Pareti ventilate

Nate nel Nord Europa e diffuse anche nel Nord Italia, le pareti ventilate sono un ottimo metodo per isolare efficacemente la propria abitazione. Un valore aggiunto al comfort abitativo che sta prendendo sempre più piede, anche in zone tradizionalmente più calde e temperate, come il nostro Sud. Scopriamo assieme come funzionano le coperture ventilate.

Pareti ventilate

A cosa servono

Le pareti e le coperture ventilate sono una soluzione molto efficiente nel caso in cui si voglia isolare la propria abitazione. In effetti, se tutte le abitazioni fossero provviste di isolamento termico, ottenuto proprio attraverso l’installazione di pareti ventilate, si otterrebbe un notevole risultato dal punto di vista della riduzione dei consumi e dell’impatto ecologico che tali consumi producono sull’ambiente.

Basti pensare, ad esempio, che l’energia necessaria per il riscaldamento e per il raffrescamento di una casa, dopo l’applicazione delle pareti ventilate, si riduce di ben il 20%, mentre ciascun radiatore è in grado di aumentare la propria resa del 5%.

Con le pareti ventilate si ottiene, quindi, una casa più confortevole e più efficiente energeticamente, dato che l’isolamento ottimale fa sì che si possa stare al caldo in inverno e al fresco in estate. Ciò è possibile perché, quando una casa è correttamente isolata dall’ambiente esterno, tenderà a cedere meno calore accumulato ma, allo stesso modo, non permetterà al freddo o al caldo di penetrare all’interno, o comunque, di farlo in modo molto minore rispetto a quanto accade in un’abitazione non perfettamente isolata.

Un immobile male isolato, invece, tende soprattutto a perdere molto calore in inverno, dato che il caldo accumulato all’interno si dirige verso i punti più freddi della casa, disperdendosi rapidamente. Il disagio, in queste circostanze, è duplice, dato che da una parte si spenderà di più per cercare di riscaldare le stanze e, dall’altra, si avranno ambienti piuttosto inospitali nonostante gli sforzi fatti per renderli accoglienti.

Le pareti ventilate, ad ogni modo, sono solo uno dei metodi che vengono utilizzati per rendere migliore l’isolamento degli immobili, ma è tra i più comuni dato che presenta numerosi vantaggi, tra i quali anche quello di dare la possibilità di inserirsi efficacemente in diversi contesti abitativi, potendo sfruttare numerose tipologie di rivestimento.

Caratteristiche

Come abbiamo avuto modo di vedere, le pareti ventilate offrono un significativo aiuto per rendere la propria abitazione più confortevole e più in grado di sopportare i climi estremi, siano essi i rigori invernali o i cocenti gradi estivi, permettendo ad una famiglia di risparmiare sulla spesa energetica.

Le pareti ventilate rappresentano una soluzione perfetta se si intende isolare l’abitazione senza dover ricorrere a tecniche costruttive particolarmente complesse e costose.

Molto utilizzate nel Nord Italia e nel Nord Europa, le pareti ventilate si stanno diffondendo anche nel Sud Italia, dal momento che sono una buona idea anche per quanti hanno la principale necessità di mantenere la propria casa al riparo dall’eccessivo calore. A sorpresa, infatti, le pareti ventilate si scoprono usate anche nei Paesi mediorientali e nord africani, testimoniando l’importanza rivestita nel riuscire a mantenere il fresco e non solo il calore interni.

Le pareti ventilate sono costruite con un sistema che consente di creare un’intercapedine d’aria tra le pareti esterne e il rivestimento, sfruttando la stessa intercapedine per assicurare l’isolamento termico degli ambienti e dei muri perimetrali (o del tetto). L’intercapedine creata dalle pareti ventilate si basa sul cosiddetto effetto camino, permettendo la circolazione dell’aria dal basso verso l’alto.

L’effetto camino si origina grazie alla differenza di pressione che viene a crearsi tra aria calda e aria fredda e che si verifica nelle abitazioni che si sviluppano su più piani. In case del genere, ad esempio, l’aria calda tende sempre a salire verso i piani alti, essendo più leggera di quella fredda. La differenza di pressione dell’aria aumenta a seconda dell’altezza dell’immobile e anche della temperatura interna ed esterna. Porte e finestre influiscono sull’effetto camino e sulla dispersione termica: d’altra parte, basta che una finestra non sia ben sigillata anche solo in pochissimi punti che l’ambiente si riempirà di spifferi provenienti dall’esterno.

Vantaggi delle pareti ventilate

Con il sistema delle pareti ventilate si può garantire un eccellente benessere all’interno dell’abitazione e si possono altresì garantire un gran numero di vantaggi.

