Citycar


La citycar

La citycar, come già possiamo capire dal nome, è l’auto da città; deve essere quindi un’auto facile da guidare, dal prezzo economico e alla portata di tutti. Dovendosi poi muovere nei centri abitati avrà peso, potenza e dimensioni ridotte per adattarsi meglio al traffico cittadino.

citycar

A cosa serve la citycar

La citycar serve per trasferimenti cittadini e anche grazie alle sue misure dovrà ben districarsi per le strade urbane: sorpassi, parcheggi, accelerazioni, fermate, soste e manovre di ogni tipo non saranno rese difficili dalle qualità di queste auto. Un termine più preciso per indicare questa categoria di vetture è superutilitaria (da non confondere però con utilitaria, auto sì di dimensioni contenute ma comunque maggiori di quelle di una superutilitaria o citycar).

Non è difficile capire il perché di questo nome, devono, infatti, essere auto utili e perciò sono di piccole dimensioni, semplici da guidare, leggere nel peso, con una bassa potenza e, in questi ultimi anni, prestano una maggior attenzione all’inquinamento con l’installazione di motori elettrici (questo ovviamente non avviene per tutti i modelli). Viste le dimensioni (per alcuni modelli non si superano i 2,50 metri di lunghezza) possono essere l’ideale per i neopatentati o per chi si serve quotidianamente della propria auto per spostarsi nel traffico urbano per qualsiasi evenienza ma sono più difficili da portare su tratti a lunga o media tratta, sia per la potenza del motore (da un minimo di 700 cavalli) sia per il numero di persone trasportabili che in alcuni casi, escluso il conducente, è addirittura di uno.

A rendere le tratte lunghe più difficilmente percorribili concorre anche la limitatezza del portabagagli della citycar che in alcuni casi è praticamente assente quindi vacanze o gite domenicali con molte borse o valige con sé sono da archiviare. Si tratta di un mercato in rapida espansione e, oramai, ogni casa automobilistica ha almeno un suo modello di Segmento A (altro nome per indicare questa categoria di automobili, a differenza del Segmento B con cui si indica solitamente le utilitarie) e anche il nascente mercato indiano ha recentemente messo in commercio un suo modello di citycar a buon mercato.

Origine della citycar

Per parlare dell’origine della citycar bisogna quantomeno citare la sua versione precedente, cioè l’autociclo, modello che ebbe il suo maggior sviluppo e diffusione tra il 1910 e il 1914 con case automobilistiche soprattutto francesi e inglesi (nel primo caso sono da citare la Bédélia e la Darmont mentre nel secondo la GN). Questi modelli ebbero un buono sviluppo e divennero anche auto da corsa. Salvo rari casi in Inghilterra, questi modelli scomparvero verso la fine degli anni 20.

Soltanto dopo la fine della prima guerra mondiale, con il cosiddetto boom economico, la popolazione sentì nuovamente il bisogno di auto pratiche ed economiche. I primi modelli di citycar in Italia vennero presentati nel 1972 al salone dell’automobile di Torino e rappresentava per l’epoca un veicolo molto moderno soprattutto per quanto concerneva l’estetica, con i paraurti abbastanza grandi e posizionati sia sul lato frontale che sui lati; mancavano però i vetri mobili e la ventilazione interna era salvaguardata da un impianto di ventilazione. Poche informazioni sono trapelate sul motore di questa prima citycar ma già dalle misure possiamo comprendere la sua utilità per le strade urbane: era lunga 2,6 metri, larga 1,5 metri e alta 1,3 metri, tutte qualità che la rendevano facilmente trasportabile nel traffico cittadino. Sempre negli anni 70 questi modelli furono migliorati con l’istallazione della trazione elettrica e batterie al nichel-zinco.

In questi ultimi anni questi modelli stanno avendo un notevole sviluppo, tant’è che si può parlare di Segmento A premium per quei modelli che per la clientela più esigente uniscono alla praticità della superutilitaria l’estetica. Ha fatto notizia in questi ultimi mesi la messa in commercio di una citycar indiana dal prezzo bassissimo (intorno ai 1700 euro): in Europa però questo modello ha un prezzo quasi triplicato a causa di modifiche necessarie a rendere l’auto più sicura.

