Aerosol

In Salute
12 novembre, 2010

Quasi in ogni famiglia c’è un aerosol da usare in caso di necessità. Ma come funzionano questi importanti apparecchi, e soprattutto quali sono i parametri da prendere in considerazione per chi si accinge ad effettuare l’acquisto di un aerosol?

Che cos’è

L’ aerosol ha principalmente uno scopo farmaceutico destinato ai problemi di natura respiratoria. Esso consiste di un apparecchio che permette la somministrazione aerea di farmaci per la cura o la prevenzione della malattie a carico dell’ apparato respiratorio.

L’ aerosol è uno degli strumenti più usati, grazie alla sua efficacia, per la cura di asma, tosse ed infiammazioni che coinvolgono l’ apparato respiratorio del nostro organismo.

Ma qual è il metodo di cura che tale apparecchio consente? Perché scegliere di curarsi con l’ aerosol e non con i classici medicinali sotto forma di sciroppo o spray?L’ aerosolterapia consente al farmaco (che viene nebulizzato) di raggiungere con più facilità anche le vie aeree più difficili e distanti da bocca e naso.

Questo è reso possibile grazie al fatto che il farmaco viene ridotto in particelle molto piccole che, sfuggendo alla forza di gravità, riescono ad accedere con maggiore facilità in tutte le zone delle vie respiratorie. Le dimensioni di tali particelle sono davvero ridotte: si parla di una grandezza di 1 micron, ovvero di un millesimo di millimetro.

Queste microscopici corpuscoli accedono con facilità ai vari organi del sistema respiratorio, tra cui laringe, polmoni, bronchi, alveoli polmonari e così via… Ma come spiegare la grande diffusione dell’ aerosol come metodo di cura ormai prediletto tra la popolazione? I benefici dell’ utilizzo dell’ aerosolterapia sono dimostrati da numerose ricerche nel settore.

Uno dei vantaggi consiste nella possibilità di assumere dosaggi farmacologici inferiori rispetto alle altre modalità di somministrazione. Ciò si traduce inevitabilmente in una riduzione netta dell’ incidenza di effetti collaterali indesiderati a carico del sistema respiratorio.

Oltre a risultare maggiormente efficace per le patologie più complesse, tale strumento è molto utilizzato anche per i più comuni e diffusi stati influenzali. Anziani, adulti e bambini possono curare naso chiuso, tosse, infiammazioni alla gola grazie a questo strumento, assolutamente indolore e di semplice utilizzo.

Come usare l’apparecchio

Se il medico a cui vi siete rivolti per il vostro malessere vi ha prescritto una cura con l’ausilio di un apparecchio aerosol, è bene conoscere come utilizzare al meglio il funzionamento di questo prodotto.

L’ aerosol è costituito da un compressore di aria, che ha la funzione di trasformare il farmaco introdotto in minuscole goccioline, simili ad una vera e propria nebbiolina. Il farmaco viene introdotto nell’ apposita ampolla, di vetro o plastica secondo dosi ben stabilite.

Spesso il farmaco va diluito con della soluzione fisiologica, secondo un rapporto solitamente indicato dallo stesso medico che ha prescritto la cura. A questo punto, è necessario accostare il boccaglio o la mascherina alla vostra bocca e iniziare a respirare in maniera molto profonda.

La respirazione è una fase fondamentale nell’ utilizzo dell’ aerosol, in quanto una respirazione superficiale implica un utilizzo inadeguato dell’ apparecchio e, di conseguenza, un risultato assolutamente insufficiente. L’ effetto massimo, è invece, ottenuto da un’inspirazione profonda dall’inalatore ripetuta per circa 10 volte consecutive.

Dopo queste profonde inalazioni si può riprendere la normale respirazione per circa 25-30 secondi. Questa fase risulta essenziale per evitare che il paziente si stanchi eccessivamente e precocemente a causa di un tipo di respirazione non naturale troppo prolungata.

Un consiglio è quello di spegnere l’ aerosol durante le fasi di riposo, evitando così di “sprecare” il farmaco quando non viene inalato. Dopo i 30 secondi di riposo, riprendete nuovamente la respirazione profonda, alternandola sempre a periodi di riposo, fino a che il farmaco non si sia nebulizzato del tutto.

