Binocolo

4 agosto, 2013

Strumento versatile ed affascinante, il binocolo è una delle protesi tecnologiche più apprezzate per aguzzare la vista e giocare con il dettaglio. Che si tratti di avvicinare la natura, di una serata a teatro o di una immersione sotto le stelle, i binocoli accompagnano da tempo l’uomo e la sua smania di conoscere.

Binocolo

Storia

Il binocolo è oggi uno degli strumenti ottici più maneggevoli ed utilizzati, in diversi settori e per scopi disparati. Consiste in una coppia di telescopi, avvicinati opportunamente e paralleli per ottenere una perfetta visione binoculare, visione che restituisce una porzione ingrandita dello spazio in direzione del quale è puntato l’oggetto. Il termine deriva appunto dal latino binoculus, “due occhi”, e fa ovviamente riferimento alla possibilità di utilizzare entrambi gli occhi per lo strumento. Ecco una delle differenze principali rispetto al telescopio e al cannocchiale, il cui funzionamento è invece regolato sull’utilizzo di un solo occhio, dunque meno comodo ed ergonomico.

La storia di questo dispositivo sfuma in quella, più vasta e sfaccettata, delle tecnologie sorte dall’ambizione umana di potenziare le proprie capacità. In quest’ottica l’idea di ingrandimento è leggibile come manifestazione del desiderio umano di padroneggiare il mondo da un lato nel dettaglio, nel particolare, nello specifico, dall’altro nello spazio, dunque rispetto alle grandi distanze.

I primi strumenti di osservazione sul modello del binocolo furono i telescopi, utilizzati sapientemente da Galilei sfruttando invenzioni di paternità olandese, e grazie ai quali vennero svelati numerosi arcani (per l’epoca) relativi al nostro pianeta ed all’universo. Il telescopio galileiano aveva all’epoca un funzionamento simile ad alcuni odierni binocoli da teatro. E’ del 1850, invece, il prezioso contributo tecnologico da parte di Ignazio Porro, grazie all’introduzione del prisma.

Le evoluzioni contemporanee della tecnologia hanno infine consentito l’introduzione di materiali e soluzioni all’avanguardia che hanno reso anche il settore dei binocoli un settore complesso, ben organizzato e soprattutto costantemente arricchito da nuovi prodotti. In questa breve panoramica cercheremo di valutare, oltre ai campi di applicazione e dunque agli usi, quelle caratteristiche tecniche che consentono di effettuare una scelta mirata per chi desiderasse entrare in possesso di un binocolo, o semplicemente capire come funziona e che caratteristiche ha.

Utilizzo

Ci divertiremo qui a descrivere un pò di modalità d’uso consuete del binocolo, sperando di fornire qualche spunto, o semplicemente di attraversare velocemente il mondo cui appartiene questo magico oggetto. Anzitutto questo può essere uno strumento d’indagine e d’investigazione: avvicinando le cose, ce le rende note, palesi, identificabili. Non a caso è compagno inseparabile di investigatori privati, forze dell’ordine, forze armate. Un altro utilizzo classico è legato al teatro, specialmente a chi si muove dagli spalti e vuole seguire più da vicino le gesta degli attori, magari con un modello “stylish” tascabile.

Questo può accadere anche in uno stadio o, molto più spesso, in un ippodromo. Nell’immaginario popolare il binocolo è anche lo strumento dell’indiscrezione per eccellenza, quello che utilizza chi vuole “impicciarsi” nelle faccende altrui. Ma è anche compagno inseparabile del cacciatore e del birdwatcher, due figure animate da sentimenti opposti nei confronti degli animali, ma al contempo molto concentrate sulla necessità di seguire e identificare la propria preda.

Utile anche all’escursionista, che raggiunte le vette trascorre piacevoli minuti a contemplare dall’alto il paesaggio circostante; la nautica allo stesso modo dovendo sul mare relazionarsi con grosse distanze.

Il binocolo è oggi anche un valido supporto per l’astrofilo, che si tratti del neofita che sta guadagnando familiarità con il cielo stellato o del professionista che necessita di uno strumento sempre alla portata. Abbiamo infine modelli da viaggio, piccoli e comodi per ogni necessità, tascabili e maneggevoli, per un uso pronto e occasionale.

Caratteristiche

Andiamo ora ad esaminare nel dettaglio le sue caratteristiche tecniche. Un binocolo potrebbe piacerci inizialmente soprattutto per l’aspetto, per le linee sinuose e morbide o il profilo elegante. Ma un acquirente attento sa bene che ad essere esaminata, anzitutto, sarà l’efficienza dell’oggetto. Non esistono veri e propri modelli universali. L’acquisto va finalizzato all’uso che si intende farne e va soprattutto guidato dal budget disponibile. Valuteremo ad esempio la marca, occupandoci di verificare se la casa di produzione si occupi solo di binocoli o anche d’altro, e soprattutto le lenti e i materiali di costruzione, la luminosità degli obiettivi, la praticità, l’impermeabilità.