Vantaggi: dimensioni e prezzo delle citycar

Prezzo, maneggevolezza alla guida, trasportabilità sono alcuni dei vantaggi delle citycar.

Per quanto riguarda il prezzo delle citycar si parte dai 1700 Euro (5000 ne sono però necessari in Europa) per l’ultimo modello indiano ma il prezzo medio va dagli 8.000 ai 12.000 Euro, fino a un massimo di 29.000 per alcuni ultimi modelli di Segmento A Premium. L’aumento del prezzo dipende dal numero di porte, dal tipo di carburante utilizzato, dall’eventuale presenza di ABS, EBD e dei vari comfort che ormai riempiono le automobili (radio, navigatore satellitare, antifurto, etc. ). Se poi si contano gli eco-incentivi il prezzo può anche scendere fino a 5700. Chiaramente si parla di macchine nuove, se si preferisce citycar usate il prezzo può scendere fino ai 2000 Euro.

Per rendere l’auto più maneggevole in città bisogna considerare sopratutto le misure della citycar: per quanto riguarda la lunghezza si va da 250 a 373 centimetri mentre la larghezza oscilla tra i 152 e i 166 centimetri. Siamo chiaramente lontani dai 5 metri abbondanti di alcuni tipi di Sport Utility Vehicle (SUV).

I vantaggi sono constatabili anche nell’inquinamento: le categorie per le citycar vanno, infatti, dalla B alla E (più raramente alla F) quindi con emissioni di CO2 comprese tra 101 e 200 g/km, mentre per i SUV solo in alcuni casi si scende fino alla E, quindi le emissioni di CO2 sono sempre maggiori di 161g/km.

I vantaggi sono ancora visibili nei consumi delle citycar: sempre considerando i SUV, si può arrivare anche a percorrere solo 8.1 chilometri con un litro, mentre con alcuni modelli di superutilitaria si può arrivare a quasi 30 chilometri. Questo ultimo dato si riscontra anche nell’autonomia: a fronte dei 518 chilometri percorribili con un pieno con alcuni modelli di SUV, con le citycar si può arrivare a 970 chilometri. In ogni caso si sono considerate le eventualità estreme.

Svantaggi delle citycar

Le stesse misure della citycar possono rappresentare i suoi svantaggi: le misure troppo contenute e la potenza ridotta possono creare problemi fuori dalle strade urbane. Se, infatti, vogliamo auto veloci e destinate a percorrere lunghe tratte, la citycar non è per noi l’ideale, considerando tra l’altro che per alcuni modelli il portabagagli è praticamente assente e che permettono il trasporto di una sola persona (escluso ovviamente il conducente).

Considerando poi la velocità di accelerazione, le citycar ne escono assolutamente sconfitte: sono necessari, infatti, pochi secondi ai sopracitati SUV (per alcuni modelli si arriva addirittura a 8 secondi, contro i 18 delle citycar) per passare da 0 a 100 km/h rispetto ai tempi ben più lunghi per le citycar.

La limitatezza dell’auto da città rende senz’altro il veicolo più facilmente trasportabile in mezzo al traffico cittadino e nei parcheggi, ma rende anche più complesse attività quotidiane come fare la spesa, trasportare grossi pacchi, accompagnare e/o riprendere i propri figli da scuola, dare un passaggio ai colleghi di lavoro, etc. Quindi l’acquisto della citycar, soprattutto dei modelli più piccoli, non è consigliato a chi ha una famiglia numerosa, a chi cerca auto veloci e a chi percorre molto spesso lunghe strade.

Un ultimo svantaggio potrebbe essere rappresentato dall’apparente forma antica delle citycar ma, bisogna ammettere che, in questi ultimi anni (e in particolare dal 2000) si è proceduti a sistemare questo aspetto con la creazione del cosidetto Segmento A Premium: ormai quasi tutti i moderni modelli di citycar dispongono di tutti i comfort e di tutte le apparecchiature sofisticate (come lettore mp3, antifurto e navigatore satellitare, climatizzatore, sistema anti bloccaggio, ripartitore elettronico di frenata, programma elettronico della stabilità, etc.) degli altri modelli di auto e anche dall’esterno per quanto concerne i paraurti, i vetri e le ruote appaiono come dei modelli normalissimi di auto.

