Fiori di bach


Fiori di bach

I fiori di Bach sono un rimedio naturale sviluppato negli anni ’30 dal medico gallese Edward Bach. Scopo di tali preparati è quello di rispondere alle urgenze psichiche e somatiche di un individuo non più visto come semplice portatore di sintomi, ma considerato un tutt’uno di corpo e anima. La facile applicazione, i costi contenuti, la mancanza di controindicazioni ed il fascino della figura del loro creatore fanno dei fiori di Bach un rimedio adatto a tutti.

fiori di bach

Edward bach

Edward Bach è a tutti gli effetti l’inventore della Floriterapia moderna, una terapia interamente basata sulle proprietà dei fiori. La storia di Edward Bach è una bellissima storia di genio e sofferenza, la storia di un uomo profondamente devoto al proprio compito ed immerso nella ricerca fino alla morte. Edward nasce in un villaggio del Galles, Mosley, nel lontano 1886. Di salute cagionevole, trascorre l’infanzia a contatto con la natura, e manifesta una certa attitudine per lo studio.

Lavorando nella fonderia paterna viene a contatto con la sofferenza ed i malesseri degli operai, e qui manifesta il desiderio di dedicarsi allo sviluppo di una medicina sana, basata su rimedi naturali e semplici. Dopo gli studi di Medicina, il lavoro in ospedale lo mette a contatto con un’urgenza molto presente, la mancanza di reali attenzioni per l’emotività del paziente, considerato semplicemente come portatore di una malattia. Quando nel 1917 gli viene diagnosticato un tumore, la sua attività si intensifica.

Grazie all’impegno ed alla tenacia riesce a sopravvivere alla malattia realizzando come questa consista, in realtà, nel semplice conflitto tra l’istanza spirituale (l’anima) e la personalità, e possa essere vinta con un atteggiamento propositivo e un lavoro interiore che produca una profonda trasformazione di sé. Nel 1930 si trasferisce in Galles, chiudendo il proprio studio londinese, per condurre i propri studi nelle campagne del proprio paese.

Qui conduce numerosi esperimenti sulle piante, giungendo a riconoscere l’efficacia di alcuni rimedi floreali per specifiche tipologie di soggetti. Svolge le proprie ricerche affinando la propria sensibilità e studiando accuratamente i singoli fiori, giungendo a riconoscere come la rugiada possa trattenerne le proprietà specifiche. Bach scopre così nel 1930 quelli che chiamerà i "12 guaritori", ai quali seguiranno i "7 aiuti" e i "19 assistenti". Muore nel novembre del 1936, dopo aver portato a termine il proprio lavoro.

I fiori di bach: i guaritori

I fiori di Bach sono 38. Ancora oggi sono utilizzati rispettando i suggerimenti e le scoperte del loro "creatore". Le prime scoperte di Edward Bach lo condussero ad individuare i cosiddetti "12 Guaritori", che corrispondono ai primi 12 fiori studiati e riconosciuti come terapeutici. Questi i nomi e le caratteristiche dei 12 Guaritori:

I 12 Guaritori:

a)Agrimony (l’ acrimonia): specifico per chi cela l’ansia e le preoccupazioni dietro sorrisi e modi cortesi;

b)Centaury (il cacciafebbre, o Centaurea Minore): per chi ha un atteggiamento passivo ed incline ad essere sfruttato dagli altri;

c)Cerato (la piombaggine): per gli insicuri, alla continua ricerca di consigli e sproni;

d)Chicory (la cicoria selvatica): per i possessivi, inclini alla manipolazione altrui ed eccessivamente propensi all’attaccamento;

e)Clematis (la vitalba): per i sognatori, concentrati sul loro mondo fantastico, distratti e disattenti rispetto alla realtà;

f)Gentian (la genzianella autunnale): per chi è incline al pessimismo, alla depressione, o si scoraggia facilmente;

g)Impatiens (la balsamina): per chi è facilmente irritabile, teso o impaziente;

h)Mimulus (il mimolo giallo): specifico per chi teme il mondo e manifesta timidezza e paura per cose sconosciute (ad esempio, la morte);

i)Rock Rose (l’eliantemo): per panico, l’ angoscia e le grandi paure;

j)Scleranthus (il fior secco o Centigrani): per gli indecisi tra due vie o opportunità;

k)Vervain (la verbena): per gli inclini al fanatismo, al perfezionismo od agli eccessi di entusiasmo;

l)Water violet (la violetta d’acqua): per coloro che si isolano nel proprio orgoglio e manifestano difficoltà nell’espressione delle emozioni;

C’è una corrispondenza diretta tra questi 12 guaritori e 12 tipologie umane. I rimedi sono specifici per 12 stati d’animo, tutti negativi, che possono generare di conseguenza malanni e disturbi fisici. I guaritori agiscono sul profondo, aiutandoci anche ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto alla nostra vita interiore.

I fiori di bach: aiuti e assistenti

A completare il quadro, oltre ai 12 guaritori, abbiamo i 7 aiuti e i 19 assistenti. Bach scoprì l’ultimo rimedio poco prima di spirare.