Come abbiamo già detto, prima di tutto le pareti ventilate agiscono in inverno e in estate trattenendo il calore e il fresco, opponendosi alla dispersione termica e offrendosi quali barriere efficaci nei confronti dei raggi del sole.

In più, però, le pareti ventilate sono anche degli eccellenti isolanti acustici, poiché mantengono l’abitazione al riparo da rumori assordanti. Inoltre, favorendo la circolazione dell’aria, fanno sì che si possa favorire anche lo smaltimento dell’umidità che, invece, accumulandosi sulle pareti, può provare muffe e antiestetici aloni.

Un’ulteriore caratteristica importante delle pareti ventilate è la capacità di applicare un isolamento “a cappotto” dall’esterno. In questo modo, si ottiene una grande facilità e rapidità nell’esecuzione dei lavori, che non toccano la parte interna dell’immobile. Vista la grande flessibilità delle pareti ventilate, ogni zona può essere ricoperta in questo modo, si tratti di un pilastro o di una soletta.

L’isolamento, dunque, sarà del tutto uniforme e non si dovrà pagare lo scotto dei cosiddetti ponti termici che, anzi, possono essere ridotti al minimo. I ponti termici sono punti di dispersione particolarmente intensi a causa delle diverse temperature dei materiali che fanno parte dell’immobile e che possono provocare degrado e umidità nella struttura muraria.

D’altra parte, i muri perimetrali vengono protetti da un’intercapedine di aria e non sono direttamente soggetti a fenomeno di corrosione del calcestruzzo, un fenomeno che si origina in seguito all’eliminazione costante, da parte dell’aria, della condensa che tende a formarsi superficialmente. Inoltre, tendono a farsi meno imponenti i movimenti interni della struttura, dovuti magari a differenze di pressione e di temperatura.

È anche vero che i costi per l’installazione delle pareti ventilate possono essere elevati ma bisogna sempre considerare che saranno poi ammortizzati grazie alla minore necessità di riscaldamento e al risparmio che consegue a ciò.

Costruzione e installazione

Le pareti ventilate si compongono, procedendo dall’esterno verso la parte più interna dell’immobile, di una parete esterna; di materiale isolante, opportunamente ancorato al muro; di una lamina d’aria e, in ultimo, di un rivestimento esterno ulteriore che sarà poi ancora una volta ancorato alla struttura muraria ma, in questo caso, a quella dell’edificio.

Le tecniche per isolare in modo adeguato sono numerose. Le pareti ventilate vere e proprie sfruttano la creazione dell’intercapedine centrale che può anche essere riempita con del materiale isolante, così da evitare la dispersione del calore fino al 65%. Per le pareti piene, invece, si ricorre, dall’esterno o dall’interno, a dei pannelli termoisolanti che saranno rifiniti opportunamente con dell’intonaco traspirante.

La parete perimetrale dell’immobile è la base dalla quale si parte per costruire la nostra parete ventilata. I muri di partenza devono essere perfettamente piani e non devono essere presenti delle sconnessioni. In caso contrario, non si potrà eseguire un lavoro di qualità se prima non si eliminano tali imperfezioni, intonacando laddove necessario anche per uno o due centimetri. Dopodiché, si potrà procedere con la messa in posa dello strato isolante, che è costituito di pannelli di spessore variabile (dai 3 agli 8 centimetri) mantenuti aderenti al muro grazie a degli speciali collanti.

Negli edifici antichi, però, nei quali non si può procedere con ulteriori intonacature si dovrà necessariamente provvedere con il posizionamento di elementi di aggancio per consentire l’installazione delle pareti ventilate.

L’intercapedine da formare, invece, dovrà essere sempre compresa tra i 3 e 5 centimetri. Nell’intercapedine, affinché si realizzi correttamente l’effetto camino, non dovranno essere presenti ostacoli o strozzature, pena la perdita di efficacia dell’intero sistema.

Gli elementi di ancoraggio, ad esempio, possono rappresentare dei punti di strozzatura: per evitare che si perda l’effetto voluto, in tali casi si usa piazzare delle griglie di ventilazione sia alla base che all’apice dell’edificio, così che sia permessa una buona circolazione dell’aria.

Rivestimenti e sistemi di ancoraggio delle pareti ventilate

Come abbiamo già potuto accennare, vi è ampia scelta di rivestimenti per quanto riguarda le pareti ventilate. Questo è un altro dei motivi per cui in tanti si orientano su tale opzione a dispetto di altre.

Comunque sia, soprattutto per ciò che concerne la parte esterna, bisogna valutare attentamente il prodotto scelto, in quanto deve essere adeguato al fatto che gli agenti atmosferici provocheranno una più rapida usura dei materiali. Inoltre, non si può non richiedere che tale materiale sia inalterabile nel tempo anche dal punto di vista estetico.

Le pareti ventilate riescono a coniugare efficacia con resa estetica, non limitando affatto la scelta dei materiali per il rivestimento che, al massimo, dovrà essere supportato da un apposito sistema di aggancio. Nella gamma di materiali a disposizione, ricordiamo il legno, ma anche le pietre naturali, i materiali plastici metallici, il cotto, la ceramica e il Klinker, un materiale che è alla base della produzione di cemento.

Le pareti ventilate garantiscono, inoltre, un migliore assestamento strutturale. Poiché ciascuna lastra è indipendente dalle altre, i movimenti di assestamento della struttura possono essere più ampi, garantendo migliore tenuta grazie ad una maggiore elasticità dell’insieme.

D’altro canto, sono gli stessi giunti tra un pannello e l’altro ad amplificare i movimenti strutturali, sia in orizzontale sia i verticale. I giunti chiusi comunque sono adatti a rivestimenti di più modesta dimensione, mentre quelli aperti sono l’ideale per spazi più ampi.

I metodi di ancoraggio delle pareti ventilate, comunque, vale la pena ricordarlo, non dipendono esclusivamente dal tipo di parete dell’edificio ma anche dal materiale prescelto per il rivestimento e dalle condizioni atmosferiche generali. Infatti, fissare una parete ventilata in un luogo molto ventoso, ad esempio, prevederà delle accortezze aggiuntive a quanto non accade in luoghi dal clima migliore.

Tetto ventilato

Oltre alle pareti ventilate, si possono anche avere altre tipologie di coperture sempre isolanti ma adatte, ad esempio, a proteggere o a risanare un tetto. Anche in questo caso, comunque, le coperture possono essere del tipo ventilato, ottimo per isolare dal caldo e dal freddo ma anche dall’umidità.

Per raggiungere lo scopo, si possono usare le travi originarie, se le stesse non sono rovinate, oppure delle travi nuove in sostituzione o anche del sughero. Negli edifici storici, invece, sebbene sia possibile realizzare anche un tetto ventilato, si dovrà procedere con estrema cautela perché molto spesso esistono dei vincoli precisi circa i materiali da poter o non poter utilizzare o perché, magari, si è costretti ad un intervento di recupero dei materiali originali senza poter provvedere ad una più economica sostituzione con dei nuovi.

Il tetto ventilato è fondamentale nel sistema di isolamento termico. È sufficiente pensare che le tegole, durante i mesi estivi, possono tranquillamente arrivare, e in qualche caso superare, i 90 gradi centigradi: e non stiamo neppure parlando del Sud Italia, ma delle regioni centrali. Questo dimostra come il tetto ventilato, sottraendo la copertura al diretto contatto con le tegole, influisca in modo positivo sull’isolamento complessivo, anche dal punto di vista del raffrescamento.

Se poi si desidera un sottotetto abitabile, non sarà sufficiente provvedere alla ventilazione trasversale e verticale come basta avere, invece, per un sottotetto non abitabile. Il sottotetto dovrà anche prevedere, infatti, delle apposite griglie di aerazione su lati contrapposti.

Tra i materiali adatti alle coperture, bisognerà sempre tener presente alcuni requisiti fondamentali come la conducibilità termica, la reazione al calore, la permeabilità al vapore, la biocompatibilità, la semplicità nell’installazione, il tipo di reazione con altri materiali, la fotosensibilità, la resistenza agli agenti atmosferici, la non attaccabilità da parte di roditori o di insetti.

Tetto ventilato con listellatura semplice e doppia

La microventilazione, uno dei due tipi di ventilazione per le coperture ventilate, riguarda l’aria che deve circolare fra i coppi e i listelli. Per realizzarla si ricorre, di solito, alla posa delle tegole su una listellatura semplice di legno, facendo attenzione a interrompere la continuità delle file parallele dei listelli. Serve per smaltire o evitare il ristagno di umidità dovuto alla porosità dei prodotti, a condensazioni e infiltrazioni.

Inoltre, diminuisce anche lo shock termico, poiché la ventilazione tende a eliminare la differenza di temperatura fra la parte superiore e inferiore della tegola. La macroventilazione del sottomanto, si attiva invece fra la tegola e lo strato isolante. Si differenzia dalla precedente per la maggiore dimensione dell’intercapedine. Le tegole vengono infatti posate su una doppia listelIatura di legno oppure su listelli e pannelli isolanti sagomati di rilevante spessore.

In estate, l’aria nello strato sotto le tegole si riscalda per l’irraggiamento e crea una corrente che sale verso l’alto. L’aria calda esce da sfiati posti sulla linea di colmo, richiamando aria fresca dalle aperture della gronda e regolando la temperatura. In inverno, invece, la camera di ventilazione costituisce un’intercapedine fra interno ed esterno. Il materiale isolante resta così aerato e asciutto.