Citycar di segmento A

La citycar può esser posta all’interno della categoria definita, secondo gli standard europei di riferimento, Segmento A. Di questa categoria fanno parte tutte quelle auto di piccole dimensioni che possano essere caratterizzate da una praticità e manegevolezza estrema, insomma le vere e proprie citycar.

Si potrebbero erroneamente collocare queste auto all’interno di un’altra categoria, la cosiddetta Segmento B, per quanto riguarda le sue caratteristiche. L’errore è comune e comprensibile, giacché le auto della categoria B hanno dimensioni ridotte e spesso scarse ma comunque maggiori di quelle della categoria precedente.

Per non fraintendere le terminologie e spianare l’argomento con maggior chiarezza, possiamo affermare che il Segmento B ammette al proprio interno le vetture di dimensioni medio- piccole. Comunque sia, per quanto riguarda il tipo di patente necessario per poterle guidare, fanno tutte parte della categoria B quindi l’età minima per poterle guidare è quindi 18 anni.

Facendo parte di questa categoria tutte le citycar avranno necessariamente, al di là delle piccole differenze, un peso al massimo di tre tonnellate e mezzo e potranno trasportare non più di 9 persone, incluso il conducente. Bisogna in ogni caso dire che sono rari i casi in cui una citycar arrivi addirittura a 9 posti, giacché in tal caso si può parlare di Utilitaria (o Segmento B) o, meglio ancora, di segmento C o D, cioè di quelle auto che nella divisione americana indicano auto più voluminose e più familiari.

Ultimamente, per il pubblico più esigente sul punto di vista estetico, si sta diffondendo il Segmento A premium, un tipo di superutilitaria pieno di ogni comfort e utilità e che non tralascia l’aspetto tecnologico con l’installazione di lettore mp3, condizionatore, navigatore e antifurto satellitare per quanto riguarda l’aspetto forse meno propriamente all’auto ma questa tipologia riguarda anche le varie componenti dell’auto come motore, finiture ed allestimenti.

Consumi e potenza delle citycar

Uno dei maggiori pregi della citycar è rappresentato dai consumi che sono largamente al di sotto di quelli delle altre tipologie di auto. Visti anche i tempi di crisi sotto questo punto di vista l’acquisto dell’auto da città (citycar) rappresenta senz’altro un notevole risparmio.

Valutando gli stessi dati si nota che raramente i valori dei consumi e dell’inquinamento delle citycar superano quelli dei Veicolo Utilitario Sportivo (SUV). Significative in tal senso sono le cifre di un modello della Mini (nota produttrice di superutilitarie o, più esattamente di Segmento A) e di un modello della Fiat: in questo caso i consumi e l’inquinamento prodotto dalla citycar sono maggiori di quelli del ben più grande SUV. Comunque sia, tolto questo caso, i consumi e l’inquinamento sono solitamente compresi tra la classe A ed E (eccezionalmente si arriva alla F) per quanto riguarda l’inquinamento mentre per quanto riguarda i consumi si parte dalla A per i modelli più piccoli sino alla E o alla F con alcuni modelli di Segmento A premium. Si va quindi dai 100 ai 200 g/km di emissioni di Co2 (in pochi casi si arriva a 250 g/km) e da un minimo di 9 km/l ( raramente si ha un minimo di 5) fino a un massimo di 30 km/l.

Dal punto di vista della potenzialità le citycar non sono invidiabili: i modelli più piccoli, e quindi più pratici, hanno sì bassi consumi ma anche un numero di cavalli ridotti e quindi una bassa accelerazione (uno dei casi estremi è di 19,8 secondi per raggiungere i 100 km/h partendo dagli 0). Ma se vogliamo un’auto pratica, adatta alle strade della città, dai consumi bassi e facile da parcheggiare, possiamo anche tralasciare l’importanza di questi valori di potenza e accelerazione che in questo caso risultano marginali.

Ed ora ecco le citycar delle migliori marche a prezzi vantaggiosi: