, adatti ad esempio ai caravan, possono costare anche intorno ai 250-280 euro.</p>
<p>Infine, i box portasci sono tra gli accessori più costosi in assoluto: a seconda della capienza del modello e del materiale con il quale essi sono costruiti vanno messi in conto dai 100 ai 350 euro di spesa.</p>
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		<title>Piante da appartamento</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Coltivare piante da appartamento può essere per alcuni un vero e proprio hobby, per altri un passatempo occasionale: ci sono persone, infatti, che curano con dedizione le proprie piante da interno, altre che desiderano solo aggiungere del verde alla loro casa o in ufficio. Un aspetto interessante del coltivare piante da appartamento è il poter godere di piante e giardinaggio tutto l'anno; inoltre, ci sono piante da appartamento per tutti i livelli di abilità e per ciascun grado di interesse: si possono crescere orchidee esotiche o insolite piante tropicali, oppure, se si è soliti andare di fretta, provare piante dure come la coda di cavallo, o anche piante di palma giada che necessitano di irrigazione frequente e limitata manutenzione. E' necessario, però, non commettere errori: non importa quale pianta si scelga di coltivare, importa sapere che il curare piante da appartamento richiede tempo e impegno non indifferente: quindi, più si conoscono le piante da appartamento che si decide coltivare, più sarà facile farlo e garantito il vostro divertimento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2085" title="Piante da appartamento" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/piante-da-appartamento.jpg" alt="" width="345" height="450" /></p>
<h2>Caratteristiche delle piante da interno</h2>
<p>Abituati come siamo alla definizione &#8220;piante da interno&#8221;, spesso ci si dimentica che in realtà tutte le piante si sono evolute all&#8217;aria aperta. Alcune di esse, in particolare, sono originarie delle zone tropicali e subtropicali del mondo che possono essere considerate sostanzialmente affini ai nostri ambienti domestici dal punto di vista delle temperature. Spesso inoltre si tengono in casa anche piante adattate ai climi temperati, ma che riescono a vivere senza problemi negli spazi chiusi. Le piante da appartamento non solo sono state scelte per la loro capacità di crescere in case, uffici o negozi, ma anche – ovviamente – per la loro bellezza.</p>
<p>Prendersi cura regolarmente delle piante da appartamento e vederle col tempo crescere costituisce, per molte persone, un grande beneficio dal punto di vista psicologico. Chi pratica il giardinaggio infatti sa bene quante soddisfazioni possa dare questa attività, e le piante da interno non rappresentano certo un&#8217;eccezione.</p>
<p>Le piante da appartamento sono utili anche per quanto riguarda il benessere e la salute. Grazie alla fotosintesi clorofilliana i vegetali sono infatti in grado di produrre ossigeno sottraendo anidride carbonica dall&#8217;aria, senza dimenticare l&#8217;azione purificante rappresentata dalla rimozione di alcuni composti volatili dannosi. Ad esempio l&#8217;Anturio sembra essere in grado di rimuovere l&#8217;ammoniaca dall&#8217;aria, mentre una particolare specie di felce (la &#8220;Felce di Boston&#8221;) è efficace nei confronti della formaldeide.</p>
<h2>I fiori da appartamento</h2>
<p>Numerosi sono i fiori che possono abbellire l&#8217;interno di case ed uffici, regalando un tocco di colore alle stanze. Fra i più diffusi troviamo ad esempio:</p>
<ul>
<li>il <strong>ciclamino</strong> è una delle specie più diffuse nel periodo invernale, e fiorisce da novembre sino a marzo. In realtà con il termine &#8220;ciclamino&#8221; ci si riferisce non a una sola pianta, ma a circa 15-20 specie tutte diverse fra loro per aspetto ed esigenze. I loro fiori presentano un&#8217;ampia gamma di colori, dal bianco al rosso, dal violetto al rosa pallido, solo per citarne alcuni. Nonostante siano spesso coltivati in casa i ciclamini sono piante piuttosto resistenti al freddo, in grado di tollerare temperature anche di 5-8°C o meno;</li>
<li>la <strong>calla</strong> è una elegante pianta che proviene dalle foreste dell&#8217;Africa centromeridionale e che deve essere tenuta in casa nella stagione invernale. I fiori di calla presentano una inconfondibile forma: sono infatti costituiti da un&#8217;infiorescenza allungata di colore giallo (spadice) avvolta da una sorta di grosso petalo tubolare (spata). Il colore più comune della spata è il bianco candido, anche se esistono varietà di calla rosa pallido, arancione, crema, marrone, rosso o giallo oro;</li>
<li>l&#8217;<strong>orchidea</strong> è una delle piante da interno più particolari, eleganti e ricercate: è originaria dell&#8217;America centrale e meridionale e ne esistono più di 350 specie differenti. Solo alcune di esse, tuttavia, possono essere coltivate in appartamento. Le orchidee sono tanto belle quanto &#8220;impegnative&#8221; da curare: si tratta infatti di piante molto delicate che devono essere mantenute al riparo dalla luce diretta del sole, e a condizioni di umidità costante tutto l&#8217;anno.</li>
</ul>
<h2>Piante verdi</h2>
<p>Fra le specie più diffuse nelle nostre case, e di più semplice coltivazione, troviamo ad esempio il Ficus, il Filodendro e la Dieffenbachia.</p>
<ul>
<li>il <strong>Ficus</strong> è una specie indicata soprattutto per ambienti spaziosi, dal momento che la sua crescita può essere anche piuttosto vigorosa. Non è raro che queste piante, se collocate in ambienti dalle caratteristiche idonee e curate nel modo appropriato, raggiungano dimensioni ragguardevoli. Il Ficus predilige ambienti luminosi, ma non ama l&#8217;illuminazione diretta. La temperatura non deve mai scendere al di sotto dei 13°C, e le innaffiature devono essere somministrate un paio di volte alla settimana in estate, e solo una d&#8217;inverno. Le foglie del Ficus vanno regolarmente pulite con un panno umido;</li>
<li>il <strong>Filodendro</strong> è una specie semplice da coltivare, che predilige ambienti ben illuminati ma non tollera la luce diretta. Si tratta di una pianta originaria dei climi caldi, pertanto le temperature dovrebbero rimanere costantemente al di sopra dei 15°C. In estate il filodendro richiede annaffiature ogni due giorni, mentre in inverno è sufficiente irrigare una volta alla settimana. Le foglie possono essere nebulizzate di tanto in tanto con dell&#8217;acqua distillata, e pulite con un panno umido;</li>
<li>la <strong>Dieffenbachia</strong> è una bella pianta da interno di origine tropicale, apprezzata per le sue foglie di colore verde e bianco. Anche questa pianta predilige ambienti ben illuminati ma non direttamente esposti, e temperature superiori ai 15-18°C. Le innaffiature devono essere frequenti d&#8217;estate, ma mai eccessive, mentre d&#8217;inverno è sufficiente fornire acqua alla piante una volta alla settimana. In estate è opportuno effettuare concimazioni con prodotti liquidi ogni due settimane, aumentando d&#8217;inverno l&#8217;intervallo a quattro settimane.</li>
</ul>
<h2>Piante grasse</h2>
<p>Le piante grasse, dette anche succulente, sono fra le piante da appartamento più diffuse. All&#8217;interno di questo gruppo troviamo anche le piante comunemente conosciute come &#8220;cactus&#8221;.</p>
<p>Molto popolare ad esempio è l&#8217;<strong>Agave</strong>, della quale esistono oltre 300 varietà diverse. Questa pianta presenta un corto fusto, ricoperto di foglie tozze e carnose che si dipartono fittamente sin dalla sua base. In natura ci vogliono anni affinché l&#8217;agave possa raggiungere dimensioni ragguardevoli e fiorire, ma in appartamento la sua crescita sarà molto più ridotta. Essendo originaria dei deserti americani, l&#8217;agave ha bisogno di molta luce ma può sopportare senza problemi anche temperature di 5-8°C.</p>
<p>Fra le cactacee una specie molto apprezzata è l&#8217;<strong>Ancistrocactus</strong>, una pianta di piccole dimensioni e dalla forma globosa. Questo cactus è originario dell&#8217;America centrale e non supera i 10-15 centimetri di altezza; presenta un fusto di colore verde talvolta tendente all&#8217;azzurro, punteggiato da una serie di tubercoli dai quali si sviluppano numerose spine allungate. Agli inizi della primavera questo cactus regala piccoli fiori che sbocciano dalla parte superiore del fusto, e che possono essere di colore giallo, rosso o verde.</p>
<p>L&#8217;<strong>Echinocactus</strong> è uno fra i cactus più diffusi, ed è caratterizzato da una singolare forma a palla o globosa che non a caso gli è valso il nome di &#8220;cuscino della suocera&#8221;. Gli esemplari più grandi possono arrivare a diametri anche di 80-90 centimetri: su tutta la superficie, disposti in file verticali, sono presenti tubercoli dai quali si dipartono spine di colore giallo o biancastro. Questo cactus può essere molto longevo, e in primavera sulle piante adulte spuntano piccoli fiori di colore giallo-brunastro.</p>
<h2>Piante carnivore</h2>
<p>Le piante carnivore rappresentano una categoria davvero particolare di piante da appartamento, e senza dubbio anche molto affascinante.</p>
<p>Fra le specie più conosciute troviamo la bella <strong>Venus Acchiappamosche</strong>, il cui nome evocativo è già di per sé un&#8217;ottima descrizione delle capacità &#8220;predatorie&#8221; di questa pianta. Dal punto di vista botanico si tratta della specie Dionaea muscipula, che presenta delle foglie disposte a tagliola e coronate di spine. Le foglie si trovano solitamente in posizione aperta, ma quando un insetto vi si appoggia scatta un rapido meccanismo di chiusura che lo intrappola senza scampo.</p>
<p>Decisamente scenografiche sono anche le <strong>Nepenthes</strong>, piante carnivore che catturano le loro prede mediante particolari strutture dette ascidi. Gli ascidi sono formati da foglie modificate che formano una sorta di coppa ripiena di liquido, che invischia gli insetti che vi si appoggiano attirati dal colore o dalle sostanze zuccherine presenti.</p>
<p>Anche la <strong>Drosera</strong> è una pianta carnivora abbastanza diffusa. Al genere Drosera appartengono oltre 140 specie, tutte dotate di peli che, sulla loro parte terminale, portano piccole gocce vischiose che intrappolano inesorabilmente gli insetti che vi si appoggiano. La Drosera è una pianta che produce anche dei fiori decisamente di bell&#8217;aspetto, che appaiono in primavera e sono di colore porpora o lilla.</p>
<h2>Come curare le piante</h2>
<p>Ogni specie di pianta d&#8217;appartamento presenta particolari esigenze di coltivazione, pertanto è impossibile descrivere con dovizia di particolari come curare queste piante. Qui di seguito sono riportati alcuni consigli generali sempre utili.</p>
<ul>
<li><strong>illuminazione</strong>: la maggior parte delle piante da appartamento ama i luoghi luminosi, ma non direttamente soleggiati: pertanto vanno evitate collocazioni in prossimità di finestre esposte a sud;</li>
<li><strong>temperature</strong>: solitamente le temperature che si riscontrano negli ambienti domestici sono ideali per le piante da interno; il problema è rappresentato tuttavia dagli sbalzi termici. Per evitare shock alle piante non bisogna collocarle accanto a porte e finestre (soprattutto d&#8217;inverno), ed evitare i luoghi con spifferi o correnti d&#8217;aria;</li>
<li><strong>umidità</strong>: soprattutto nella stagione fredda, quando gli impianti di riscaldamento lavorano a pieno regime, in casa l&#8217;aria è sempre piuttosto secca. Le piante in queste condizioni soffrono molto, pertanto alcune potrebbero richiedere nebulizzazioni sulle foglie;</li>
<li><strong>concimazione</strong>: dal momento che i vasi hanno una capienza limitata, è importante fornire alle piante adeguate quantità di concime per la loro crescita. Mentre in inverno la concimazione può essere piuttosto sporadica (una volta ogni 4-6 settimane), d&#8217;estate bisogna fertilizzare il terreno con maggior frequenza;</li>
<li><strong>irrigazion</strong>i: è di fondamentale importanza evitare i ristagni idrici che potrebbero causare marciumi radicali e, nei casi più gravi, la morte della pianta. Meglio quindi innaffiare di meno, ma più spesso.</li>
</ul>
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		<title>Cibi congelati</title>
		<link>http://www.guidaprodotti.com/alimenti/cibi-congelati.html</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 19:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso si fa ricorso a cibi congelati e surgelati per la propria alimentazione quotidiana, data la loro praticità e la lunga conservazione. In questa guida sono riportati alcuni consigli per il corretto utilizzo e le precauzioni da osservare per tutelare la propria salute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2077" title="Cibi congelati" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/cibi-congelati.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<h2>I cibi congelati e surgelati</h2>
<p>L&#8217;invenzione e la diffusione su larga scala dei freezer e dei congelatori ha rappresentato una vera e propria svolta nella conservazione dei cibi. Mantenere a lungo le derrate alimentari rappresentava sino a pochi decenni fa un problema per molte famiglie, soprattutto in estate quando le elevate temperature ne acceleravano il deterioramento.</p>
<p>Grazie al freddo, uno dei più potenti conservanti naturali, è possibile mantenere inalterate a lungo le qualità dei cibi e le loro caratteristiche organolettiche. Per conservare al meglio gli alimenti, e soprattutto per mantenerne ottimali le proprietà, è bene osservare alcuni consigli e precauzioni che spesso, nonostante la loro semplicità, non sono noti ai più.</p>
<p>Prima di procedere, è bene chiarire un aspetto cruciale del discorso. Molto spesso si confondono i termini &#8220;congelare&#8221; e &#8220;surgelare&#8221;, considerandoli sinonimi, eppure alla loro base vi sono concetti molto diversi. Il processo noto come &#8220;congelamento&#8221; è infatti quello che avviene ogni qualvolta mettiamo nel freezer di casa un prodotto fresco che intendiamo conservare a lungo. Nel freezer le temperature sono solitamente comprese in un range di -5/-18°C, il che comporta la formazione di grossi cristalli di ghiaccio all&#8217;interno degli alimenti. A causa dell&#8217;aumento di volume dell&#8217;acqua ghiacciata, quando si scongela quel prodotto esso appare afflosciato per via della distruzione della struttura cellulare.</p>
<p>Il surgelamento è, invece, un processo che avviene su scala industriale e prevede l&#8217;impiego di macchinari all&#8217;interno dei quali le temperature sono molto più basse rispetto a quelle del freezer di casa, arrivando a toccare anche i -80°C. Questo determina la formazione pressoché immediata di piccoli cristalli di ghiaccio che non distruggono la struttura dei cibi. Pertanto, tirando fuori dal freezer un prodotto surgelato, le sue caratteristiche rispetto a quello fresco sono pressoché inalterate.</p>