In media, un buon aerosol riesce a nebulizzare circa 40 gocce in 8-10 minuti. Se i tempi sono più lunghi, è necessario controllare la corretta funzionalità dell’ apparecchio e assicurarsi che non ci siano danni. Per assicurare un corretto funzionamento il più a lungo possibile è bene pulire accuratamente l’ aerosol ad ogni utilizzo.

Pulizia e manutenzione

La pulizia dell’ aerosol è un passaggio necessario per diversi motivi: in primo luogo, per eliminare residui di farmaco che potrebbero risultare nocive per le successive applicazioni. Inoltre, un’accurata e costante pulizia permette una conservazione e una durata certamente più prolungata.

La fase della pulizia dell’aerosol è veramente fondamentale: i residui medicinali possono infierire sull’ integrità dei vari accessori, oltre a favorire lo spiacevolissimo sviluppo di infezioni batteriche. Esistono dei piccoli suggerimenti fondamentali per una corretta pulizia:

  • E’ una buona abitudine quella di smontare tutte le parti di cui l’ aerosol è costituito alla fine di ogni nebulizzazione. Questo è essenziale per poter eliminare al meglio tutti i microscopici residui di farmaco; in questa fase, è consigliabile anche collegare l’ ampolla già pulita con il compressore, accendere per un paio di minuti l’ apparecchio e attendere che il tutto sia perfettamente asciutto;
  • Avvolgere l’ ampolla ben asciutta in un panno ben pulito;
  • Conservare tutti le componenti ( ampolla, tubi e maschera) in un recipiente asciutto a riparo da fonti di umidità;
  • Accertarsi, prima di conservare l’ aerosol, che il foro dal quale fuoriesce la nebulizzazione sia sempre disostruito. Qualora fosse ostruito, non utilizzare mai spilli, in quanto potrebbero alterare la dimensione del foro;
  • Il ricambio regolare dei filtri d’ aria deve essere garantito per ridurre al minimo il rischio di contaminazioni.

Infine, un consiglio valido in tutte le circostanze, ma soprattutto quando si ha a che fare con macchinari utili per la salute, è quella di seguire scrupolosamente tutte le indicazioni riportate sui manuali di utilizzo dell’ apparecchio.

Spesso, gli aerosol possono subire danni a causa di un loro scorretto utilizzo, per una carente o impropria pulizia o per manomissioni da parte di utenti poco esperti che non fanno riferimento ad alcun manuale d’ uso.

Come scegliere

Esistono sul mercato moltissime tipologia di aerosol. Tratteremo adesso le due categorie principali, cercando di soffermarci sulle caratteristiche, sui limiti e le peculiarità di ciascuno di essi.

I nebulizzatori pneumatici sono costituiti da un’ ampolla e da un compressore. Il funzionamento di questa tipologia di prodotto è abbastanza semplice: il flusso di aria che si viene a creare all’ interno dell’ ampolla crea un tipo di pressione che permette di risucchiare le piccolissime dosi di farmaco presenti nell’ apparecchio.

Queste microscopiche goccioline, essendo investite dal getto d’ aria nell’ ampolla, possono avere dimensioni diverse a seconda delle caratteristiche pressorie e di quelle dell’ ampolla.

Tra i limiti di questa tipologia di aerosol troviamo ad esempio, il fatto che alcuni modelli di nebulizzatori pneumatici hanno una potenza ridotta e poco adatta a trattare le patologie più serie.

Quando, infatti, la potenza è ridotta, le particelle di farmaco non vengono sufficientemente rimpicciolite, cosa che interferisce con la capacità del farmaco di penetrare nelle vie aeree più profonde. Altro limite di questi modelli, è relativo alla ridotta velocità con cui viene nebulizzato il prodotto farmaceutico.

Se vogliamo avere un idea valida della giusta potenza e della nebulizzazione del prodotto, basta considerare che la potenza deve essere compresa tra 1 e le 2 atmosfere e la nebulizzazione deve permettere di erogare un quantità di 3 ml entro i dieci minuti.

Altra caratteristica da considerare, oltre la pressione e la capacità di nebulizzazione, è quella del materiale di cui l’ aerosol è fatto. Nello specifico, l’ accessorio più importante da considerare è l’ ampolla, che deve essere di un materiale sintetico, ideale se di plastica.

Mentre quelle di vetro sono poco affidabili, le ampolle in materiale sintetico possono essere tarate con maggiore facilità e con più precisione. Vediamo, adesso di conoscere meglio il funzionamento e le caratteristiche dei nebulizzatori ad ultrasuoni.