I 7 aiuti sono:

a)Gorse (Il ginestrone): per coloro che vivono disperazione, assenza di speranza;

b)Heather (L’erica): per coloro che rifuggono la solitudine invadendo senza premure gli spazi altrui, in preda all’egocentrismo;

c)Oak (la quercia): per coloro che combattono senza speranza, o legati ad un senso del dovere sproporzionato;

d)Olive (l’olivo): indicato per chi è provato dalla stress e gravato dalle attività quotidiane;

e)Rock Water (l’ acqua di roccia): indicata per coloro che tendono a deprimersi ed essere troppo severi con se stessi;

f)Vine (la vite): specifica per chi desidera prevaricare gli altri per desiderio di dominio ed ambizione;

g)Wild Oat (L’avena selvatica o forasacco): per gli indecisi rispetto al ruolo da assumere nella vita;

I 19 assistenti sono:
a) Aspen (il pioppo tremulo): per colui che teme cose vaghe senza ragioni fondate;

b)Beech (il faggio): per chi è troppo critico e intollerante;

c)Cherry Plum (il prugno): indicato per chi teme di perdere il controllo;

d)Chestnut Bud (la gemma di Ippocastano bianco): per chi tende a ripetere sempre gli identici errori;

e)Crab Apple (il melo): per coloro che si sentono sporchi, dentro e fuori;

f)Elm (l’olmo inglese): per coloro che non si sentono all’altezza, ed avvertono di essere pieni di responsabilità;

g)Holly (l’agrifoglio): per chi è sopraffatto da odio, invidia, gelosia e diffidenza;

h)Honeysuckle (il caprifoglio): per i nostalgici del passato, o coloro che si crogiolano nel rimpianto;

i)Hornbeam (il carpino bianco): per chi avverte forte debolezza mentale e diffida delle proprie capacità;

j)Larch (il larice): indicato per i complessi d’inferiorità, e per chi non riesce a sentirsi all’altezza;

k)Mustard (la senape selvatica): per la depressione, quando giunge improvvisa o saltuaria;

l)Pine (il pino silvestre): per coloro che si caricano anche delle colpe altrui e precipitano nei sensi di colpa;

m)Red Chestnut ( l’ippocastano rosso): per coloro che si preoccupano eccessivamente del benessere degli altri;

n)Star of Bethlehem (il latte di gallina): specifico per chi è stato sottoposto a forti traumi o shock;

o)Sweet Chestnut (il castagno dolce): per chi prova forte disperazione e sente vacillare la propria identità;

p)Walnut (il noce): indicato per i momenti di cambiamento, anche legati all’età;

q)White Chestnut (l’ippocastano bianco): per coloro che hanno pensieri ricorrenti;

r)Wild Rose (la rosa canina): per chi cade nell’apatia e nella rassegnazione;

s)Willow (il salice giallo): indicato per il risentimento, il vittimismo, il senso di oppressione;

Infine, abbiamo il "rimedio universale", il cosiddetto Rescue Remedy, un preparato di diversi fiori da utilizzare in situazioni d’emergenza, come casi di shock o profonde ferite, per ristabilire l’equilibrio energetico della persona.

Come agiscono i fiori di bach

Principio alla base del funzionamento dei fiori di Bach è l’idea che tutto in natura possieda delle particolari qualità vibrazionali ed energetiche. L’essenza di ogni fiore rappresenterebbe la particolare vibrazione del fiore stesso, in una parola conterrebbe l’energia specifica di quel fiore.

I fiori di Bach sono in grado di agire sull’uomo proprio perché anche questi è considerato dal loro fondatore come permeato di un’energia (campo energetico) che scorre più o meno fluida seguendo flussi e riflussi. Anche la medicina cinese convive con una visione molto simile dell’uomo, attraversato da canali detti meridiani che convogliano le correnti energetiche.

Quando l ‘energia per qualche ragione si blocca e non riesce a procedere (questo, in una spiegazione molto semplificata), bisogna individuare la causa del blocco, che spesso produce o coopera all’emersione di malesseri e malattie. Esiste la possibilità di suddividere i 38 rimedi ottenuti da Bach, oltre che in Guaritori, aiuti e assistenti, rispetto a 7 stati emotivi principali (paura, solitudine, incertezza, ipersensibilità, disperazione, eccessiva preoccupazione per l’altro, disinteresse per la realtà).

Il primo passaggio, indispensabile per un utilizzo corretto dei fiori di Bach, riguarda l’individuazione del rimedio più adatto a noi. E’ un passaggio delicato. Spesso, infatti, è difficile identificare da soli i propri malesseri a causa di tutta una serie di meccanismi psicologici di rimozione o mascheramento con i quali crediamo inconsciamente di poter eludere la sofferenza. Ecco perché, per una prima esperienza con i fiori di Bach, una consulenza specialistica potrebbe esserci d’aiuto.