<h2>Gli utilizzi e i vantaggi del congelamento</h2>
<p>Grazie al freezer o al congelatore di casa è possibile conservare a lungo prodotti freschi che avrebbero altrimenti una breve durata (pochi giorni) all&#8217;interno del frigorifero. È questo il caso, ad esempio, di quegli alimenti di stagione che si possono trovare solo per limitati periodi dell&#8217;anno come ad esempio i funghi freschi, i frutti di bosco e la frutta estiva, diversi tipi di pesce e di cacciagione, e via dicendo. In questo modo è possibile conservare per qualche mese un surplus di questi alimenti per poi consumarli in un secondo tempo.</p>
<p>Il ricorso al congelamento risulta particolarmente indicato anche quando vi è una notevole abbondanza di prodotti dei quali si intende fare un consumo dilazionato nei mesi successivi. Un esempio classico è approfittare di una vendita all&#8217;ingrosso o promozionale a prezzi scontati.</p>
<p>In commercio si possono trovare moltissimi prodotti di gastronomia surgelati, già cucinati, che devono solo essere riscaldati per qualche minuto in forno o in padella prima di essere consumati. Anche se spesso non sono il massimo per la salute, questi piatti pronti surgelati rappresentano la soluzione ideale per chi va di fretta o non ha tempo (né voglia) di mettersi ai fornelli. In alternativa è possibile congelare cibi pronti preparati in casa, in modo tale da cucinarne grandi quantità in una sola volta. Grazie al congelamento si possono conservare per molte settimane, ad esempio, lasagne, sughi per la pasta, verdure cotte, pastafrolla e così via.</p>
<h2>Contenitori per congelare i cibi</h2>
<p>Molto importante è il discorso legato ai contenitori e alle protezioni utilizzati per il congelamento degli alimenti. La regola d&#8217;oro da tenere ben presente è che tutti i cibi, indipendentemente dalla loro tipologia, devono essere sempre isolati dall&#8217;ambiente esterno. Questa precauzione sostanzialmente è dovuta a tre aspetti: il primo è una questione di igiene, dal momento che il congelatore non deve essere contaminato da residui di cibo. Il secondo è che le basse temperature tendono a disidratare il prodotto, peggiorandone le caratteristiche organolettiche; infine, i cibi non chiusi ermeticamente – anche se congelati – tendono a perdere rapidamente profumi e sapori.</p>
<p>Fra i contenitori più utilizzati vi sono le vaschette di alluminio per freezer, usa e getta, vendute in nei supermercati e corredate di un coperchio di cartoncino sul quale è possibile annotare la preparazione contenuta e la data di congelamento. Ottimi sono anche i contenitori in vetro o in plastica che, essendo riutilizzabili, evitano di produrre rifiuti.</p>
<p>Più adatti a contenere alimenti sfusi sono invece i sacchetti usa e getta in polietilene, disponibili in commercio in numerosi formati. Questi sacchetti trasparenti si possono chiudere con una piccola banda metallica plastificata, annotandovi la data di congelamento nell&#8217;apposito spazio prestampato. Infine, per il freezer si possono anche avvolgere gli alimenti nella pellicola per alimenti oppure nella carta stagnola, a seconda delle preferenze.</p>
<h2>Quali cibi si possono congelare</h2>
<p>In freezer è possibile conservare davvero un&#8217;ampia gamma di alimenti: tanti certo, ma non tutti. Solitamente, più acqua e/o grasso sono contenuti e minore sarà la conservabilità del prodotto; vediamo qualche esempio.</p>
<p>La carne e il pesce crudi sono fra gli alimenti che meglio si prestano al congelamento, purché privati del grasso visibile e delle ossa (se presenti). I tempi di conservazione sono piuttosto variabili; si va infatti dai tre mesi massimi per salsicce e carni tritate sino ai 5-9 mesi delle bistecche di maiale o di manzo. Le carni di pollame e animali da cortile in genere (pollo, gallina, tacchino, anitra, faraona…) possono essere conservate sino a 12 mesi, e lo stesso vale per la cacciagione (lepre, cinghiale…).</p>
<p>Per quanto riguarda il pesce, le specie più magre (es. branzino, sogliola, orata…) hanno tempi di conservazione superiori rispetto a salmone, anguilla o sgombro che presentano carni piuttosto ricche di grassi. Prima di congelarlo, il pesce va accuratamente pulito e privato delle interiora.</p>
<p>Possono essere tranquillamente congelati i formaggi freschi, il burro e la panna montata, ma non i formaggi stagionati (a meno che non siano grattugiati). Le uova crude possono essere congelate purché si separino gli albumi dai tuorli; è invece sconsigliabile mettere in freezer le uova sode.</p>
<p>Fra i cibi che non si possono congelare vi sono creme, budini, besciamella, salse preparate con uova (es. maionese) e alcune verdure molto ricche in acqua (sedano, pomodori, insalata…).</p>
<h2>Come scongelare gli alimenti</h2>
<p>Per scongelare in modo sano ed ottimale gli alimenti è bene farlo nel modo più lento e graduale possibile. Ad esempio si consiglia, se non si ha fretta, di decongelare il cibo da un giorno all&#8217;altro lasciandolo per una notte intera nel frigorifero. Se non fa troppo caldo è possibile anche far scongelare l&#8217;alimento a temperatura ambiente, in casa o sul davanzale.</p>
<p>Assolutamente da evitare è l&#8217;impiego del forno elettrico o a gas per scongelare rapidamente i cibi crudi, che inevitabilmente tenderanno a cuocersi all&#8217;esterno e a rimanere crudi (e ghiacciati) all&#8217;interno. Se davvero si ha poco tempo è molto meglio ricorrere ai forni a microonde con incorporata la funzione di &#8220;defrost&#8221;, speciale per scongelare i cibi. I cibi già cotti possono invece essere tranquillamente messi in forno o in padella, tenendo la temperatura o il gas molto bassi per evitare che si brucino esternamente.</p>
<p>Per quanto riguarda gli alimenti avvolti nella pellicola o conservati nei sacchetti freezer lo scongelamento ideale è sotto un getto di acqua fredda. È importante evitare che l&#8217;acqua entri a contatto diretto con il cibo, altrimenti i succhi, le vitamine e i sali minerali saranno lavati via.</p>
<p>Quando i cibi sono stati scongelati, essi non devono nel modo più assoluto essere ricongelati dal momento che la loro carica batterica è particolarmente elevata e potrebbe dare problemi alla salute. Il consumo di cibi decongelati non deve avvenire oltre le 24 ore.</p>
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		<title>Tisane</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 21:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Infusi, decotti e macerati: esistono numerose tipologie di tisane, che differiscono fra loro non solo per gli ingredienti contenuti ma anche per le modalità di preparazione. Scopriamo in questa guida il vasto panorama delle tisane ed alcuni consigli e precauzioni per il loro utilizzo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2074" title="Tisane" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/tisane.jpg" alt="" width="600" height="426" /></p>
<h2>Le tisane, preziosi infusi naturali</h2>
<p>Soprattutto durante la stagione fredda, le tisane rappresentano un prodotto particolarmente apprezzato sia per il consumo domestico che quando ci si trova fuori casa. Stringere una tazza fumante tra le mani e bere qualcosa di caldo è infatti un momento piacevole per tante persone che non rinunciano ad una buona tisana dopo pranzo, prima di coricarsi o in qualunque altro momento della giornata.</p>