Nebulizzatori ad ultrasuoni

La caratteristica fondamentale di un nebulizzatore ad ultrasuoni è quella di basarsi sulla disgregazione del liquido in piccolissime gocce. La vibrazione responsabile del funzionamento è dovuta al fatto che all’ interno del disco di cui l’ apparecchio è dotato, viene generato un particolare passaggio di corrente elettrica.

Questa corrente ha una frequenza molto elevata che si situa intorno ai 2 megaHertz. Tra i vantaggi di questa tipologia di apparecchio vi è senza alcun dubbio la maggiore silenziosità; il rumore, infatti, è di gran lunga inferiore rispetto a un nebulizzatore pneumatico.

In realtà, però, il nebulizzatore ultrasonico (può esser chiamato anche così) non ha dimostrato di produrre realmente goccioline tanto più piccole di quello pneumatico. Di contro, la delicatezza del nebulizzatore ad ultrasuoni rendono questo apparecchio più soggetto a danni o a rotture.

Altro limite, il fatto che, a seconda del farmaco utilizzato, questo tipo di aerosol è sconsigliato dalla case farmaceutiche. Vediamo di capire meglio per quali farmaci è poco consigliato l’ utilizzo di un nebulizzatore ad ultrasuoni.

La motivazione principale è dovuta all’ incapacità di nebulizzare i corticosteroidi, o ancora alla predisposizione di questi macchinari ad un surriscaldamento della soluzione da nebulizzare.

Nel foglio illustrativo di alcuni farmaci, come per esempio il Pulmaxar o il Nisolid, vi è esplicitamente scritto di non utilizzare i nebulizzatori ultrasonici.

Come è facile intuire, quindi, l’ acquisto di una tipologia di aerosol o di un’ altra non può essere effettuata senza conoscere limiti e peculiarità di ciascuno e senza conoscere il tipo di effetto terapeutico che dobbiamo ottenere.

Farsi consigliare dal proprio medico di fiducia, che conoscere le caratteristiche dei farmaci da impiegare e la loro compatibilità ad un apparecchio o ad un altro è il primo passo nella scelta del vostro aerosol, scelta che non deve essere mai basata esclusivamente sull’ aspetto economico del prodotto.

Aerosol per i bambini

Se per gli adulti l’ approccio all’ utilizzo dell’ aerosol può essere semplice e immediato, lo stesso non vale per i bambini, che a causa di alcune particolarità, vanno aiutati e istruiti all’ aerosolterapia.

Per prima cosa, è fondamentale ricordare alcune semplici indicazioni, che risulteranno molto utili a tutti i genitori di quei bambini i cui pediatri hanno prescritto tale terapia.

Innanzitutto, bisogna fare una premessa: i bambini molto piccoli hanno difficoltà a modificare consapevolmente la profondità del respiro, cosa che, come abbiamo visto in precedenza, è di fondamentale importanza per corretto utilizzo del prodotto e per il raggiungimento delle vie respiratorie più distanti dalla bocca.

Bisogna fare attenzione a che la respirazione avvenga per via orale, considerando che molti bambini tendono ad avere una respirazione quasi prevalentemente via naso.

Bisogna istruire e incoraggiare il bambino a respirare con la bocca e il più profondamente possibile, intervallando, come nell’ adulto,momenti di profonda respirazione a momenti di “recupero”. Risulta, quindi, evidente che eseguire la somministrazione mentre il bambino dorme è assolutamente improduttivo e inutile.

Altro aspetto fondamentale è l’utilizzo della mascherina: questa deve essere sempre tenuta in posizione verticale, deve aderire al viso del bambino e bisogna evitare che si allontani anche minimamente dalla bocca per tutto il tempo della seduta.

Infine, alcuni piccoli accorgimenti possono essere utili per far vivere al bambino l’ esperienza con l’aerosol in maniera docile e meno spiacevole.

Al termine della terapia, e specificatamente, se si sono inalati farmaci cortisonici, è bene far sciacquare la bocca con del colluttorio o,in alternativa, far sciogliere al piccolo una caramella, utile anch’ essa per la detersione del cavo orale.

Consigliabile anche il lavaggio del viso del bimbo con acqua tiepida per eliminare del tutto le piccole tracce di farmaco che, a lungo andare, potrebbero irritare la delicata pelle del bambino.


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