Tuttavia, se volessimo tentare l’autodiagnosi, la scelta del fiore sbagliato non provocherà alcun effetto collaterale in quanto i fiori di Bach non possiedono particolari controindicazioni, e possono essere combinati con terapie mediche classiche. Per assumere i fiori di Bach bisogna preparare la miscela. Si utilizza una boccetta di colore scuro da 30 o 50 ml, dotata di contagocce. Si riempie con un cucchiaino di brandy, che può essere sostituito da aceto di mele per chi non tollerasse l’alcool.

Nel flacone andranno anche 2 o 3 gocce del fiore madre, e 20ml (nel flacone da 30) di acqua naturale minerale (non gassata). In ogni caso bisognerà mantenersi sulla proporzione: ¼ di brandy e ¾ di acqua. Quindi da subito possiamo far uso della miscela. E’ possibile anche creare miscele in cui diluire l’essenza di più fiori. Si consiglia sempre, prima di procedere alla preparazione, di consultare un manuale specialistico, e possibilmente i testi dello stesso Bach.

Come assumere i fiori di bach

L’assunzione dei rimedi floreali è estremamente facile. Le confezioni in vendita solitamente dispongono di un contagocce, che ci servirà per somministrare il rimedio. Le gocce andranno assunte sotto la lingua, facendo attenzione che il contagocce non venga a contatto con quest’ultima e trattenendo le gocce per qualche secondo in bocca. Nel caso dei rimedi classici, il consiglio è quello di utilizzarli 4 volte al giorno, prendendo ogni volta 4 gocce: appena svegli al mattino, prima di pranzo, il pomeriggio e la sera, prima di andare a letto.

Nulla di male se qualcuno dovesse sentire il bisogno di assumere dosi superiori o di variare gli orari, il rimedio infatti non ha particolari controindicazioni. Questo è uno dei maggiori pregi dei fiori di Bach: risultano realmente efficaci solo se lo stato da curare è effettivamente quello per il quale è prescritto lo specifico rimedio. Il Rescue Remedy viene invece assunto in quantità e modalità diverse, essendo appunto indicato per le situazioni di emergenza, e può essere bevuto diluito con dell’acqua, da assumere diverse volte al giorno.

Un altro caso è quello in cui volessimo unire più rimedi somministrandoli assieme, per occuparci di un problema specifico che abbraccia più aspetti. Se dopo la somministrazione dei fiori dovessero manifestarsi stati di malessere o un peggioramento del proprio stato, potrebbe trattarsi di una condizione di aggravamento omeopatico, che in realtà rappresenta un aspetto positivo della terapia. A questa fase corrisponde infatti l’emersione delle emozioni che corrispondono al rimedio applicato, e sarà dunque una garanzia dell’esattezza del rimedio utilizzato.

Se il malessere dovesse persistere, si suggerisce comunque di abbandonare la somministrazione e consultare un medico. Ci teniamo a sottolineare, però, che i fiori di Bach non vanno in alcun modo considerati sostitutivi rispetto ad una terapia medica standard. Si consiglia inoltre di consultare un terapeuta esperto proprio perché non è immediata l’individuazione della categoria cui appartiene il proprio malessere.

Preparare i fiori di bach

Per chi preferisse le cose semplici, molte farmacie ed erboristerie hanno in vendita fiori di Bach già diluiti. E’ possibile, tuttavia, realizzare i fiori di Bach con le proprie mani. Per ottenere i fiori di Bach è necessario estrarre le essenze dai 37 fiori (più l’acqua di roccia) individuati da Edward Bach. Il metodo è ancora oggi quello utilizzato dallo stesso Bach, e prevede l’applicazione di due sistemi, il primo dei quali specifico per i 12 guaritori e i 7 aiuti, il secondo per i 19 assistenti.

Il primo metodo è detto "metodo del sole", e prevede si raccolgano i fiori in una giornata soleggiata, senza vento, tra le 8 le 10 di mattina. Estrema cura verrà posta nella ricerca delle piante: i fiori saranno infatti prelevati da luoghi in cui se ne trovano in abbondanza, ed esclusivamente da piante all’inizio della fioritura. Le forbici utilizzate per tagliarli saranno ben lavate e disinfettate, ed i fiori verranno deposti con delle pinzette in un piatto accuratamente lavato.

Inoltre i fiori non dovranno essere bagnati di rugiada, né venire a contatto con le mani. Ora i boccioli andranno deposti in un recipiente di vetro pulito, riempito con 25cl di acqua pura ed esposto precedentemente al sole. Si attenderanno quindi 4-5 ore lasciando i fiori al sole, ed in seguito si filtrerà l’acqua grazie ad un filtro di carta.

L’acqua colorata andrà quindi versata in un vaso scuro in vetro, allungandola con 25cl di cognac o brandy (o comunque l’equivalente dell’acqua). Otteniamo così la tintura madre. Il procedimento su descritto, ovviamente, varia per Rock water, che è semplice acqua di fonte.

Il secondo metodo è il metodo della bollitura. La raccolta si svolgerà con le stesse precauzioni descritte in precedenza, ma i fiori andranno adagiati in una pentola in smalto con un litro e mezzo d’acqua. Il tutto si farà bollire per circa 30 minuti, ottenendo infine una tintura filtrata alla quale aggiungeremo pari quantità di brandy o cognac.