<p>Secondo quanto riportato dalla Farmacopea Ufficiale italiana, le tisane sono delle soluzioni acquose ricavate da una o più droghe vegetali e destinate a scopi terapeutici o come veicoli di altri medicamenti.</p>
<p>Alcune tisane, infatti, sono considerate a tutti gli effetti preparazioni officinali da impiegare per la cura di diversi tipi di affezioni e disturbi. Il loro utilizzo a fini terapeutici è noto da migliaia di anni, e in tutte le civiltà del mondo si è sviluppata l&#8217;abitudine di ricorrere a questi prodotti naturali. Grazie alle tisane infatti è possibile somministrare alla persona che ne ha bisogno i principi attivi contenuti in una o più piante medicinali.</p>
<p>Le tisane quindi non solo sono bevande aromatiche e gradevoli, ma spesso contengono anche principi attivi e di conseguenza vanno utilizzate con cautela e consapevolezza.</p>
<h2>Scegliere ed acquistare le tisane</h2>
<p>Affinchè le tisane possano risultare non solo &#8220;buone&#8221; al palato, ma anche efficaci nello svolgere le loro funzioni benefiche, i principi attivi devono essere presenti in quantità e qualità ottimali. Ad influenzare questi aspetti sono numerosi fattori come, ad esempio, il luogo dove le piante officinali vengono raccolte e, se coltivate, con quali modalità esse sono state fatte crescere. Molto importanti sono la tipologia di terreno e le caratteristiche del clima, le tecniche colturali impiegate, la concimazione e via dicendo.</p>
<p>Anche l&#8217;epoca di raccolta delle piante influenza profondamente le caratteristiche finali della tisana, dal momento che ciascun vegetale presenta un suo caratteristico &#8220;momento balsamico&#8221;. Con questo termine si indica il periodo nel quale all&#8217;interno dei tessuti della pianta è contenuta la quantità massima di principi attivi. Il momento balsamico può variare in modo significativo da un giorno all&#8217;altro, ma anche a seconda del momento della giornata.</p>
<p>Solitamente le tisane acquistate in erboristeria sono caratterizzate da una migliore qualità rispetto a quelle confezionate che si possono trovare al supermercato. I prodotti di erboristeria infatti sono sottoposti a processi di trasformazione – ovvero essiccazione, conservazione e confezionamento – più accurati. Le migliori tisane in assoluto sono quelle provenienti da agricoltura biologica, dal momento che con questo sistema di coltivazione si ha la certezza di consumare un prodotto privo di qualsiasi tipo di residuo di pesticidi o diserbanti.</p>
<h2>Come preparare una tisana</h2>
<p>Infusi, decotti e macerati: spesso vi è una certa confusione riguardante questi termini, che potrebbero sembrare sinonimi ma che in realtà identificano metodi di preparazione molto diversi fra loro.</p>
<ul>
<li>gli <strong>infus</strong>i sono una preparazione per certi versi simile a quella del tè in bustina. Tale modalità consiste nel far bollire dell&#8217;acqua, versandola poi in un recipiente ed aggiungendo le piante medicinali. Dopo aver lasciato il tutto in infusione per il tempo necessario (da pochi minuti sino a un massimo 10-15), si filtra la bevanda con un colino prima di berla;</li>
<li>il <strong>decotto</strong> si prepara mettendo a bollire dell&#8217;acqua, aggiungendovi le piante medicinali e lasciando sobbollire per qualche tempo (da 5 a 15 minuti). In questo modo avviene l&#8217;estrazione dei principi attivi contenuti nelle parti più coriacee della pianta come ad esempio corteccia, rametti, radici, aghi o foglie ispessite. Nella preparazione di un decotto è importante che le sostanze da estrarre non siano termolabili, ovvero resistano alle elevate temperature;</li>
<li>il <strong>macerato</strong>, infine, è un metodo di preparazione impiegato per estrarre sostanze attive termolabili che verrebbero altrimenti distrutte dall&#8217;ebollizione. In questo caso le piante medicinali vengono tenute a lungo in un liquido per consentire la solubilizzazione dei principi contenuti. La macerazione può avvenire in acqua oppure in alcool etilico, olio o altri liquidi, ma comunque sempre a temperatura ambiente.</li>
</ul>
<h2>Le tisane più diffuse</h2>
<p>Fra le tisane più consumate troviamo quelle a base di camomilla, tiglio, menta e melissa, prodotti che possono tranquillamente essere consumati in qualsiasi momento della giornata. La camomilla, insieme al tiglio, rilassa e distende i nervi; la menta viene assunta a scopi rinfrescanti e digestivi, mentre la melissa si utilizza per via delle sue proprietà sedative, spasmolitiche ed ansiolitiche.</p>
<p>Per chi soffre di problemi di digestione si consigliano tisane a base di radice di liquirizia, coriandolo e finocchio; quest&#8217;ultima pianta officinale ha inoltre la proprietà di ridurre i gas a livello intestinale. Queste tisane vanno assunte dopo il pasto.</p>
<p>Se ci si sente un po&#8217; fiacchi non c&#8217;è nulla di meglio di una tisana rigenerante ed energizzante, preparata ad esempio con radice di ginseng, matè, echinacea, timo serpillo, salvia, guaranà e scorza di limone non trattato.</p>
<p>In caso di problemi di stitichezza, transito intestinale irregolare e gonfiore addominale si possono assumere tisane ad azione lassativa che rappresentano ottime alternative, naturali al 100%, ai prodotti farmaceutici da banco. Queste tisane contengono solitamente piante officinali come senna, cascara, frangula, tarassaco, menta piperita e cumino.</p>
<h2>Precauzioni d&#8217;impiego delle tisane</h2>
<p>Anche se completamente naturali, non è detto che le tisane siano da considerarsi innocue e possano essere assunte senza precauzioni. In alcuni casi è bene prestare attenzione dal momento che anche queste bevande possono causare problemi alla salute.</p>
<p>È questo il caso, ad esempio, delle tisane lassative che devono essere assunte solo in caso di effettivo bisogno e con estrema moderazione. Accelerando il transito intestinale, infatti, le tisane lassative possono interferire con l&#8217;assorbimento dei principi nutritivi introdotti con il cibo e in particolare di vitamine, sali minerali e oligoelementi. Inoltre queste tisane possono causare il limitato assorbimento dei principi attivi dei farmaci assunti per via orale.</p>
<p>Una certa dose di attenzione è richiesta anche nel caso delle bevande a base di semi di finocchio. Questi infusi infatti contengono una sostanza naturale detta estragolo che si ritiene possa avere effetti potenzialmente cancerogeni. La prima segnalazione di questo problema risale al 2001, e da allora è stato scoperto che la maggior parte delle tisane al finocchio presenti in commercio possono contenere quantità di estragolo molto superiori alla soglia di cancerogenicità. Per questo è bene consumare solo saltuariamente questi prodotti, ed evitarli totalmente in caso di gravidanza, allattamento e nei bambini piccoli.</p>
<p>Attenzione anche all&#8217;eucalipto, che può dare problemi a livello intestinale; all&#8217;iperico, che ostacola l&#8217;assorbimento dei contraccettivi orali; al ginkgo biloba, che può interferire con alcuni farmaci ad azione anticoagulante; alla liquirizia, che causa ipertensione; al salice, dannoso per le persone sensibili ai salicili (es. aspirina).</p>