In un binocolo l’immagine attraversa due serie di lenti, quindi incontra alcuni prismi che si occupano di raddrizzarla consentendone la visione, a differenza di uno strumento come il cannocchiale che invece capovolge l’immagine e basta. Il principio di funzionamento somiglia a quello dell’occhio umano, che riceve inizialmente l’immagine capovolta. La disposizione dei prismi, organizzati in quel che è definito “sistema di inversione”, avviene solitamente attraverso la cosiddetta “configurazione di Porro”, un particolare allineamento delle lenti che valorizza la profondità dell’immagine. Sono questi i prismi utilizzati sui binocoli dalla forma allargata, quelli il cui diametro attorno all’obiettivo è maggiore e va aumentando progressivamente come in un cono.

Un’alternativa sono i cosiddetti “prismi a tetto”, che incontriamo soprattutto nei modelli tascabili. Quanto dovrà ingrandire l’immagine il nostro modello? Qui ci viene in aiuto la coppia di cifre solitamente abbinate ad ogni prodotto. Se un binocolo è un 10×50, ad esempio, la cifra 10 farà riferimento al numero di ingrandimenti (ossia l’oggetto osservato ci sembrerà più vicino di ben 10 volte), mentre 50 corrisponderà al diametro della lente prossima all’obiettivo, espresso in millimetri. In commercio troviamo molti modelli, le cui specifiche varieranno in funzione di tale rapporto obiettivo-ingrandimento.

Luminosità, uso ed accessori

Ora un po’ di termini tecnici. In un binocolo si dice oculare la lente più prossima all’occhio, solitamente circondata da un cerchietto in gomma o da opportuni bordi. La distanza tra l’occhio e la prima lente è chiamata “distanza della pupilla d’uscita”. La lettera W indica che il modello è un grandangolare, ossia ci permette di abbracciare un notevole campo visivo.

Le lettere B, Z e D fanno invece riferimento agli schemi ottici, relativi al paese di produzione. La lettera R indica la copertura in gomma dell’oggetto (molto utile, considerando che il binocolo è un oggetto da maneggiare, dunque facilmente soggetto a urti o cadute).

La luminosità è invece in relazione con le dimensioni (la grandezza) dell’obiettivo, e fa riferimento alla capacità di un binocolo di consentire una visione nitida anche in condizioni di luce scarsa o notturna. Si parla qui di “apertura” di un obiettivo. Aumentando gli ingrandimenti, ovviamente, sarà più difficile “tener ferma” l’immagine, la luminosità diminuirà e allo stesso modo il campo visivo.

Il binocolo, questo è risaputo, non è uno strumento che richiede particolari doti per essere utilizzato. Il suo funzionamento è tutto imperniato sulla ghiera (la rotellina) di regolazione, localizzata tra i due obiettivi, grazie alla quale mettere a fuoco l’immagine. Se portiamo gli occhiali, possiamo comunque ottimizzare grazie alla ghiera la nostra visione, senza la necessità di indossare le lenti. Una buona ghiera è fluida e veloce, e ci permette una messa a fuoco rapida. Esistono anche quelli che montano ghiere di compensazione diottrica.

La lettera B, precedentemente citata, indica che la distanza occhio-lente oculare permette a chi indossa gli occhiali di utilizzare il binocolo senza doverli necessariamente riporre. Esistono comunque in commercio delle appendici specifiche, dette “conchiglie”, da avvitare sugli oculari per chi non vuole rinunciare agli occhiali.

Il suo utilizzo, ricordiamolo, affatica la vista, specialmente se prolungato. Meglio, dunque, puntare sulla qualità. Tra gli accessori in commercio e le componenti specifiche possiamo trovare cavalletti, lenti con trattamenti antiriflesso (Coated, Fully coated, ecc., in grado di ridurre la riflessione della luce), appendici come il booster, in grado di raddoppiare l’ingrandimento di 1 oculare. Sono in commercio anche quelli che montano stabilizzatori di immagine, in grado di ammortizzare il tremolio che consegue all’uso ottiche particolarmente potenti.

Per il birdwatching

Esistono modelli di binocoli e combinazioni solitamente più appropriate per questa o quella applicazione, e chi si appresta all’acquisto si preoccuperà anzitutto di scegliere quello a lui più congeniale, meglio se recandosi in negozi specialistici dove ricevere mirati consigli ed indicazioni. Il birdwatching è una di quelle attività nelle quali nulla o quasi è possibile senza il supporto di un binocolo.