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		<title>Aprire centro abbronzatura</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprire un centro di abbronzatura può essere un'interessante attività imprenditoriale. Nonostante gli avvertimenti circa l'esposizione ai raggi UV, l'industria interna dei centri di abbronzatura continua a crescere. Alcune persone scelgono di aprire un solarium sotto la guida di un franchising, altre invece preferiscono mettere le proprie idee creative in partenza. In questa guida sono riportate tutte le indicazioni necessarie per chi desidera intraprendere questa attività commerciale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2066" title="Aprire centro abbronzatura" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/aprire-centro-abbronzatura.jpg" alt="" width="600" height="350" /></p>
<h2>Perché aprire un centro di abbronzatura</h2>
<p>Fa sorridere pensare che in un passato – non troppo lontano – l&#8217;abbronzatura era vista come una caratteristica poco desiderabile per la gente &#8220;per bene&#8221;, dal momento che erano i braccianti ed i comuni lavoratori ad essere abbronzati per via delle attività manuali svolte e del loro svantaggiato ceto sociale. Oggigiorno, si sa, le cose sono profondamente cambiate: da &#8220;marchio di povertà&#8221; che era un tempo, l&#8217;abbronzatura si è oggi trasformata in un vero e proprio status symbol che per molti è diventato irrinunciabile per tutto l&#8217;anno.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi viviamo in un&#8217;epoca in cui l&#8217;immagine che si comunica di sé è spesso anche l&#8217;aspetto più importante sul quale puntare; non sorprende che il settore dell&#8217;estetica sia uno dei pochi che, nonostante la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni, non ha subito grandi flessioni. Abbronzarsi in modo naturale, ovvero esponendosi al sole, è un&#8217;attività a costo zero ma che ha i suoi limiti: è legata alla stagionalità ed alle condizioni meteorologiche, e per molte persone le occasioni di andare in vacanza capitano solo una o due volte all&#8217;anno. Inoltre durante la stagione invernale si è inevitabilmente destinati a riacquistare il pallore tipico delle pelli non esposte al sole.</p>
<p>Per tutti questi motivi aprire un centro di abbronzatura è un&#8217;opzione piuttosto desiderabile per chi si vuole avventurare in una attività di tipo imprenditoriale, dal momento che la richiesta dei servizi offerti da queste strutture è costante per tutto l&#8217;anno. Il bacino di utenza che potenzialmente potrebbe avvalersi di un centro di abbronzatura è ampio, soprattutto nelle aree più densamente popolate, ma purtroppo c&#8217;è da fare i conti con la concorrenza. A causa della elevata richiesta sono infatti numerosi i centri di abbronzatura esistenti, che fra loro operano in un regime di concorrenza anche piuttosto serrata. Per questo, se si intende avviare un&#8217;attività redditizia e duratura nel tempo è bene pianificarla e gestirla con estrema attenzione.</p>
<h2>Autorizzazioni necessarie</h2>
<p>Aprire un centro di abbronzatura richiede una serie di passaggi burocratici che talvolta possono essere piuttosto lunghi e complessi se non si ha molta dimestichezza con il settore pubblico. È il Comune a rilasciare l&#8217;autorizzazione necessaria per l&#8217;apertura di tale attività commerciale, e per ottenerla è necessario produrre alcuni documenti fra i quali:</p>
<ul>
<li>una planimetria dei locali destinati a diventare &#8220;centro di abbronzatura&#8221;, che indichino superfici, altezze, superficie finestrata degli spazi a disposizione e che riportino la destinazione d&#8217;uso di ciascun locale;</li>
<li>una dichiarazione relativa alla destinazione d&#8217;uso ed agibilità dei locali, che sia firmata da un tecnico abilitato e contenga in allegato la planimetria del locale;</li>
<li>una relazione tecnica che attesta lo stato dei locali, le attrezzature e suppellettili già presenti oppure da installare successivamente, le caratteristiche del sistema di ventilazione, del sistema di smaltimento delle acque reflue, dello smaltimento dei rifiuti, del rifornimento idrico, dei posti di lavoro previsti e di tutti i procedimenti tecnici utilizzati.</li>
</ul>
<p>I locali, le attrezzature utilizzate, il personale impiegato e ed i procedimenti tecnici usati nel centro di abbronzatura devono rispondere a particolari requisiti di idoneità igienico-sanitaria regolata dalla legge.</p>
<p>Secondo la normativa italiana, nei centri di abbronzatura deve essere obbligatoriamente garantita la presenza di un&#8217;estetista diplomata che sia in grado di assistere e fornire il suo supporto alla clientela. La presenza di personale in possesso di un attestato di formazione professionale è una garanzia a tutela della salute della clientela: i raggi ultravioletti utilizzati per l&#8217;abbronzatura artificiale sono infatti potenzialmente pericolosi per la salute e vanno utilizzati con la massima cautela per evitare danni permanenti non solo estetici, ma anche di salute. Un professionista è in grado di suggerire l&#8217;utilizzo e l&#8217;intensità dei diversi dispositivi per l&#8217;abbronzatura, nell&#8217;ottica di garantire un risultato soddisfacente compatibile con la tutela della salute e, soprattutto, rispettoso delle carnagioni più chiare e delicate.</p>
<h2>Investimenti iniziali da sostenere</h2>
<p>Durante la fase di pianificazione di un centro di abbronzatura è necessario curare con particolare attenzione la questione legata all&#8217;investimento iniziale. Si tratta infatti di una voce di bilancio particolarmente consistente per via del costo elevato di macchinari ed attrezzature, che oltretutto dovranno nel tempo essere sottoposte a periodiche manutenzioni. La soluzione migliore per rendere le spese iniziali meno onerose è senza dubbio la richiesta di finanziamenti agli istituti di credito, e la possibilità di effettuare pagamenti rateali da &#8220;spalmare&#8221; per un arco di tempo più o meno lungo.</p>
<p>L&#8217;attrezzatura di base, indispensabile per aprire un centro di abbronzatura, è rappresentata da:</p>
<ul>
<li>bancone, scaffali, cassettiere, mensole per la reception;</li>
<li>espositori per contenere il materiale pubblicitario e promozionale;</li>
<li>sedie e sgabelli per il personale della reception;</li>
<li>poltroncine e/o divanetti per l&#8217;attesa dei clienti;</li>
<li>cabine estetiche, tende, specchiere, lettini;</li>
<li>lampade per il viso, docce e lettini abbronzanti.</li>
</ul>
<p>Fra le docce per l&#8217;abbronzatura, in particolare, si può scegliere fra quelle a &#8220;bassa pressione&#8221; o ad &#8220;alta pressione&#8221;. Le prime sono soprattutto indicate per le persone che hanno una carnagione chiara e poco abituata al sole, e permettono stimolare la produzione di melanina in modo più blando. Al contrario, le docce ad alta pressione sono indicate per chi ha una carnagione tendente allo scuro oppure è già piuttosto abbronzato. In questo caso infatti la radiazione è più forte e di conseguenza l&#8217;abbronzatura è più rapida ed intensa. Anche nel caso dei lettini abbronzanti è possibile scegliere fra modelli ad alta ed a bassa pressione; l&#8217;ideale è avere a disposizione più apparecchiature di diverse tipologie in modo tale da soddisfare le esigenze della clientela.</p>
<p>Per quanto riguarda le lampade facciali, queste sono impiegate solo per abbronzare il viso e si distinguono diverse tipologie di modelli. Fra i più diffusi troviamo la lampada trifacciale e quella esafacciale, che rispettivamente sfruttano la radiazione emessa da tre e da sei diverse lampadine.</p>