Ogni appassionato di avifauna che si rispetti ha sempre con sé almeno un binocolo. Questo perché il birdwatching richiede necessariamente il supporto di strumenti ottici, muovendosi spesso sulle grandi distanze e su creature decisamente schive come gli uccelli. Questa disciplina, che possiamo definire a tutti gli effetti un hobby, è oggi una pratica che coinvolge tantissimi appassionati, smaniosi di identificare questo o quel volatile, magari dopo ore di faticosi appostamenti in località spesso proibitive o raggiunte a piedi.

Alcuni uccelli, potrebbe trattarsi di rapaci da noi molto rari e discreti come l’aquila reale o il grifone, si lasciano osservare spesso a notevoli altezze. ecco perché un buon binocolo dev’essere, per un birdwatcher, versatile e comodo. In quest’ ultimo caso, un maggiore campo visivo ci permetterà di seguire il volatile senza perderlo di continuo dovendo dunque occuparci di ritrovarlo vagando a vuoto su porzioni di cielo.

Altra caratteristica fondamentale sarà la sua leggerezza. Dopo qualche ora trascorsa con l’oggetto in mano una differenza di peso potrebbe rivelarsi fondamentale per le nostre braccia. Per appostamenti più statici e complessi, sarà invece d’uopo il supporto di un cavalletto, utile soprattutto se gestiamo obiettivi superiori ad un 20X senza stabilizzatori. In generale, comunque, il binocolo più adatto per un birdwatcher raggiungerà massimo un 10X come fattore di ingrandimento per essere maneggiato agevolmente.

Ricordiamo anche che la qualità nella resa dell’immagine non dipende soltanto dall’ingrandimento, ma soprattutto dalle ottiche montate, quindi la risoluzione, la nitidezza dell’immagine, non è detto sia maggiore con l’aumentare dell’ingrandimento. Per alcuni potrebbe essere utile possedere binocoli con una messa a fuoco minima che consenta di visualizzare oggetti (ed uccelli) anche a distanze molto ridotte.

Per l’astrofilia

Un’associazione meno immediata è quella tra il bincolo e l’astrofilia, solitamente abbinata a cannocchiali stratosferici nell’immaginario degli appassionati. Eppure uno degli utilizzi più comuni del binocolo lo ritroviamo proprio nel mondo degli astrofili, e non a caso numerosi sono i modelli appositamente progettati per l’osservazione di stelle, pianeti & co.

Il dilettante astrofilo potrà inizialmente confrontarsi con un 10×50, per un primo approccio con l’osservazione e soprattutto per tarare il proprio rapporto con il mondo dei binocoli. Si consiglia di non acquistare modelli con ingrandimento inferiore al 7x, sarebbero alquanto inutili, in fondo si stanno osservando corpi celesti lontani miglia e miglia. Consideriamo il vantaggio che consegue dall’utilizzo di entrambi gli occhi nell’osservazione: è possibile scorgere vasti ammassi stellari godendo di una migliore visione d’insieme ed apprezzandone colori e dettagli.

Il primo fattore da tenere a mente per l’acquisto di un buon prodotto per osservare le stelle è la luminosità dell’obiettivo. Scendendo in dettagli tecnici, si usa valutare il cosiddetto fattore crepuscolare, espresso da una formula specifica che ci permette di calcolare il rapporto tra ingrandimento e diametro-obiettivo che meglio si presta ad applicazioni in ambito astronomico.

Le caratteristiche che dovrebbe avere un buon binocolo per osservare il cielo sono anzitutto un’ottima correzione delle aberrazioni (per aberrazione si intende una forma particolare di deformazione cui può esser soggetta l’immagine in dispositivi come binocoli o fotocamere), avendo a che fare con corpi celesti spesso molto luminosi, poi un ampio campo visivo. Indifferente, invece, sarà il tipo di prisma montato, così come le varie modalità di messa a fuoco, visto che l’osservazione astronomica non può che giocare sulla distanza “infinita”.

Un grande ingrandimento potrebbe richiedere, ricordiamo, il supporto di un cavalletto. Tra gli svantaggi, invece, il primo è legato alle caratteristiche strutturali stesse del binocolo: l’ingrandimento è fisso, e non abbiamo dunque la possibilità di modificare o sostituire gli oculari. Il secondo potrebbe essere la natura stessa dell’osservazione binoculare, che costringe a tener piegata verso l’alto la testa anche per molto tempo. Alcuni risolvono questo problema assumendo posizioni “inclinate” durante l’osservazione, o utilizzando delle sdraio per osservare il cielo comodamente seduti.


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