<h2>Non solo abbronzatura</h2>
<p>Un centro di abbronzatura in grado di fornire ai propri clienti &#8220;solo&#8221; lampade e lettini probabilmente non sarà destinato ad un grande successo, indipendentemente dalle sue dimensioni e dagli investimenti iniziali effettuati. Al giorno d&#8217;oggi infatti una ampia gamma di servizi &#8220;collaterali&#8221; offerti è indispensabile per attirare e fidelizzare la clientela che, quindi, non solo frequenta questa struttura per abbronzarsi, ma anche per usufruire di numerosi trattamenti estetici. Offrire alla propria clientela anche la possibilità di avvalersi di diversi trattamenti di bellezza rappresenta inoltre l&#8217;occasione per ammortizzare il costo legato alla presenza di un&#8217;estetista diplomata che, vale la pena ricordarlo, è obbligatoria per legge.</p>
<p>La diversificazione dell&#8217;offerta garantita da un centro di abbronzatura rappresenta quindi una importante occasione per collocarsi in una posizione avvantaggiata rispetto alla concorrenza e, in genere, più servizi si riescono a garantire e maggiore sarà la clientela. Quasi paradossalmente, spesso accade che fra i frequentatori di un centro di abbronzatura si possano trovare persone che con la tintarella non hanno nulla a che fare, ma che al contrario usufruiscono di altri tipi di trattamenti estetici.</p>
<p>Fra le attività collaterali che possono essere integrate nel centro di abbronzatura possiamo ad esempio ritrovare:</p>
<ul>
<li>manicure e pedicure, ricostruzione unghie;</li>
<li>epilazione (ceretta) ed epilazione definitiva (con laser, luce pulsata o elettrodepilazione);</li>
<li>pulizia del viso, peeling, trattamenti antirughe;</li>
<li>sauna e bagno turco (per i centri di abbronzatura più grandi), idromassaggio;</li>
<li>aromaterapia, trattamenti ayurvedici, cristalloterapia;</li>
<li>trattamenti anticellulite, dimagranti, esfolianti, idratanti;</li>
<li>applicazione di fanghi termali, talassoterapia.</li>
</ul>
<p>Per invogliare il cliente a sperimentare anche queste tipologie di trattamenti è possibile mettere a disposizione dei pacchetti promozionali che includano, ad un costo fisso, alcune di queste opzioni extra. È indispensabile che il centro di abbronzatura si avvalga di esperti del settore: non solo estetisti, ma anche massaggiatori, massoterapisti ed altre figure professionali.</p>
<h2>In proprio o in franchising</h2>
<p>Chi è intenzionato ad aprire un centro di abbronzatura può riscontrare diverse difficoltà tecniche e burocratiche, dal momento che l&#8217;iter per ottenere il rilascio delle autorizzazioni è piuttosto lungo e talvolta complicato. Anche dal punto di vista economico non sempre si ha la possibilità di accedere a finanziamenti da parte degli istituti di credito, perciò l&#8217;attività imprenditoriale autonoma non sempre è la soluzione più semplice.</p>
<p>Una opportunità alternativa, che negli ultimi tempi sta riscuotendo un notevole successo, è rappresentata dall&#8217;apertura di un centro di abbronzatura in franchising. Sono infatti numerose le imprese specializzate in questo settore che offrono all&#8217;aspirante imprenditore un aiuto a 360° per avviare e gestire tale attività commerciale. Queste aziende offrono infatti supporto durante la fase progettuale e di realizzazione, mettendo a disposizione il proprio know how anche durante la successiva gestione e promozione commerciale.</p>
<p>Le aziende specializzate nel franchising sono in grado di occuparsi inoltre di tutti gli aspetti legati alla burocrazia e forniscono tutto il materiale (arredamento, suppellettili, macchinari…) necessario al centro di abbronzatura. In genere si può scegliere fra pacchetti &#8220;completi&#8221; o &#8220;ridotti&#8221; a seconda delle dimensioni e del target di clienti del centro, ed ovviamente sulla base del budget a disposizione.</p>
<p>Aprire un centro di abbronzatura in franchising ha dunque molti aspetti positivi che riguardano la semplificazione delle procedure, ma non sono da tralasciare alcuni aspetti negativi. Si tratta infatti di un punto vendita legato a doppio filo con il franchisor e che dovrà utilizzarne il logo e seguire le indicazioni presenti nel contratto; spesso, inoltre, il centro di abbronzatura è tenuto a versare al franchisor una percentuale sui propri guadagni.</p>
<p>Aprire un centro di abbronzatura senza l&#8217;ausilio del franchising può essere un&#8217;iniziativa imprenditoriale più complicata ed impegnativa, che però garantisce al proprietario l&#8217;assoluta autonomia in termini di marchi, prezzi, logo e gestione. Inoltre, aspetto certamente da non trascurare, i proventi dell&#8217;attività ritornano interamente all&#8217;imprenditore.</p>
<h3>Promuovere il negozio</h3>
<p>Un aspetto di fondamentale importanza per il successo di un centro di abbronzatura è senza dubbio rappresentato dal marketing. In presenza di una concorrenza tanto serrata è indispensabile offrire alla propria clientela servizi che si distinguano da quelli offerti nella media, ad esempio utilizzando particolari attrezzature, offrendo trattamenti estetici complementari oppure prevedendo soluzioni economicamente vantaggiose.</p>
<p>Ovviamente non basta solo avere a disposizione un centro di abbronzatura valido ed efficiente: bisogna anche farsi conoscere in giro, soprattutto durante i primi periodi di attività. È preferibile rivolgersi ad agenzie pubblicitarie specializzate che possano elaborare depliant, opuscoli pieghevoli e affissioni da apporre nei luoghi maggiormente frequentati. Per farsi pubblicità si può anche ricorrere ad inserzioni su testate giornalistiche locali o presso emittenti radiofoniche della città, senza naturalmente dimenticare internet. La rete rappresenta infatti uno strumento versatile e influente che permette di raggiungere praticamente senza sforzo moltissime persone: una buona campagna di marketing dovrebbe sfruttare le potenzialità della rete, appoggiandosi ad un sito internet del centro di abbronzatura che, possibilmente, dovrebbe essere presente anche sui più famosi social network come Facebook e Twitter.</p>
<p>Una volta &#8220;conquistato&#8221; il cliente per una prima visita al centro di abbronzatura, è poi molto importante curare l&#8217;aspetto legato alla sua fidelizzazione. Chi si reca presso questo centro dovrebbe essere invogliato a ritornarvi, allo scopo di creare una clientela stabile e duratura nel tempo. Per ottenere questo risultato si possono ad esempio offrire pacchetti scontati per lampade e trattamenti estetici, ad esempio con la formula &#8220;3 x 2&#8243; oppure &#8220;una seduta gratis ogni 10&#8243;. Per aumentare il volume di clienti, è possibile anche ricorrere a promozioni come ad esempio sconti per chi porta amici e parenti presso il centro. Per favorire l&#8217;accesso ai lavoratori è ad esempio possibile istituire tariffe agevolate per i frequentatori della pausa pranzo, sia personali che di gruppo; allo scopo di divulgare le offerte è opportuno predisporre una campagna pubblicitaria mirata presso le aziende limitrofe al centro di abbronzatura.</p>
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		<title>Finestre in PVC</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:35:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il PVC è uno dei più innovativi materiali per la costruzione di finestre ed infissi, che presenta molti vantaggi legati ad economicità, praticità d'uso, resistenza meccanica e durabilità. In questa guida scopriremo le caratteristiche uniche e i vantaggi legati all'utilizzo di finestre in PVC.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2059" title="Finestre in PVC" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/finestre-in-pvc.jpg" alt="" width="578" height="450" /></p>
<h2>Caratteristiche</h2>
<p>Con la sigla PVC si identifica un particolare polimero, il polivinilcloruro, che rappresenta una delle materie plastiche più utilizzate a livello mondiale sia nella sua forma flessibile (es. teli e pellicole) che in quella rigida. In quest&#8217;ultimo caso, in particolare, il PVC viene utilizzato in edilizia per la costruzione di finestre ed infissi.</p>
<p>Il PVC è un materiale che possiede caratteristiche molto valide ai fini costruttivi, ovvero un elevato livello di resistenza alla corrosione, alla ruggine, agli urti e al deterioramento causato dal tempo. Le finestre realizzate in PVC inoltre sono dotate di buone capacità fonoassorbenti che le rendono indicate soprattutto in città oppure nelle zone di grande traffico. Questo materiale è inoltre caratterizzato da ottime capacità isolanti che sono in linea con le esigenze di risparmio energetico e di riduzione della produzione di CO2. Sia gli infissi in PVC che le finestre realizzate con questo materiale sono riciclabili, pertanto anche da questo punto di vista si tratta di una scelta in linea con la salvaguardia dell&#8217;ambiente e la riduzione dei rifiuti.</p>
<p>Grazie alle sue particolarità le finestre in PVC sono anche consigliate nelle zone situate in prossimità del mare o di ambienti salmastri: si tratta infatti di un materiale piuttosto resistente nei confronti della salsedine e che, a differenza di altri, non si squama né si degrada col passare del tempo.</p>
<p>Le finestre in PVC consentono di dormire tranquillamente dal momento che sono fra le migliori sul mercato in termini di sicurezza. Queste finestre sono infatti particolarmente resistenti alle intrusioni e agli incendi; inoltre, consentono l&#8217;installazione di eventuali misure di sicurezza aggiuntive.</p>
<h2>Tipologie di finestre in PVC</h2>
<p>Le particolari caratteristiche strutturali di questo materiale termoplastico permettono la realizzazione di numerosi modelli di finestre con forme ed aspetto ricercato, decisamente apprezzate dal punto di vista architettonico e del design. La possibilità di installare finestre in PVC costituisce infatti un&#8217;ottima opportunità per architetti ed arredatori di interni che possono letteralmente &#8220;sbizzarrirsi&#8221; in fase di progettazione assecondando le esigenze della propria clientela.</p>
<p>Le finestre in PVC possono essere scelte prima della costruzione di una abitazione, ma anche per i successivi lavori di ristrutturazione. Queste finestre sono realizzate con particolari forme artistiche quali ad esempio archi ed elementi curvilinei. Inoltre si possono trovare modelli semplici come ad esempio finestre di forma quadrata o rettangolare, con traversi ed inglesine oppure con traversi a croce. Esistono anche finestre sovrastate da archi a tutto sesto, archi ribassati o addirittura circolari, dotate o meno di traversi raggiati o perpendicolari.</p>
<p>Solitamente si prediligono le finestre con battenti verticali, che consentono un ricambio ottimale dell&#8217;aria e possono essere pulite in modo semplice ed agevole. Inoltre anche dal punto di vista estetico queste finestre hanno un aspetto decisamente più elegante e slanciato.</p>
<h2>Scelta, montaggio e manutenzione</h2>
<p>Per quanto riguarda la scelta delle finestre in PVC, l&#8217;offerta è piuttosto ampia e sono numerose le ditte specializzate nella loro installazione. Per farsi un&#8217;idea di massima sui diversi modelli, colori e tipologie di finestre (e relativi infissi) è consigliabile consultare i cataloghi cartacei oppure effettuare ricerche su internet.</p>
<p>Il montaggio delle finestre in PVC è sostanzialmente analogo a quello di altre tipologie di finestre; per eseguire questi lavori è consigliabile rivolgersi ad una ditta specializzata. Il costo di installazione sarà proporzionale al numero e alle dimensioni delle finestre, ed agli eventuali lavori preparatori a livello del muro.</p>
<p>Una volta installate, le finestre in PVC offrono il vantaggio di non richiedere particolari operazioni di manutenzione, al di là della periodica pulizia. Per rimuovere lo sporco e il pulviscolo accumulatosi sulle finestre è consigliabile utilizzare un prodotto neutro specifico per vetri e cristalli da impiegare con un panno morbido.</p>
<h2>Prezzi</h2>
<p>A seconda delle dimensioni e del modello, i prezzi delle finestre in PVC possono essere molto variabili. Ad esempio, una finestra ad un&#8217;anta delle dimensioni di 80 x 120 centimetri, compresa di maniglie, copricerniere e profili, ha un costo che solitamente si aggira intorno ai 250-300 euro. Maggiore è la spesa nel caso si optasse per una doppia vetrocamera isolante, riempita con gas argon, che può costare intorno ai 350 euro.</p>
<p>Aumentando le dimensioni della finestra ed il numero di ante anche il prezzo sale. In questo caso, una finestra a due ante delle dimensioni di 150 x 120 centimetri ha un costo di circa 500-600 euro. Una grande vetrata per il soggiorno o il salotto, da 120 x 200 centimetri, può facilmente costare più di 1000-1100 euro. I prezzi sono ovviamente variabili a seconda dell&#8217;azienda produttrice e del marchio.</p>
<p>Nel caso di acquisto contemporaneo di più finestre solitamente si possono ottenere sconti sul prezzo finale; prima di scegliere, si consiglia di contattare diversi rivenditori e montatori professionisti in modo tale da ottenere preventivi personalizzati per poter comparare i prezzi. Un ottimo modo per trovare informazioni è internet, ideale non solo per farsi un&#8217;idea sui costi ma anche per trovare ispirazione per la scelta del modello più adatto alla propria casa.</p>
<h3>Gli infissi in PVC</h3>
<p>Oltre alle finestre, in commercio si possono trovare anche infissi realizzati in PVC che presentano il vantaggio di essere leggeri, resistenti e semplici da pulire. Inoltre grazie alle loro spiccate capacità termocoibentanti gli infissi in PVC contribuiscono al risparmio energetico della casa, sia in inverno (trattenendo il calore all&#8217;interno) che d&#8217;estate isolando l&#8217;ambiente domestico dalle elevate temperature.</p>
<p>In alternativa le finestre in PVC possono essere montate su infissi in alluminio, un altro ottimo materiale che conferisce rigidità, robustezza e lunga durata nel tempo. Uno dei problemi più comuni degli infissi in PVC è infatti rappresentato dal fatto che questo materiale tende a scolorirsi col tempo, pertanto gli infissi in alluminio rappresentano una buona alternativa per non avere problemi estetici a distanza di anni dall&#8217;installazione. C&#8217;è comunque da dire che, negli ultimi anni, grazie a nuovi materiali questo problema legato allo scolorimento è sempre meno frequente, e questo vale soprattutto per i costruttori più noti che operano sul mercato.</p>
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		<title>Noleggio abito da sposa</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 15:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il noleggio dell'abito da sposa rappresenta una valida alternativa all'acquisto, dal momento che comporta un notevole risparmio sui costi ed altri benefici non indifferenti. In questa guida sono descritte le modalità di noleggio dell'abito, come questo si svolge e i suoi numerosi vantaggi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2056" title="Noleggio abito da sposa" src="http://www.guidaprodotti.com/immagini/noleggio-abito-sposa.jpg" alt="" width="371" height="500" /></p>
<h2>L&#8217;abito da sposa a noleggio</h2>
<p>Si dice che il giorno del proprio matrimonio sia il più bello della vita. Qualcuno potrebbe essere d&#8217;accordo con questa affermazione e qualcun altro no, eppure praticamente tutti saranno concordi su una cosa: si tratta senz&#8217;altro di uno dei giorni più dispendiosi in termini economici. Senza nulla togliere alla romanticità di questo evento, è possibile limitare le spese prendendo a noleggio l&#8217;abito da sposa senza – come fanno in molti – acquistarlo.</p>
<p>La soluzione del noleggio, a conti fatti, è senz&#8217;altro interessante dal momento che gli abiti indossati durante la cerimonia sono destinati inevitabilmente a finire sul fondo di un armadio, in soffitta o in cantina. Inoltre, per motivi economici, spesso ci si deve accontentare di un modello di abito da sposa non esattamente in linea con i propri desideri rinunciando quindi all&#8217;abito da sogno.</p>
<p>Il noleggio consente invece di scegliere il modello di abito da sposa che si preferisce, senza essere frenati dal prezzo; un abito che, in seguito all&#8217;utilizzo, si potrà restituire comodamente senza doversi porre il problema di come o dove conservarlo.</p>
<h2>Gli atelier per il noleggio</h2>
<p>Gli atelier specializzati nel noleggio di abiti da sposa offrono alla propria clientela un vasto assortimento di modelli, fra i quali ci sarà senz&#8217;altro quello più confacente ai propri gusti ed alle proprie aspettative. Oltre ai classici abiti da matrimonio religioso, si possono noleggiare anche quelli per il matrimonio civile ed eventualmente anche gli abiti per le proprie damigelle.</p>
<p>Presso questi atelier specializzati è inoltre possibile trovare gli accessori giusti da abbinare all&#8217;abito da sposa come ad esempio scarpe, veli, stole, sottogonne, guanti, giacchini coprispalle e persino il cuscino porta fedi. Non sono solo gli abiti da sposa ad essere noleggiati, ma anche quelli per lo sposo: in questo modo si può usufruire del noleggio di frac, smoking o tight corredati di fasce, papillon, cilindro e bastone, cravatta e camicie.</p>
<p>Molti atelier inoltre offrono alla propria clientela la possibilità di stipulare una polizza assicurativa sull&#8217;abito da sposa, preso in noleggio, che salvaguarda in caso di eventuali danni all&#8217;abito. Se si ha la possibilità è consigliabile avvalersi di questa opzione, dal momento che in caso di macchie indelebili o danni irreparabili all&#8217;abito chi lo ha noleggiato è tenuto a risarcire l&#8217;atelier del suo intero valore.</p>
<h2>I vantaggi del noleggio</h2>
<p>Come già accennato, noleggiare un abito da sposa invece che comprarlo comporta un considerevole risparmio. Nella maggior parte dei casi si parla di una spesa pari ad appena un terzo di quella relativa all&#8217;acquisto di un abito da sposa nuovo! Questo significa che, se nel budget del proprio matrimonio si è ad esempio preventivata una spesa di mille euro per l&#8217;acquisto, a conti fatti ricorrendo al noleggio ci si può permettere un abito che ne vale anche tremila. Spesso inoltre chi acquista un abito rinuncia agli accessori per via del loro elevato costo; grazie al noleggio questi si possono includere senza far lievitare a dismisura il conto finale.</p>
<p>Da non sottovalutare è anche il vantaggio di non doversi trovare per casa un abito da sposa ad ingombrare l&#8217;armadio, il quale – tralasciando l&#8217;indubbio legame affettivo – obiettivamente non è più di alcuna utilità pratica. Col tempo, inoltre, l&#8217;abito si potrebbe persino rovinare diventando perciò inutilizzabile e precludendo qualsiasi possibilità di poterlo rivendere in un secondo tempo (cosa che in molti, per motivi economici o di spazio, si trovano prima o poi costretti a fare).</p>
<p>Gli atelier specializzati nel noleggio sono dotati di propri laboratori sartoriali presso i quali l&#8217;abito scelto viene adattato alle misure della futura sposa, con annesse eventuali riparazioni e prove. In questi laboratori lavorano sarti competenti e specializzati negli abiti da cerimonia, pertanto si può contare sul parere di un personale senza dubbio esperto del mestiere.</p>
<p>Alcuni atelier consentono inoltre alla propria clientela di acquistare l&#8217;abito preso in noleggio per il matrimonio. Può infatti capitare che, una volta conclusa la cerimonia, gli sposi si siano talmente affezionati ai propri abiti da volerli tenere per sé.</p>
<h2>Come noleggiare l&#8217;abito da sposa</h2>
<p>Recandosi presso un atelier specializzato nel noleggio si possono visionare gli abiti a disposizione sfogliando il catalogo oppure visionando direttamente i modelli. Per quanto riguarda l&#8217;igiene, i controlli sono scrupolosi e tutti gli abiti da sposa vengono accuratamente lavati e sterilizzati prima di essere nuovamente messi a disposizione per il noleggio.</p>
<p>Una volta trovato l&#8217;abito da sposa desiderato si procede con gli adattamenti necessari presso il laboratorio sartoriale; contemporaneamente avviene la scelta degli accessori più adatti. Terminata la cerimonia l&#8217;abito viene restituito così com&#8217;è, senza necessità di doversi occupare del suo lavaggio.</p>
<p>Su internet si possono trovare numerosi atelier specializzati nel noleggio, ed alcuni di essi mettono persino a disposizione della propria clientela l&#8217;opzione del &#8220;noleggio a distanza&#8221;, grazie alla quale è possibile ricevere direttamente a casa propria il modello di abito da sposa scelto dal catalogo. Per usufruire di questa interessante opportunità, alla quale spesso sono legati sconti o promozioni, è solitamente richiesto un deposito cauzionale che viene restituito quando l&#8217;abito ritorna al negozio. La spedizione avviene tramite corriere espresso e può essere assicurata.</p>
<h2>Costo del noleggio</h2>
<p>I costi relativi al noleggio di un abito da sposa e degli eventuali accessori sono piuttosto variabili, e la voce di spesa più significativa è ovviamente rappresentata dall&#8217;abito stesso. In questo caso è soprattutto la griffe ad influenzare i prezzi: per gli abiti di case di moda &#8220;non famose&#8221; e di semplice fattura i prezzi partono in genere dai 250-300 euro; scegliendo modelli più elaborati oppure di famosi stilisti si possono superare anche i 1000-1500 euro come prezzo di base.</p>
<p>Per quanto riguarda gli accessori, anche in questo caso il range di prezzi è piuttosto variabile a seconda del modello e soprattutto della marca. Molti negozi offrono &#8220;pacchetti risparmio&#8221; che includono, insieme al noleggio dell&#8217;abito da sposa, anche quello di accessori come scarpe, guanti e velo: i prezzi per questi extra vanno solitamente dai 100 euro in su.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi le operazioni di sartoria necessarie per l&#8217;adattamento dell&#8217;abito da spoas sono comprese nel costo del noleggio, ma non sempre: anche in questo caso si consiglia di informarsi preventivamente per evitare spiacevoli sorprese nel conto finale.</p>
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